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Bologna, ai Partigiani della Scuola Pubblica è impedito fare domande alla Boschi

 

I PSP –Partigiani della Scuola Pubblica si chiedono che senso abbia lasciare l’aggettivo “democratico” nel nome del PD, dopo aver fatto esperienza diretta della svolta autoritaria impressa dal segretario e premier Renzi a tutto il partito.

I vertici del PD hanno evidentemente ancora un vero terrore di ogni occasione di reale confronto e si lasciano intervistare solo da moderatori che non faranno mai domande veramente scomode, e di fronte ad un pubblico ben selezionato e fondamentalmente innocuo.

Il 18 settembre 2016 i PSP – Partigiani della Scuola Pubblica si sono infatti recati alla Festa dell’Unità di Bologna per assistere all’intervista all’onorevole Boschi, indossando delle magliette allentratacon su scritto NO sotto le felpe e i giubbotti. Il gruppetto era composto da una ventina circa tra studenti, genitori e insegnanti. Già all’ingresso della Festa a cinque degli studenti e a un insegnante è stato impedito di entrare da un gruppo di addetti alla sicurezza della Festa “perché vi conosciamo bene”.

Il resto del gruppo è entrato invece senza problemi e si è recato alla sala Nilde Iotti. Lì una insegnante dei PSP è stata evidentemente riconosciuta e ha dovuto subire una perquisizione. Le è stato chiesto di aprire la borsa, che è stata perquisita accuratamente, come se potesse portarvi chissà quali armi, e poi le è stato richiesto di aprire il suo giubbotto. Alla vista della maglietta del NO è stata lasciata fuori nonostante le vive rimostranze di tutto il gruppo dei PSP, degli studenti e genitori, che a questo punto ha preferito rimanere fuori.

Sono rimaste parimenti fuori dalla sale moltissime altre persone, necessariamente sostenitori del No o avversari del PD, nonostante una mediazione evidentemente inefficace da parte della senatrice Puglisi. L’onorevole Boschi ha tenuto quindi un vero e proprio monologo davanti ad un pubblico molto selezionato, e costituito nelle prime file esclusivamente da anziani militanti del PD, senza quasi alcun incidente (almeno all’interno…) fino a che due ragazzi del comitato “Giovani per il No” che erano già all’interno hanno cominciato a contestarla. Dei due, il ragazzo ha appena fatto in tempo ad alzarsi e dire all’onorevole Boschi: “Lei la deve piantare di dire bugie” che è stato agguantato e fatto letteralmente volare fuori dalla sala, mentre la ragazza che era con lui è stata trascinata per terra fuori dalla sala.

Tutto questo davanti agli occhi di tutti, mentre l’onorevole Boschi e l’intervistatore dicevano ad alta voce ai microfoni: “Questo ragazzo venga pure qui sotto e si confronti con noi, noi non abbiamo paura dei confronti.. ah, ma vedo che ha preferito uscire” (come perfettamente visibile anche in un video pubblicato dal Corriere della Sera). Se questa è la democrazia del Partito Democratico…

Davanti a questa scena del tutto assurda e completamente estranea alla realtà testimoniata anche da tutti quelli che erano rimasti fuori, che infatti hanno rumoreggiato vivamente, il gruppo dei PSP e degli studenti e genitori ha deciso uscire dalla Festa.

All’ingresso hanno ritrovato i giovani del comitato “Giovani per il No”, che hanno raccontato come sono stati trattati dalle forze di PS che li hanno trascinati fuori dalla sala. Il gruppo dei PSP ha quindi distribuito dei volantini con 10 ragioni per votare No al Referendum Costituzionale all’esterno della Festa, trovando qui finalmente persone ben disposte ad ascoltare e a confrontarsi. Almeno l’80% delle persone che uscivano dalla Festa prendevano volentieri il volantino e hanno detto che avrebbero votato anche loro No al referendum.

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