VICENZA: POLIZIOTTO PRENDE AL COLLO RAGAZZO NERO IN PIENO CENTRO. MERCOLEDI PRESIDIO FUORI DAL TRIBUNALE

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E’ diventato virale sui social il video ripreso con un telefonino in cui si vede un poliziotto che afferra un ragazzo di colore e gli stringe il collo.

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Il video postato su Instagram è accompagnato dal commento “Senza alcun motivo questo poliziotto in divisa ha chiesto documenti al mio migliore amico toccandolo ovviamente lui non c’entrando niente con l’avvenimento accaduto 10 minuti prima cioè una rissa sì è rifiutato dopo un battibecco dove il poliziotto stava già iniziando a toccarlo lo prende e comincia a strozzarlo a sto punto io ed un mio amico ci avviciniamo per staccarlo e lui cerca di estrarre la pistola verso di me…RAGAZZI AIUTATEMI A CONDIVIDERE QUESTO ATTO DI RAZZISMO TUTTI UNITI PER FAVORE TUTTO CIÒ È ACCADUTO A VICENZA ALLE 18:00 PIÙ O MENO”.

L’episodio è accaduto verso le 18 di lunedì 10 agosto nella centrale via Roma a Vicenza di fronte al parcheggio del supermercato Interspar. Tra loro un ragazzo di colore e due poliziotti, uno di quali sta discutendo con il giovane. A un certo punto quest’ultimo volta le spalle all’agente che lo segue e lo blocca stingendogli un braccio al collo. Poi entrambi cadono a terra, alcune persone intervengono nella ressa, il poliziotto si rialza e grida al suo collega di chiamare una volante di rinforzo.

Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo di indagine. Secondo una prima ricostruzione il giovane – un 21enne di origini cubane che vive e studia a Schio è intervenuto per sedare una lite in Piazza Castello. Gli agenti avrebbero quindi chiesto i documenti al ragazzo, ma quest’ultimo si sarebbe rifiutato di mostrarli. Il 21enne è stato fermato poco dopo da un’altra pattuglia delle volanti, che lo ha arrestato per resistenza a pubblico ufficiale: sarà processato mercoledì per direttissima.

La testimonianza di Paolo il ragazzo che ha postato il video su Instagram Ascolta o scarica

 

Dopo l’episodio è arrivata la presa di posizione dei candidati in consiglio regionale della provincia di Vicenza della lista “Il Veneto che vogliamo” . «Un atto di violenza da parte della polizia, che ha coinvolto un giovane vicentino in una delle vie centrali di Vicenza, appare ingiustificato e va chiarito – scrivono -. I video che girano sui social narrano di un controllo dei documenti a dei ragazzi, poi trasformatosi in una presa al collo: atto che sembra irragionevole e oltre il limite dell’uso legale della forza da parte delle forze di polizia. Chiediamo al questore e al prefetto di accertare i fatti e le responsabilità, chiarire l’accaduto pubblicamente e sanzionare i responsabili di eventuali violazioni dei regolamenti. La sicurezza e il rispetto delle persone, soprattutto se minorenni, non hanno colore, a Vicenza come in tutto il paese. Non vogliamo credere che questo tipo di trattamento dipenda dal colore della pelle».

Anche Coalizione Civica è intervenuta sulla questione. «Da qualche ora gira un video in cui un agente della polizia blocca a terra un ragazzo di colore tenendolo fermo per il collo – esordiscono i portavoce di Coalizione Civica Leonardo Dodo Nicolai e Mariangela Santini – È un video inquietante che riporta alla mente accadimenti di una gravità inaudita».«Siamo per fortuna ben lontani dalle immagini che ci arrivano da oltre oceano, ma una violenza simile non è tollerabile in un Paese democratico – continuano -. Chiediamo al sindaco di incontrare il questore affinché sia avviata al più presto un’indagine interna per accertare colpe e responsabilità. Chiediamo anche che la richiesta sia raccolta da tutte le forze politiche cittadine e che lo sdegno sia unanime, perché il rispetto della persona non ha colore politico».

Il centro sociale Bocciodromo, a seguito di quanto avvenuto, lancia per mercoledì mattina alle 9 un presidio davanti al tribunale di Vicenza, per esprimere piena solidarietà al ragazzo fermato e denunciare l’abuso di potere perpetrato dalle forze dell’ordine. Una piazza che ha come obiettivo anche quello di aprire un dibattito pubblico e politico che metta fine all’intoccabilità delle forze dell’ordine e ponga in maniera urgente la richiesta dell’introduzione immediata dei numeri identificativi sulle divise.

Angelo del CS Bocciodromo di Vicenza  Ascolta o scarica

 

Comunicato stampa sui fatti di Viale Roma, Lunedì 10 agosto e presenza all’udienza di Denis mercoledì ore 9.00 al tribunale di VIcenza.
Domani alle ore 9.00 saremo al tribunale di Vicenza per l’udienza di Denis.
Saremo là per porre alla città delle semplici domande e per affermare alcune semplici cose.
Non vogliamo entrare nello sterile dibattito del documento o del rifiutarsi di offrire le generalità. Viviamo, fino a prova contraria, in uno stato di diritto e sarà compito della magistratura valutare il merito della questione.
La prime domande però che poniamo sono: di fronte al rifiuto di esibire il documento, è normale essere preso per il collo da un agente? Quanto il colore della pelle conta?
Sarebbe successo lo stesso se le ragazze e i ragazzi della compagnia fossero stat* bianch*?
Da quando il rifiuto di esibire le generalità porta immediatamente all’arresto ed a un processo per direttissima? Nei video pubblicati, della famosa resistenza all’arresto, non vi è traccia.
In Italia esiste un reale problema di razzismo: basterebbe scorrere i commenti sotto i video ed i post di oggi sui fatti di viale Roma per rendersene conto. Gli Stati Uniti non sono così distanti, non basta mettersi l’adesivo di Black Lives Matter per “contestualizzare” ma bisogna avere il coraggio di prendere parola quando fatti come questi accadono.
Viviamo in un paese in cui le regole che entrano nel merito del come le forze dell’ordine si devono comportare sono leggi che arrivano dal lontano 1933 (codice Rocco – epoca fascista). Visto il contesto storico nel quale sono state promulgate, sono leggi che evidentemente non tengono conto dei valori democratici di una repubblica costituzionale, sarebbe ora di cambiarle.
Nel nord-Europa oltre al codice identificativo ci sono delle regole precise sul come le FDO si devono comportare, l’esempio più lampante lo abbiamo in Germania, dove l’operatore di polizia ha l’obbligo di fotografarsi con il fermato per tutelare l’incolumità del fermato. Se succede qualcosa al fermato la magistratura va a chiedere il conto a l’operatore che ha eseguito il fermo.
Domani saremo davanti al tribunale di Vicenza perchè fatti come quello di ieri non possono essere ne banalizzati ne semplificati.
CS Bocciodromo

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Da Radio Onda d'Urto

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