InfoAut
Immagine di copertina per il post

Antifascismo al ritmo delle lotte

[segnaliamo questo documento sulla giornata di Cremona redatto da alcun* compagn* di Milano, con relativo rimando a una data di mobilitazione antifascista da costruire per il 29 aprile prossimo]
– Non si vede niente, è da un’ora che siamo in mezzo ai lacrimogeni, senza maschere, senza limoni e con poco maalox, potevamo organizzarci meglio cristo!
– Ci hanno quasi ammazzato un compagno, smettila di lamentarti! Dobbiamo attaccare quella sede anche se l’hanno chiusa, anche se non si riesce a respirare, dobbiamo assolutamente dare una risposta politica.
Dietro a quella nuvola bianca ci sono gli sbirri. E non sono loro alla fine i veri fascisti? Pensa a tutti quelli che ammazzano nelle questure e nei CIE. Il fascismo alla fine è prepotenza, e chi è più prepotente di questi maiali in divisa?

Ci sono momenti in cui l’emozione gioca un ruolo determinante nella risposta ad un attacco da parte dei nostri nemici. E’ successo quando Luca è caduto dal traliccio e la risposta è stata immediata, ha saputo oltrepassare sia i confini della Val Susa che le nostre differenze ed identità. Insieme abbiamo occupato stazioni e autostrade. L’emotività e la rabbia per un compagno in pericolo di vita, il timore di non vederlo più, la necessità di dare una risposta di cuore rendono una giornata come quella di Cremona una giornata positiva. I calcoli politici stavano a zero e la determinazione a mille. Gli obbiettivi erano chiari e condivisi, non c’è stata separazione tra ciò che si enunciava e ciò che si è fatto. Nelle tre ore di battaglia siamo diventati un indistinto, eterogeneo ma compatto. Nessun fermato, nessun bevuto. E se pure si prenderanno qualcuno ce lo difenderemo tutti e tutte.

“Oggi a Cremona la Manifestazione nazionale Antifascista che era partita come un vasto corteo pacifico alla cui testa vi erano padri e madri tra i quali la moglie di Emilio Visigalli e Adelmo Cervi, è stato rovinato da 150 violenti, che con modalità squadriste si sono impossessati della testa del corteo scacciando i cittadini che erano lì per manifestare pacificamente e scatenando una guerriglia urbana inaccettabile. Questa azione ha causato la fine della manifestazione e l’allontanamento di tutti gli altri partecipanti. Facciamo appello alle forze dell’ordine affinché individuino e puniscano gli autori di questa violenza, che nulla c’entra con la volontà della Città di Cremona di manifestare il proprio no al fascismo e la propria solidarietà ad Emilio Visigalli, gravemente ferito dai militanti di Casapound domenica 18 gennaio.”

Gabriele Piazzoni – Coordinatore provinciale di Sinistra Ecologia Libertà
 

L’antifascismo democratico che si indigna e invoca lo Stato per fermare gli squadristi è l’espressione più compiuta della strumentalizzazione dell’antifascismo e della resistenza. L’antifascismo è una sfumatura del movimento rivoluzionario e non può che essere partigiano . Dobbiamo affermare, mille volte ancora, la natura partigiana della nostra vita. Partigiani dunque, cioè coloro che prendono parte. A Cremona abbiamo visto finalmente l’antifascismo slegarsi dalla retorica attendista dei gestori della protesta, degli “antifascisti” da parlamento. Non hanno avuto spazio nella piazza Cremonese. Era come se semplicemente non ci fossero. Nessuno a parte gli stolti o quelli in malafede ne ha sentito la mancanza. Quello che invece è mancato davvero erano pezzi di città e di proletariato Cremonese. Sarà compito dei compagni costruire questo allargamento al di là della sfera militante. Ma non dimentichiamoci che eravamo lì per rispondere ad una gravissima aggressione. “Guai a chi ci tocca” non è uno slogan.
L’opposizione tra democrazia liberale e fascismo è funzionale solo alle esigenze di governo. Queste due forme sono in realtà complementari e la loro alternanza è determinata artificialmente dal comando capitalista. Lo stato democratico di emergenza permanente è la sintesi perfetta di queste due forme. Il capitalismo e la sua condizione ottimale di riproduzione cioè la democrazia liberale hanno fatto da balia alla nascita di ogni fascismo dalla marcia su Roma ad Alba Dorata, da Hitler a Pinochet.
I tempi sono cambiati, le lotte crescono e si rafforzano creando immaginario e conflitto. L’antifascismo segue lo stesso ritmo. Se è vero che bisogna unire le lotte, bisogna farlo anche in questo campo, perché quando mettiamo in comune tempo, energie, cordoni, fumogeni, bomboni, bastoni e presa bene, facciamo paura ai nostri nemici.

