
Vanchiglia una comunità che non si piega!
Un pezzo sulla situazione del quartiere Vanchiglia a Torino in vista del primo maggio, tratto dal pamphlet Spazi Sociali 2026 che sarà distribuita nello spezzone sociale a Torino che partirà alle ore 9 da Corso Cairoli angolo Corso Vittorio.
Da quasi 5 mesi il quartiere di Vanchiglia a Torino è militarizzato. Dallo sgombero del centro sociale Askatatasuna il 18 dicembre 2025, migliaia membri delle forze dell’ordine si sono dai il cambio a presidiare un palazzo vuoto e murato, chiudendo spesso e volentieri le vie limitrofe.
Chi abita il quartiere da mesi vede aggirarsi truppe di poliziotti in tenuta anti-sommossa per le vie. L’effetto è che il quartiere ne sta risentendo in termini di vivibilità sociale ed economica. La socialità serale è diminuita e molti hanno la sensazione di vivere in un quartiere militarizzato e assediato dallo stato.
Nonostante le richieste portate aventi dal quartiere di poter riaprire il centro sociale in altre forme la Questura e il Governo si ostinano a mantenere blindato questo angolo di città perché non sopportano l’idea che qualcuno possa far tornare a vivere in maniera positiva Corso Regina 47.
Quello che si è venuto a creare è un vero e proprio fortino, come i cantieri in Val di Susa, difeso militarmente contro la volontà popolare. Anche se la nostra è la battaglia di Davide contro Golia, le giornate di mobilitazione che negli scorsi mesi hanno attraversato il quartiere ci dimostrano che insieme si può vincere questa battaglia e mentre lo si fa tessere legami nuovi, diventando una comunità che lotta unita. Bisognerà continuare a portarla avanti senza lasciare nessuno indietro e aiutandosi a vicenda, senza abituarsi a questa situazione inaccettabile.
Da questa lotta, anche se parte da una prepotenza del potere, sta nascendo qualcosa di nuovo che potrà migliorare le condizioni generali del quartiere e della città.
La sicurezza in quartiere non è migliorata nonostante l’ingente schieramento di forze dell’ordine: ci sono state spaccate nei negozi, un incendio di matrice fascista alla lapide partigiana di largo Montebello e lo spaccio si è semplicemente spostato di qualche via. Questo a dimostrazione che quello che interessa veramente a chi militarizza il quartiere non è la nostra sicurezza ma solo piegarci alla volontà di politici corrotti e razzisti come Marrone e Montaruli.
Noi non ci arrendiamo e abbiamo fiducia nel poter vincere questa battaglia, tutti e tutte insieme.
Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.








