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Firenze. Mille in corteo contro il business dell’accoglienza.

In testa al corteo gli occupanti di via Spaventa che hanno portato in piazza le ragioni per cui lottano da due settimane. Dopo l’incendio dell’ex Aiazzone occupato e la morte del loro compagno Alì Muse, la rabbia per le continue ingiustizie subite e la voglia di riscatto per una vita di oppressione hanno spinto i rifugiati a scendere in strada a più riprese e pretendere che il prefetto ed il comune si assumessero le proprie responsabilità. Abbiamo già raccontato come hanno risposto le istituzioni: porte chiuse, cariche della polizia e le solite fumose promesse.

I ragazzi di ex Aiazzone hanno ricevuto la proposta di essere inseriti in strutture per l’emergenza freddo, ospitati per poco più di 2 mesi senza alcuna garanzia sul proprio futuro. Hanno detto no. Esattamente come ribadito nel corteo di oggi, hanno rifiutato una finta soluzione che non garantiva la casa a tutti e continuato a lottare uniti per avere una casa, per vedersi riconosciuti i diritti minimi.

Con molto coraggio hanno denunciato le mistificazioni dei giornali e dei politici che hanno tentato di dividerli, le condizioni di vita dei rifugiati occupanti, dovute alle leggi inique del governo PD e le speculazioni delle cooperative che gestiscono l’accoglienza dei rifugiati e di chi si ritrova senza casa.

Nell’attuale sistema di accoglienza i richiedenti asilo vengono ospitati per alcuni mesi dalle cooperative, che lucrano risparmiando su ogni servizio che dovrebbero fornire ed accelerano il processo di “ricambio”. Passato questo periodo, durante il quale non viene garantito nessun tipo di inserimento, le persone, una volta ottenuto il riconoscimento dell’asilo, vengono letteralmente abbandonate. Senza una casa, senza un lavoro e privati di ogni possibilità, continuamente sotto ricatto per i documenti sempre in scadenza.

Dal furgone i rifugiati hanno continuato a intervenire per parlare della propria condizione e per invitare tutti a supportarli nella nuova occupazione di via Spaventa. Hanno ribadito come la loro lotta sia la lotta di tutti coloro che pagano le conseguenze della crisi e si vedono calpestare i propri diritti in nome della ricchezza di pochi. “Non esistono razze, le uniche differenze sono tra chi sfrutta e chi è sfruttato”, ha affermato uno di loro.

Una battaglia che, anche nella manifestazione di oggi, ha unito l’istanza dei rifugiati con quella delle tante altre persone, migranti e italiane, che subiscono le politiche mafiose dell’accoglienza a fronte dei problemi sociali. A più riprese i manifestanti hanno ribadito che risolvere i problemi sociali, a partire dalla casa, sarebbe possibile se il PD, dal governo al Comune, smettesse di dire che “non ci sono i soldi” quando in questione ci sono le case popolari, i sussidi economici, la sanità, i servizi per i cittadini. Ci sono invece quando si tratta di salvare le banche, come i 20 miliardi per MPS, per foraggiare le cooperative, per costruire opere inutili. E in questo, al di là della propaganda, non c’è distinzione tra italiani e migranti, come è stato ricordato anche in merito alle popolazioni terremotate del centro Italia.

Proprio per questo oggi, insieme ai rifugiati, è scesa in strada la Firenze meticcia e solidale, i collettivi studenteschi e i movimenti di lotta per la casa venuti da tutta la Toscana, i sindacati di base e tante realtà territoriali che si battono ogni giorno per i diritti dei migranti e di chi subisce la crisi.

Lo slogan “Accoglienza mafia! Cooperative ladri!” ha dato il ritmo alla manifestazione, che ha attraversato il centro della città fino a Piazza della Signoria, sede del comune. Al microfono si sono susseguiti gli interventi dei molti presenti sulla questione dei rifugiati, ma anche più in generale sulla questione del diritto alla casa e delle politiche di sgombero che prefettura, regione e comune continuano a propagandare.

Il lungo serpentone umano è arrivato infine a piazza dei Ciompi, dove, prima di sciogliersi ha espresso un saluto caloroso ad Alì Muse ed ha rilanciato la lotta per i documenti, per le case, in difesa dei diritti e della dignità.

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pubblicato il in Intersezionalitàdi redazioneTag correlati:

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