InfoAut
Immagine di copertina per il post

Brasile, “Fora Temer” in rivolta contro la corruzione e le riforme di austerity. Intervista ai compagni della Boxe Autonoma Sao Paolo

||||

A cura della redazione di Infoaut un’intervista a due compagni italiani che vivono in Brasile della Palestra Popolare Perugia e che militano e operano con la Boxe Autonoma Sao Paolo. Mentre pubblichiamo l’intervista, nella notte migliaia di persone sono scese in piazza al grido “Fora Temer” per chiedere le dimissioni immediate del Presidente brasiliano. Il quotidiano Oglobo ha svelato che tra i nastri consegnati dai fratelli Batista magnati della JSB ai magistrati di “Lava Jato” c’è una registrazione audio nella quale il Capo dello Stato avrebbe comprato il silenzio dell’ex presidente della Camera, Eduardo Cunha, suo vice nel PMDB, accusato di corruzione e in carcere dall’ottobre scorso. I due imprenditori ora negli Stati Uniti, in questo modo si sono assicurati un trattamento di favore nello scandalo sulle carni avariate brasiliane in cambio della testimonianza che rivela il tentativo del presidente brasiliano di comprare Cunha per evitare il proseguimento dell’inchiesta anticorruzione.

A fine Aprile si è svolta a San Paolo ma anche in altre città del paese, una grossa mobilitazione contro le politiche del Governo in occasione dello sciopero generale. Ci spiegate quali sono state le ragioni della piazza?
 
Lo sciopero generale è stato dichiarato da tutte le sigle sindacali e ha ottenuto l’adesione di tutti i movimenti sociali più importanti: dal movimento Sem Terra ai Movimenti per il diritto all’ abitare, ai collettivi universitari. É stato proclamato in ragione delle proposte di riforma in materia di previdenza e di lavoro, avanzate dal governo Temer. La fase storica che si sta affacciando in Brasile è caratterizzata per un nuovo protagonismo delle oligarchie della finanza e dei latifondi, di cui il governo attuale si  è fatto portavoce. A seguito del impeachment di D. Rousseff si è aperta una fase di austerità, dapprima con i tagli alla spesa pubblica per i quali è stato necessario attuare una riforma costituzionale (PEC55 del 2016) e adesso, con la proposta di allungamento dell età pensionabile e l’esternalizzazione di manodopera nel settore pubblico e privato. In Brasile la maggior parte  dei lavoratori sono sindacalizzati e perciò  godono ancora delle protezioni del contrattato nazionale, dato che i subappalti e le esternelizzazioni della produzione industriale sono proibite dalla legge brasiliana. È contro queste garanzie che sono rivolte le riforme proposte dal governo Temer in Congresso. È per difendere le conquiste ottenute nelle lotte, che i lavoratori e gli studenti il 28 Aprile sono scesi in piazza in massa, bloccando la produzione brasiliana da Recife a Porto Alegre.

Qual’era la composizione della piazza?
In piazza erano presenti tutte le organizzazioni sindacali e tutti i movimenti sociali, senza esclusioni. L’arroganza e la mancanza di rispetto verso lo stato democratico di diritto dimostrato dalle oligarchie della finanza e dai latifondisti e dai loro rappresentanti in parlamento durante l’impeachment di Dilma Rousseff ha avuto l’effetto di ricompattare la sinistra e i movimenti anticapitalisti e libertari. Malgrado ciò, come spesso avviene in queste situazioni, alcune divergenze sono risultate visibili in piazza.  Il corteo a San Paolo, ad esempio,  ha marciato verso la residenza del presidente al grido di “Fora Temer”, ma per molti l’alternativa non è il ritorno al governo di Lula. La valutazione del passato è ancora un processo aperto nei movimenti brasiliani.

Lo sciopero ha coinvolto milioni di lavoratori. Quali sono state le reazioni del Governo?

Il governo ha avuto manforte dai mezzi di comunicazione, i quali sono totalmente allineati sulle privatizzazioni e i tagli. Essi hanno boicottato lo sciopero nazionale, non solo attraverso narrazioni populistiche, come quella dell’impedire a onesti lavoratori la libertà di scelta e quindi la possibilità di recarsi al lavoro, ma anche evitando di usare la parola sciopero generale, usando invece parole come marcia o mobilitazione. Appare chiaro il desiderio del governo di sminuire la forza dello sciopero attraverso tattiche che sono uno strascico dei tempi della dttatura militare, in cui gli odierni mezzi di comunicazione, vedi tv globo, nacquero.

Lo scorso autunno migliaia di studenti hanno protestato contro la riforma della formazione. Il Governo è andato avanti? Qual è lo stato dell’arte della mobilitazione studentesca?

