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Palermo – immigrato si da fuoco dopo che la polizia municipale gli sequestra la merce.

Come ogni giorno, Franco, immigrato marocchino di 28 anni, cercava di guadagnarsi da vivere vendendo giocattoli in una delle principali strade di Palermo, finchè una volante della polizia municipale, come spesso accade, si ferma per un controllo e gli sequestra la merce. Invano le suppliche dell’immigrato, i vigili non sono disposti a restituirgli la merce, e lui, in preda alla disperazione, si cosparge di liquido infiammabile e si da fuoco. Ora versa in gravissime condizioni, ricoverato all’ospedale civico di Palermo, con ustioni che gli ricoprono l’80 per cento del corpo. Ennesimo caso di diperazione, che precarietà e disoccupazione, aggiunte alle vessazioni che gli immigrati sono costretti a subire, evidenzia le condizioni di insostenibilità dell’essere immirato in una città come Palermo. Franco si è dato fuoco per difendere la sua dignità di uomo, sempre più calpestata in questa società. Non mancano le reazione, la comunità marocchina, già oggi scesa in piazza con un presidio, è pronta a mobilitarsi. In un periodo in cui, come accade in questi giorni, la Sicilia si fa teatro di ingenti sbarchi di immigrati (siamo arrivati a 4000), l’unica riposta che questo governo e le sue ististuzioni sa dare è dichiarare l’emergenza umanitari, trattando gli sbarcati come delinquenti e calpestando la dignità e il senso stesso di essere uomo. Per quanto tempo si potrà ancora restare a guardare?

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