(Appello) Donne che non hanno paura. Sostieni lo sciopero delle operaie YOOX!

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Appello delle operaie in lotta della YOOX, piattaforma e-commerce di fashion, che approfitta della pandemia per ristrutturare l'organizzazione del lavoro peggiorando le condizioni di vita delle lavoratrici. 

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A partire dallo sciopero del 25 novembre sta andando avanti all'Interporto di Bologna una lotta importante e determinata di operaie organizzate nel SI Cobas sostenute da Non Una di Meno Bologna, Coordinamento Migranti Bologna e dal Laboratorio Crash. Dal nuovo sciopero di oggi, 9 dicembre, è stato lanciato l'appello che segue anche in vista della manifestazione che si terrà sabato 12 dicembre per portare in centro città la voce della lotta. Invitiamo a diffondere e aderire (per aderire all'appello scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Qui un video che lancia l'appello.

Per chi volesse approfondire il percorso che va ormai avanti da lungo tempo di lotta e organizzazione delle lavoratrici YOOX, invitiamo a rileggere l'ebook in proposito che avevamo prodotto in occasione dell'8 marzo del 2018.

 

Donne che non hanno paura. Sostieni lo sciopero delle operaie YOOX!

Siamo le operaie che lavorano da anni negli appalti Yoox, il colosso dell’e-commerce dell’abbigliamento, che nel mondo vende la sua immagine di azienda “sensibile”, che si cura dei bambini, della diversità e delle persone. Noi però lavoriamo dall’alba alla sera dietro i vetri scintillanti della grande sede dell’Interporto di Bologna. Siamo quasi tutte donne che lavorano per vivere e costruirsi un futuro, siamo madri che lavorano per dare un futuro ai propri figli e alle proprie figlie. Siamo tante e proveniamo da tutti i paesi del mondo, siamo italiane e siamo migranti. Essere costrette a licenziarsi significherebbe per noi dover rinunciare alla nostra autonomia e mettere a rischio i nostri permessi di soggiorno legati al nostro posto di lavoro. Accettare queste condizioni di lavoro significherebbe rinunciare a stare con le nostre figlie e i nostri figli. Siamo quelle che con il loro lavoro hanno fatto crescere quest’azienda, oggi diventata una multinazionale leader nel suo settore. Durante la pandemia non ci siamo fermate, abbiamo controllato i capi di abbigliamento, li abbiamo imbustati, rammendati, preparati per essere spediti nelle case. Il nostro lavoro ha permesso a Yoox di aumentare i suoi profitti grazie al Covid-19. Ma siamo anche le donne coraggiose che in queste settimane si sono svegliate ancora all’alba per scioperare, per lottare per tenerci un lavoro che ci permetta di vivere, ma anche per dire che il lavoro che Yoox si vanta di offrire per noi è solo un ricatto.

I turni che Yoox ci sta imponendo unilateralmente con la sua ‘sensibilità’ non ci lasciano quella che si può chiamare una vita. Il primo turno comincia alle 5.30 di mattina, il secondo finisce alle 22.30. La grande azienda che si cura dei bambini non ci permette di portare a scuola i nostri, o di metterli a letto la sera, e con i salari che ci paga non possiamo permetterci una babysitter. Il pranzo dobbiamo portarcelo da casa perché non abbiamo accesso alla mensa né ai buoni pasto che l’azienda dice di non potersi permettere. Dobbiamo mangiare in 15 minuti perché questo è il tempo della pausa che ci viene concessa. A lavoro dobbiamo affrontare le pressioni dei capi, gli atteggiamenti sprezzanti e razzisti di chi crede di poterci comandare perché siamo donne e migranti e per loro siamo solo operaie da sfruttare: così Yoox si cura della diversità e delle persone. Yoox ci vuole costringere a licenziarci approfittando del fatto che, come madri, non possiamo essere sempre disponibili. Cerca di liberarsi di noi perché lavoriamo da anni per loro e non ci siamo mai stancate di lottare per quello che ci spetta. Per l’azienda dell’innovazione i nostri contratti a tempo indeterminato sono roba antica, da svecchiare con contratti flessibili e precari, più adatti allo spirito dei tempi e dei loro profitti.

Sul sito di Yoox ci sono immagini di donne indipendenti, di giovani di colore, di bimbi e bimbe belli e felici. Nei suoi magazzini ci siamo noi, operaie e operai, donne e uomini, migranti, nere, esteuropee che si affannano e si inventano di tutto per portare avanti casa e lavoro. Della nostra indipendenza a Yoox non importa, del permesso di soggiorno che dobbiamo pagare e per cui siamo costrette ad accettare lavori massacranti a Yoox non importa, o meglio gli conviene per poterci sfruttare. Dei nostri bimbi e bimbe che crescono senza di noi e senza la cittadinanza che dovremmo avere, ma non otteniamo perché il nostro reddito è troppo basso, a Yoox non importa. Questa è la Yoox, questa è la realtà innovativa dietro i vetri scintillanti: razzismo, sfruttamento e maschilismo sono i veri “talenti” di questa azienda del lusso, questa è la loro innovazione.

Durante lo sciopero del 25 novembre il responsabile del reparto ci ha urlato che lui “non ci vede”. Il mondo però ci vede e grazie a noi ora vede anche oltre la vetrina della Yoox e di tutti quei posti che all’Interporto, e non solo, fanno i soldi sulla nostra pelle. Come donne, come migranti e come madri facciamo un appello a tutte le donne e a tutti coloro che possano sostenerci in questa battaglia per ottenere da Yoox quello che ci spetta, e perché questa battaglia riguarda la libertà di tutte le donne e la possibilità di lottare contro lo sfruttamento razzista e maschilista. A tutte e tutti voi chiediamo di essere al nostro fianco il 12 dicembre alle 15.30 in Piazza Nettuno a Bologna e di sottoscrivere questo appello e dargli massima circolazione.

 

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