Il Brasile da circa due anni è scenario di mobilitazione, che sono il riflesso del malcontento popolare dovuto alle misure di austerità assunte dal governo. lo scorso autunno il movimento studentesco così come grande parte dei movimenti sociali hanno protestato contro l’introduzione di un tetto costituzionale alla spesa pubblica (una misura simile alla nostra riforma costituzionale sul vincolo di bilancio) . Con la PEC55 si è congelata per venti anni il limite massimo alla spesa pubblica, fissandola al valore del 2015, aggiornato di anno in anno in base agli indici di inflazione. È evidente che i primi a farne le spese sono gli studenti, e si può immaginare lo stato di abbandono in cui verseranno le periferie e le favelas se questa misura non verrà ritirata in futuro. La mobilitazione studentesca ha dimostrato di avere la forza di bloccare la maggior parte delle scuole e delle università pubbliche, ma i livelli di ricatto a cui sono sottoposti gli studenti e i professori delle scuole private (una presenza molto ampia in Brasile) ha indebolito il movimento stesso. Le piazze si sono riempite, ma dopo mesi di occupazione le scuole sono tornate alla normalità, spegnendo la stato di euforia iniziale.

A livello più generale, quali sono i cambiamenti sociali che stanno attraversando il Brasile?
La partecipazione politica che aveva preparato e caratterizzato il primo governo Lula, è andata progressivamente diminuendo, in parte per la scelta dei governi del PT di non portare avanti alcune delle riforme promesse  dal 2003. Tra di esse ricordiamo la riforma agraria, la riforma dei media, il consolidamento del sistema pubblico di insegnamento e di sanità. Di fronte alla storica assenza di infrastrutture statali e federali, per promuovere i diritti sociali (eredità dell’imperialismo culturale e economico nordamericano in America Latina) si è preferito aprire a progetti di partenariato pubblico-privato piuttosto che invertire la storia.

Il mese scorso sono state aperte delle indagini su nove ministri del gabinetto del presidente Michel Temer per corruzione, ci potete descrivere la situazione politica del Governo brasiliano e quali interessi economici sono sullo sfondo di queste riforme?

L’inchiesta Lava-Jato, portata avanti dalla magistratura di Curitiba, ha interessato praticamente tutti i partiti politici presenti in congresso. Il primo obiettivo dei magistrati è stato il PT. Dopo l’impeachment di Dilma, L’attenzione si è spostata sul attuale governo. Apparentemente il potere giudiziario cavalca l’onda del malcontento sociale e l’enfasi mediatica sulla legalità nella pubblica amministrazione. Finora le inchieste hanno portato a pochissime condanne, ma l’effetto ottenuto sulla popolazione è quello di aver alimentato un sentimento (e movimenti) di antipolítica. La narrazione mediatica si è concentrata sulla insostenibilità finanziaria  dello stato sociale  e delle sue strutture istituzionali, collocando enfasi sui costi della burocrazia e della corruzione.  Il mix di linguaggio economicista-legalitario è andato a  vantaggio delle privatizzazione delle imprese a partecipazione statale, dell’esternalizzazione dei servizi, seguendo uno schema simile a quello che è avvenuto in Italia negli anni novanta a seguito del inchiesta “mani pulite” .
Allo stato attuale, l’unica exit strategy compatibile con il percorso di emancipazione intrapreso dal popolo brasiliano a partire dalla fine della dittatura militare coincide con un rilancio del protagonismo politico dei movimenti di occupazioni delle terre e delle case, che attualmente rivestono ancora un ruolo importante. I sem terra e i sem teto hanno dimostrato più volte nella storia  recente di saper articolare con tutta la cittadinanza un progetto di difesa e di utilizzo sostenibile del patrimonio naturale e culturale del Brasile, il vero oggetto del desiderio dei tagli e delle privatizzazioni.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Approfondimentidi redazioneTag correlati:

brasile

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Asse del Caos

da Machina

La guerra contro l’Iran segna un ulteriore salto nell’escalation mediorientale guidata da Israele e Stati Uniti. Le ritorsioni iraniane sulle infrastrutture energetiche del Golfo mostrano quanto fragile sia l’equilibrio globale costruito su petrolio e rotte commerciali. Sullo sfondo emerge un progetto più ampio dell’«Asse del Caos»: indebolire e frammentare gli Stati della regione, con conseguenze difficilmente controllabili.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Hub toscano dentro l’escalation in Medioriente? Basi, ferrovie e le domande che nessuno ci fa

Qualcuno ha deciso che il territorio tra Pisa, Livorno e San Piero a Grado debba diventare un nodo strategico della macchina militare occidentale. Non è un’ipotesi: è quello che emerge leggendo contratti pubblici, documenti NATO e piani di investimento europei. Ma la domanda che nessuna istituzione ci pone è semplice: lo vogliamo?

da No Base

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intervista a Romolo Gobbi

Ci uniamo al messaggio di saluto da parte di Derive Approdi in merito alla scomparsa di Romolo Gobbi e per ricordarlo ripubblichiamo questa intervista presente sul sito Futuro Anteriore – Dai Quaderni Rossi ai movimenti globali: ricchezze e limiti dell’operaismo italiano.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Rogoredo: l’albero marcio delle forze dell’ordine

Sulla vicenda di Rogoredo, come spesso succede quando si tratta di episodi che coinvolgono l’ordine pubblico o le forze di polizia, si è acceso un fortissimo dibattito mediatico.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

