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2 Giugno: Torino scende in piazza contro il razzismo!

Riprendiamo il comunicato di diversi collettivi sul corteo svoltosi il 2 giugno a Torino.

L’8 e il 9 giugno si terrà un referendum popolare che prevede quattro quesiti sul lavoro e un quesito per ridurre da 10 e 5 anni i prerequisiti di residenza continuativa in Italia per l’ottenimento della cittadinanza.
Durante questi ultimi mesi, in tant3 ci siamo mobilitati per portare una voce che fosse dal basso contro discriminazione e segregazione razzista!
Ieri, il 2 giugno, giorno in cui le istituzioni festeggiavano la festa della Repubblica, un corteo antirazzista ha invaso le strade del centro città per dare visibilità al referendum e per risignificare la giornata in cui si festeggia una repubblica fondata sul razzismo istituzionale. Una Repubblica in cui migliaia di persone non vengono considerate cittadine, sono costantemente discriminate, aggredite e a volte private della propria libertà e torturate.

Il razzismo istituzionale si trova nei cpr in Italia e in Albania,in quanto luoghi di reclusione e tortura; si trova nel ricatto delle questure per i rinnovi dei documenti e nella violenza delle code che hanno costretto le persone a dormire al freddo; si trova nella violenza della polizia che prende di mira, picchia e uccide persone non bianche; si trova nel mercato abitativo che discrimina chi è straniero, ed è costretto ad accettare abitazioni sovraprezzate e fatiscenti; si trova nel ricatto del lavoro vincolato al permesso di soggiorno (e viceversa) e nelle discriminazioni razziste sul lavoro; si trova nella dispersione scolastica che colpisce più duramente le fasce di popolazione povere e razializzate.

Il razzismo istituzionale si trova nella morte di Hamid, che due settimane fa si è tolto la vita in carcere a seguito di un pestaggio della polizia per paura di tornare nel cpr in Albania.

Il razzismo istituzionale si trova nell’esclusione dalla cittadinanza di moltissime persone. La cittadinanza Italiana è un prerequisito necessario per accedere a moltissimi diritti: libertà di movimento, possibilità di partecipare a concorsi pubblici o iscrizione all’albo per diversi lavori, possibilità di scioperare o esprimere dissenso senza rischiare ricatti sui propri documenti, possibilità di aprire un mutuo per non essere vincolati al mercato degli affitti escludente e razzista. Ma, soprattutto, senza la cittadinanza italiana si è vincolati al perenne ricatto del rinnovo del permesso di soggiorno, sottoposti al potere e alla discriminazione delle questure.
La cittadinanza deve essere un diritto garantito per chi vive in Italia, non una “concessione” da parte dello stato nei confronti di persone considerate straniere nel luogo in cui hanno i propri affetti, parte della propria famiglia, in cui lavorano e pagano le tasse. Ottenere la cittadinanza oggi è una corsa a ostacoli a causa dei requisiti richiesti: il reddito minimo di 11 mila euro annui, i dieci anni di residenza continuativi, la fedina penale pulita, la discrezionalità della commissione che valuta le relazioni e attività che svolge la persona sottoposta a esame per la cittadinanza.
Il dimezzamento degli anni di residenza necessari può essere un primo piccolo passo per cambiare una legge ingiusta e escludente.

Il corteo, partecipato da diverse centinaia di persone, ha attraversato le vie del centro disseminando la città di manifesti e scritte contro i cpr, per i documenti per tuttə, contro il razzismo istituzionale in generale. Attraverso una partecipazione potente è stato espresso in modo chiaro che non ci possiamo accontentare di questa riforma di legge, se dovesse passare. È stato ribadito che è necessario mettere in campo una lotta quotidiana contro tutte le forme di razzismo istituzionale e contro la costante propaganda di odio e discriminazione veicolata da chi governa.

Andremo a votare ma non ci accontentiamo del voto, il razzismo va combattuto ogni giorno in ogni sua forma.
Alzare la testa e la voce per opporsi a tutto ciò che va cambiato è il primo passo.

Collettivo Ujamaa

Progetto Palestina

Non una di meno Torino

Spazio Popolare Neruda

Cub Sanità Torino

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pubblicato il in Intersezionalitàdi redazioneTag correlati:

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