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Si approfondisce l’ingovernabilità in Catalogna, si scalda la piazza indipendentista

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Lo stallo nella Catalogna post-elettorale prosegue e si approfondisce, accrescendo le titubanze e incomprensioni nei leader indipendentisti per le strategie da seguire per promuovere una effettiva Governabilità della Comunità autonoma.

Ai piani alti, è il potere giudiziario spagnolo a frenare gli scenari di Governo del Parlament di Barcellona, con il diniego a Jordi Sanchez di poter presiedere anche solo telematicamente alla sua elezione a President, perché si ritiene che una volta assunta tale carica potrebbe reiterare il reato di sedizione e malversazione per il quale si trova in prigione da mesi.

Il tutto mentre Puigdemont cerca di rinnovare la sua coalizione da Bruxelles, snellendola, per avere probabilmente maggiore credibilità dopo l’empasse dettata dal suo esilio e dall’irricevibilità della sua eleggibilità dettata dalle istituzioni spagnole.

Le frenate dei partiti di maggioranza indipendentisti non sono affatto piaciute alla base che ha risposto in massa il 21-D, e i malumori sono venuti a galla in maniera detonante e forte questa Domenica. La convocazione della manifestazione da parte dell’Assemblea Nacional Catalana, orfana del suo leader Sanchez, oltre a reclamare la libertà dei prigionieri indipententisti e il rispetto delle volontà della popolazione, è divenuta di fatto un atto di protesta contro i partiti indepe e le loro titubanze.

Centomila persone si sono riversate a Barcellona, con migliaia di “esteladas”, ribadendo contrarietà a una genuflessione politica di fronte ai dettami dell’ esecutivo Rajoy e alle mediazioni verso un Governicchio autonomista nella regione che viene visto come una disfatta con gravi conseguenze a lungo termine rispetto al progetto di costruzione di una Repubblica che sia in discontinuità con l’auge nazionalista della Monarchia facente leva sulla “crisi catalana”.

Un dato che i leader di JuntsXCat, Esquerra e della CUP non possono far finta di ignorare, così come d’altra parte il Governo spagnolo non potrà soprassidere e glissare sulla crescente mancanza di credibilità esterna, con numerosi reclami del Tribunale Europeo dei Diritti Umani che condannano la repressione sistematica della libertà di espressione nella penisola, e una ondata crescente di malumore interno, che ha visto la riattivazione di piazze importanti come quelle dei pensionati e i numeri oceanici della manifestazione di segno globale di “NiUnaMenos” dell’ 8 Marzo appena trascorso.

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