USA “Come resistiamo all’ICE”

Di Marco Veruggio da officina primo maggio

Una lunga chiacchierata con due attivisti del movimento Ice Out a Minneapolis: Janette Zahia Corcelius, sindacalista e attivista dei Democratic Socialists of America e Rafael Gonzales, rapper, insegnante e attivista.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

La figura di Lenin torna al centro del dibattito

La figura di Lenin torna al centro del dibattito storico e culturale con un nuovo volume firmato da Guido Carpi e pubblicato da Salerno Editrice nel gennaio 2026. Il libro propone un profilo rigoroso che intreccia la biografia del leader bolscevico con i destini della Russia, restituendo una lettura ampia e articolata della sua azione […]

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’opposizione al governo Meloni parte da qui

Contributi, punti di vista, riflessioni da parte delle tante anime che hanno composto la ricchezza della manifestazione oceanica della Torino partigiana. Iniziamo una raccolta di ciò che si tenta di appiattire, con uno sguardo alla complessità della composizione, della soggettività e della fase che stiamo attraversando.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Minneapolis: le bugie che ti racconteranno

La città ghiacciata è sotto assedio. Nei lunghi e freddi inverni nel cuore del Midwest l’aria può diventare così fredda da rendere doloroso respirare.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Il nuovo disordina mondiale / 32 – L’ultima Thule tra Nato, petrolio, terre rare e…guano

La pubblicazione della ricerca dell’inglese Peter Apps da parte della Luiss University Press non poteva cascare in un momento migliore, o peggiore a seconda dei punti di vista, per narrare le vicende politiche, militari e ideologiche che hanno portato alla creazione, sviluppo e attuale crisi di una delle alleanze militari multinazionali più longeve della storia. Quella della Nato, per l’appunto, che l’autore paragona alla Lega Delio-Attica, conosciuta anche come lega di Delo, una confederazione marittima costituita da Atene, nel 478-477 a.C. durante la fase conclusiva delle guerre persiane, a cui aderirono dalle 150 alle 173 città-stato greche.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

La sollevazione nazionale in Iran e le ondate dell’estrema destra

Secondo Sasan Sedghinia, la sollevazione in corso in Iran può essere definita a pieno titolo come una rivolta dei marginalizzati e dei disoccupati contro il sistematico impoverimento della popolazione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Brasile: Vittoria indigena nell’Amazonas

Quanto successo nell’Amazonas in quest’ultimo mese rappresenta un chiaro e contundente trionfo dell’umanità che resiste, non si arrende e non si vende. Quattordici popoli che abitano le rive del fiume Tapajós sono riusciti a ribaltare la decisione del governo brasiliano di Lula, che privatizzava tre importanti flussi d’acqua: Tocantins, Madera e Tapajós.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’inutilità delle mega opere per i popoli

Quando si svolsero i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, nel 2016, lo stato intraprese la costruzione di varie grandi opere infrastrutturali, tra le quali spiccarono le funivie in alcune favelas, oltre all’ampliamento di aeroporti e autostrade, tutto con fondi pubblici.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Brasile. La Marcia Mondiale per il Clima riunisce 70.000 persone a Belém e chiede giustizia climatica: «Noi siamo la risposta»

Un incontro storico dà voce ai popoli che non sono stati ascoltati negli spazi ufficiali della COP30.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

COP30: gli indigeni dell’Amazzonia si invitano al vertice sul clima

Gli indigeni della tribù Kayapó, sostenuti da centinaia di manifestanti, hanno organizzato un’azione di protesta all’interno della “zona verde” della COP30.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

III e IV giorno dell’Incontro Internazionale delle Comunità Danneggiate dalle Dighe, dalla Crisi Climatica e dai Sistemi Energetici

Sotto il sole amazzonico, un gruppo composto da militanti di 45 paesi ha intrapreso questa domenica (9/11) una traversata simbolica attraverso le acque della Baía do Guajará, a Belém (PA).

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Brasile: la destra bolsonarista dietro la strage nelle favelas, Lula in difficoltà

Il 28 ottobre scorso circa 140 persone, di cui 4 agenti, sono state uccise e un centinaio sono state arrestate nel corso di un assalto condotto da 2500 membri della Polizia Civile e della Polizia Militare brasiliane

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

COP30: Cosa aspettarsi dal vertice mondiale sui cambiamenti climatici

Con il ritiro degli Stati Uniti e la cautela della Cina, la conferenza in Brasile metterà alla prova la capacità del mondo di rispettare l’Accordo di Parigi e gli obiettivi finanziari

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Gaza è Rio de Janeiro. Gaza è il mondo intero

Non ci sono parole sufficienti per descrivere l’orrore che ci provoca il massacro di oltre 130 giovani neri, poveri, uccisi dalla polizia di Rio de Janeiro, con la scusa di combattere il narcotraffico.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Trump all’attacco dell’America Latina con la scusa della “guerra alla droga”

La tensione nei Caraibi ed in America Latina si fa sempre più alta. Alcune note per comprendere quanto sta succedendo.