 
“Prima credevo che ci fossero solo gli zingari ad occupare le case e che in qualche modo rubassero la casa a noi italiani, ma da quando sono venuti a cacciare fuori di casa gli occupanti, anche loro sono scesi in strada a difendere la casa di una famiglia italiana, nonostante non fosse la loro… In fondo quelli che ci prendono per il culo sono sempre gli stessi, e noi ci facciamo la guerra tra poveracci”.

 
Lottare contro i fascisti soprattutto nel quotidiano significa togliere loro agibilità e consenso nei quartieri. In tempo di crisi, la rabbia, la povertà e la solitudine diventano bombe ad orologeria. Lo si vede e lo si sente nei quartieri popolari, dove è sempre più facile prendersela con lo straniero e identificarsi nei luoghi comuni dell’italianità. Essere presenti in queste zone piene di contraddizioni con metodo, prospettiva e curiosità ci permette di conoscere e lottare accanto agli abitanti dei quartieri, perché questa rabbia può diventare potenza rivoluzionaria. I fascisti diventano allora degli esiliati su marte, bersaglio dell’odio di tutti.
Nelle nostre città esistono piccole sedi con sigle diverse di gruppi fascisti. In questi posti si svolgono incontri, presentazioni e concerti. Essere antifascisti oggi vuol dire anche attaccare queste basi materiali e ideologiche. A volte si può fare in pochi e ha un suo significato a livello di efficacia, ma a volte deve essere una pratica di massa. Cremona ci ha insegnato quanto sia importante, assumibile e comprensibile quando ad attaccare una sede lo si fa in tanti. 

– Le vetrine delle banche no! Cosa c’entrano? Oggi siamo qui contro i fascisti…
– Ma insomma, i fascisti non ci sono e stiamo attaccando gli sbirri. La sede l’hanno chiusa. Secondo te dovremmo stare qua a cazzeggiare? Vedrai che dopo oggi li passa la voglia di fare gli agguati. E levati che ci sono altre banche da sfondare…

Tanti compagni sono entrati nel movimento attraverso l’antifascismo. Nelle scuole tramite i collettivi si cantano i primi slogan, si fanno le prime scritte. Questa evidenza, che non ha niente di ideologico, deve essere inserita dentro un processo rivoluzionario, perché i fascisti spuntano sempre fuori ogni volta che le cose si mettono male. Essere

antifascisti vuol dire essere anticapitalisti e rivoluzionari. Non dobbiamo però credere ingenuamente che il capitalismo sia semplicemente concentrato nelle vetrine delle banche. Il capitalismo è diffuso dappertutto, nella polizia, nella merce, nelle relazioni quotidiane.

Ci sono automatismi che devono essere distrutti come quello di fare appello alla società civile o al mito dell’unità antifascista ogni volta che i fascisti si manifestano. Abbiamo già visto come ogni volta che invochiamo l’antifascismo “che tenga insieme tutti” senza praticarlo in maniera conflittuale e partigiana forniamo ai fascisti l’occasione per prendere forza. Non saranno sicuramente quattro denunce per aver fatto il saluto romano ad impedire a questa feccia di prendersi le strade, ma la capacità collettiva di costruire un piano d’azione, allargamento e conflitto che tenga insieme tutti quelli che si dicono antifascisti. Questo senza farsi determinare da chi ha fatto dell’antifascismo una bandiera stinta da rispolverare alle cerimonie quando fa comodo, gli stessi che appena una piazza si scalda prendono le distanze, ancora prima che succeda qualcosa. “L’antifascismo non si delega” vuol dire proprio questo. 

