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Modena - Contestato Minniti, NO ai CPR!

02 Marzo 2019 | in MIGRANTI.

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Ieri sera, durante la festa di primavera organizzata dal Partito Democratico modenese, si è tenuta una contestazione all’ex Ministro degli Interni Marco Minniti, durante un incontro fortemente voluto dai vertici del partito in vista delle primarie del 3 Marzo e, soprattutto, in vista della prossima tornata elettorale amministrativa di fine maggio.

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Un incontro, insomma, che doveva servire per riaffermare quanto questo partito ha fatto in questi ultimi anni per ‘mettere in sicurezza’ i nostri territori. Con un pubblico più interessato alle tagliatelle e al ballo liscio, l’incontro è stato aspramente contestato dalle realtà politiche aderenti alla campagna ‘Mai Più Lager, né in Emilia Romagna Né Altrove’.

Politiche securitarie a favore del cosidetto ‘decoro urbano’, criminalizzazione della povertà, campi di contenimento per migranti in Libia e di reclusione ed espulsione sui nostri territori. Queste sono le politiche del partito che in Italia ha avuto la principale responsabilità di aver costruito e formato il Salvini di turno.

Nonostante siano praticamente sicuri di poter ancora vincere le prossime elezioni locali e regionali, nonostante un’astensione record e un consenso ai minimi termini, sanno perfettamente di essere continuamente sotto un martello pneumatico.

Le recenti lotte e i durissimi scontri davanti ai cancelli di Italpizza, come anche le tensioni registrate nella bassa modenese (con due sindacalisti Fiom denunciati per blocco stradale), il problema ambientale ed abitativo, mettono alle corde un partito che ha come unica possibilità di tenuta metterla su due piani distinti ma in sintonia: sicurezza e l’appoggio di un tessuto riproduttivo, grandi e medie aziende, che nel locale garantisce ancora un appoggio in termini economici ed elettorali.

In questo contesto si inserisce la contestazione di ieri, decine di compagni e compagne, lavoratori dei sindacati di base, studenti e studentesse, migranti e militanti dei collettivi emiliano romagnoli hanno portato la propria rabbia e la propria voglia di rivalsa nella tana del lupo, quantomeno per fargli capire che in questo territorio non si accettano le politiche razziste e discriminanti di nessuno (‘Né con la Lega né con il Pd’, questo uno dei cori più frequenti). Dopo diversi momenti di tensione con il servizio d’ordine del partito, di blocco degli accessi e di contestazione, solo grazie all’intervento della solita Questura che ha spintonato e aggredito i compagni e le compagne, è iniziato l’intervento di Minniti con circa due ore di ritardo.

Questo è stato uno dei primi momenti in regione contro l’apertura del Cpr modenese. Non daremo spazio a chi porta odio. Pensiamo che solo attraverso l’arma della lotta e del conflitto si possa costruire un’opposizione che non si celi dietro il velo del consenso o dei grandi numeri ma che al contrario sia in grado di polarizzare chi lotta contro un modello di sviluppo capitalistico in crisi che produce disastri nel campo della produzione e della riproduzione sociale.

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