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Omar esce dai domiciliari! Ora tutti e tutte liber*!

Dopo 3 mesi di domiciliari il Gip ha revocato la misura degli arresti domiciliari per Omar, giovane studente arrestato a causa del suo impegno nelle lotte per la Palestina e nelle scuole torinesi.

In particolare Omar, insieme a molti altri che ancora si trovano in detenzione, con rientri notturni o con firme e obblighi di dimora, è stato colpito per le iniziative dell’autunno caldo che hanno portato lo slogan “Blocchiamo Tutto” a diventare un movimento reale nelle nostre città. Dai blocchi a stazioni, aereoporti, strade e autostrade; dalle incursioni dentro le fabbriche di morte fino all’occupazione delle scuole, la Procura persegue il suo disegno repressivo criminalizzante nel quale vede un “progetto criminale” portato avanti da un piccolo gruppo di giovani, quando invece è un intero movimento, fatto di centinaia di persone e decine di collettivi a fare da spina dorsale alle lotte di Torino.

A seguito degli arresti degli scorsi mesi si è attivato infatti un vasto movimento di solidarietà nella città di Torino. Il supporto diretto agli arrestati e arrestate non è mancato e numerose sono state le iniziative spontanee e organizzate per portare sostegno concreto alla battaglia legale per la liberazione e la solidarietà. Dai gruppi di genitori autorganizzati, delle mamme in piazza per la libertà di dissenso e dal cordinamento cittadino per Gaza in particolare l’impegno è stato ed è incredibilmente generoso e sintomo di quanto le lotte nella metropoli torinese siano vive e fatte da persone che a partire dalle loro differenze fanno della loro determinazione e coraggio elemento d’unione collettiva.

L’attacco della procura e del governo nei confronti dei giovani scricchiola sempre di più. Il tentativo di circoscrivere le enormi manifestazioni e la solidarietà alla Palestina non hanno fermato la lotta, e il castello accusatorio si va sgonfiando. Ora però vogliamo che vengano finiscano le misure cautelari che ancora gravano su decine di militanti nella nostra città e non solo.

Nel momento in cui la flotilla è stata fermata e assistiamo a scene raccapriccianti del ministro Ben Gvir che sventola la bandiera di Israele sui progionieri, è importante rilanciare la lotta per liberare la Palestina e liberare l’Italia dall’economia di guerra. Oggi siamo felici di riabbracciare Omar e di continuare a lottare, a partire dal prossimo sciopero del 29 maggio contro la guerra.

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