10933731_10152647518965905_1253655657050605114_n

Il 29 aprile a Milano sarà una giornata importante. L’anno scorso i fascisti hanno sfilato indisturbati con svastiche e celtiche. Dobbiamo rispedirli dentro i tombini a nuotare nelle fogne. Quest’anno non vogliamo vedere i lacchè di Pisapia, i partigiani della pace sociale e dell’ipocrisia sinistroide a dirci cosa fare e cosa non fare.

Gli occhi si chiudono al punto tale di non vedere più niente. I polmoni si attorcigliano e senti l’inferno dentro. In mezzo al fumo dei gas CS per un attimo riesci a riconoscere gli occhi di un compagno. “Hanno quasi ammazzato Emilio, la devono pagare!” Con questa consapevolezza e sputando rabbia, arrivi in fondo dove le reti e le camionette chiudono il passaggio e da dove le merde ci tirano i lacrimogeni. Non sono riusciti a tenerci lontano, non sono riusciti a farci paura. Per Emilio, per Dax, per tutti.


Fare come a Cremona: nessuna agibilità ai fascisti, senza fascisti contro la polizia!
A fianco di Emilio e dei compagni e le compagne del Dordoni.

autonomiadiffusa[at]inventati.org

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Approfondimentidi redazioneTag correlati:

antifacremonaMilano

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Shield of America”: chiudere i conti, o quanto meno provarci

Pubblichiamo la seconda puntata dell’approfondimento sulla nuova politica Usa in Latino America, a cura della redazione. Qui la prima puntata. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Shield of Americas”: l’Impero annuncia la guerra in America Latina

Pubblichiamo, in due puntate, questo speciale a cura della redazione sul progetto imperialista Usa, targato Trump, diretto verso l’America Latina. Nella prima parte, si approfondirà il progetto “Shield of America” e il nuovo corso interventista portato avanti dagli Stati Uniti. Nella seconda parte ci si concentrerà sulla portata politica della nuova fare apertasi con il rapimento di Maduro e l’assedio di Cuba, analizzando le implicazioni e i compiti che potenzialmente ci si pongono di fronte. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Riforma Valditara, tra industria 4.0 e svendita ai privati della scuola pubblica

È stato pubblicato da qualche giorno il nuovo decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito sull’ordinamento degli istituti tecnici. Si tratta della risoluzione finale di una riforma già definita con il PNRR nel 2022 e voluta dall’allora ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, membro del governo Draghi.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Una prospettiva antifascista dalla Francia

Una prospettiva antifascista dalla Francia – Fascistizzazione dello Stato, genealogie coloniali e congiuntura elettorale a un mese dai “fatti di Lione”. Intervista con Antonin Bernanos e Carlotta Benvegnù

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Il nuovo disordine mondiale / 33 – Guerra infinita e fine delle alleanze (tra stati e classi)

di Sandro Moiso da Carmillaonline
Redazione di InfoAut, La lunga frattura, DeriveApprodi, Bologna 2025, pp. 168, 15 euro

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Asse del Caos

da Machina

La guerra contro l’Iran segna un ulteriore salto nell’escalation mediorientale guidata da Israele e Stati Uniti. Le ritorsioni iraniane sulle infrastrutture energetiche del Golfo mostrano quanto fragile sia l’equilibrio globale costruito su petrolio e rotte commerciali. Sullo sfondo emerge un progetto più ampio dell’«Asse del Caos»: indebolire e frammentare gli Stati della regione, con conseguenze difficilmente controllabili.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Hub toscano dentro l’escalation in Medioriente? Basi, ferrovie e le domande che nessuno ci fa

Qualcuno ha deciso che il territorio tra Pisa, Livorno e San Piero a Grado debba diventare un nodo strategico della macchina militare occidentale. Non è un’ipotesi: è quello che emerge leggendo contratti pubblici, documenti NATO e piani di investimento europei. Ma la domanda che nessuna istituzione ci pone è semplice: lo vogliamo?

