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C’hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane

Sul nuovo campione della piccola borghesia italiana

Rincorrere, sparare a freddo a due uomini è giustiziare. Rincarare la dose con una terza persona già a terra, non è farsi giustizia da soli ma essere spietati assassini. Roggero a quanto pare aveva la mano facile viste le cronache giornalistiche sul suo passato giudiziario, di quando minacciò tre persone con una pistola.

A diventare l’eroe piccolo borghese, coccolato da destra con una buona dose di strumentalizzazione per dipingersi come i maga all’italiana – senza nemmeno tanto riuscirci – è stato facile, ora ci sarà la doccia di realtà con l’arrivo in carcere. Quale sarà il sentire della massa possiamo ben immaginarlo.. 

Oggi Roggero si chiede come sia possibile che Minetti sia stata graziata e lui no. In effetti è l’unica cosa su cui potremmo essere d’accordo, su dove stia la coerenza del Presidente Mattarella: dopo aver graziato una arrivista approfittatrice che ha brindato a colpi di gin tonic nel suo ranch in Uruguay sulla pelle di poveri e bambini perché non allungare la lista dei meritevoli con un omicida conclamato. 

Il punto qui non è gioire perché la giustizia faccia il suo corso ma è constatare come personaggi di tale ignominia possano assumere un ruolo da protagonisti nel teatro della politica istituzionale e dei media, e vederne la bassezza. Il punto non è fare affidamento nella giustizia borghese per ottenere ragione ed equità, ma saper discernere tra ciò che è il prodotto di questo sistema che, di bieco egoismo da piccolo benestante costruito sulla pelle degli altri ne fa la sua bandiera, e chi ogni giorno deve confrontarsi anche con la necessità di auto difendersi e costruire dimensioni di giustizia autonoma. 

Il dibattito in corso sui giornali italiani ma anche nelle bolle social di destra e sinistra contrappongono la “giustizia fai da te” alla legalità dello Stato e il suo diritto assoluto al monopolio della forza. Destra da una parte e sinistra dall’altra che, ancora una volta, non perde occasione di avocare all’istituzione capitalista il suo sacro e intoccabile Leviatano. Il punto è un altro, non esiste la giustizia “fai da te”, esiste la giustizia come processo sociale della legge del capitale del tutti contro tutti o la giustizia come frutto della conquista di una parzialità della società che si contrappone ad un altra. La “Giustizia” è il frutto dei rapporti di forza nella società anche nella sua dimensione etica. In ogni caso comunque quella di Roggero non è giustizia da nessuno dei punti di vista analizzati, ma è l’affermazione della punizione spietata del proprietario profittatore contro chi non gliene riconosce il diritto esclusivo e la vuole “derubare”. Della sua crudeltà parlano i video di quel giorno, ma a non avere voce è quel mondo reale e poco social, di persone che abbandonano la legalità e i suoi percorsi di vita sfruttata e silente per percorrerne altre, anch’esse piene di contraddizioni, che spesso fanno ritornare al punto di partenza se non peggio.

Uno dei due rapinatori – che d’altra parte hanno scelto di rapinare una gioielleria e non di spacciare droga ad adolescenti per farsi un po’ di soldi – era un proletario delle Torri di corso Grosseto. Centinaia di famiglie vivono in quella parte di città, periferia della metropoli torinese, molte in occupazioni di alloggi popolari, altri sotto sfratto, molti sono padri e madri di famiglia che conducono le loro vite con dignità per sopravvivere in questo mondo. A loro va la nostra solidarietà piena e di cuore. 

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