da No Base

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intervista a Romolo Gobbi

Ci uniamo al messaggio di saluto da parte di Derive Approdi in merito alla scomparsa di Romolo Gobbi e per ricordarlo ripubblichiamo questa intervista presente sul sito Futuro Anteriore – Dai Quaderni Rossi ai movimenti globali: ricchezze e limiti dell’operaismo italiano.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Rogoredo: l’albero marcio delle forze dell’ordine

Sulla vicenda di Rogoredo, come spesso succede quando si tratta di episodi che coinvolgono l’ordine pubblico o le forze di polizia, si è acceso un fortissimo dibattito mediatico.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

USA “Come resistiamo all’ICE”

Di Marco Veruggio da officina primo maggio

Una lunga chiacchierata con due attivisti del movimento Ice Out a Minneapolis: Janette Zahia Corcelius, sindacalista e attivista dei Democratic Socialists of America e Rafael Gonzales, rapper, insegnante e attivista.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

CONTRO GUERRA IMPERIALISTA E SIONISMO DAX VIVE IN OGNI CASA OCCUPATA Per un 25 aprile di lotta e opposizione sociale

A ventitré anni dall’assassinio di Dax, continuiamo a ricordarlo non solo come compagno ma come parte viva di un percorso di lotta che attraversa il tempo e si rinnova ogni giorno. Dax vive nelle lotte che continuiamo a portare avanti, nelle case occupate, nelle assemblee, nei quartieri popolari che resistono alla speculazione e all’abbandono. Viviamo […]

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Milano, nuova stretta contro i movimenti: misure cautelari per attivisti pro-Palestina

Digos e Procura colpiscono realtà sociali e manifestanti dello sciopero del 22 settembre. Nel mirino l’azione “Blocchiamo tutto” e le mobilitazioni per Gaza e la Global Sumud Flotilla
Da Osservatorio Repressione

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

CONTRO GUERRA IMPERIALISTA E SIONISMO DAX RESISTE

CON LA STESSA RABBIA E IMMUTATO AMORE Era il 16 marzo 2003 quando Davide, Dax, Cesare è stato ucciso a coltellate da mani fasciste. Vent’anni fa, il 27 agosto 2006, Renato Biagetti viene assassinato sul litorale romano dalle stesse lame. Da allora le storie di Dax e Renato si sono intrecciate, da allora compagni e […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Milano: per una narrazione autonoma dei quartieri popolari

Il 23 febbraio è stato arrestato Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della polizia accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel quartiere di Rogoredo, a Milano.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Rogoredo, falsificazioni e depistaggi del Commissariato emersi nelle indagini per la morte di Abderrahi “Zak” Mansouri

Abderrahi “Zak” Mansouri, 28 anni, è stato ucciso a Rogoredo, alla periferia est di Milano, il 26 gennaio scorso, da un colpo di pistola esploso da un agente di Polizia durante quello che i poliziotti hanno definito un “controllo antidroga”.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Milano: indagini sul ruolo della Polizia e Carabinieri nella morte di Ramy Elgaml e Abderrahim Mansouri

A Milano sono almeno2 le inchieste che riguardano la morte di due giovani, entrambi di origine migrante. Ad accomunarli il ruolo attivo delle forze di polizia e carabinieri.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Lione: “è stato un agguato teso dai fascisti”, l’inchiesta di Contre-Attaque ribalta la narrazione attorno alla morte del 23enne neofascista

Francia. Prosegue la strumentalizzazione mediatica contro le realtà antifasciste e di sinistra dopo la morte di un 23enne neofascista a Lione nello scontro tra 16 fascisti e 13 antifascisti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Rojava: in partenza anche dall’Italia la “Carovana dei popoli per difendere l’umanità”

In partenza ieri, sabato 24 gennaio 2026, anche dall’Italia la “Carovana dei popoli per difendere l’umanità”, direzione: Rojava, Siria del nord-est.