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Operazioni di polizia in Tunisia contro la Global Sumud Flotilla

A partire dal 6 marzo le autorità tunisine hanno arrestato  diversi membri, attuali ed ex, della Global Sumud Flottilla e li hanno portati all’Unità Investigativa della Garde National a El Aouina, Tunis Capital.

Attualmente 7 persone sono detenute a El Aouina e sottoposte a interrogatori da parte della Garde Nationale. Dopo i primi 5 giorni, la Garde Nationale può prolungare il periodo di dentenzione e interrogatorio di altri 5 giorni. Dopo questo primo passaggio, le persone possono: o andare in tribunale davanti al giudice e finire in carcere, o essere rilasciate.

Questa ondata di arresti coincide con i preparativi per la seconda Global Sumud Flottilla, che dovrebbe partire da Tunisi la prossima primavera. Gli arresti si collocano in un contesto regionale e globale di intensificazione dell’offensiva imperialista e sionista contro tutte le forze che rifiutano i progetti di egemonia e sottomissione, e contro la resistenza in Palestina e in Libano

Il clima locale é segnato da una progressiva chiusura degli spazi pubblici, dal silenziamento delle voci libere e dalla criminalizzazione della solidarietà locale e internazionale. L’arresto di membri e organizzatori della Flotilla Sumud arriva dopo mesi di campagne di diffamazione contro questa iniziativa internazionale, che hanno colpito individualmente le persone che la sostengono, specialmente su Facebook.

Oggi i social media amplificano queste operazioni, creano divisioni e manipolazioni,attraverso campagne di odio fatte per discreditare ogni espressione di solidarietà con il popolo palestinese.

Un presidio autorizzato, poi vietato all’ultimo minuto e infine disperso con la forza è quanto successo allx attivistx della Global Sumud Flotilla che la sera di mercoledì 4 marzo si sono recatx al porto di Sidi Bou Said, in Tunisia, dove era prevista una iniziativa chiamata da tutta la comunità solidale e dai lavoratori portuali.

Il porto di Sidi Bou Said è lo stesso dal quale la Flotilla salpò durante la sua ultima missione, quello in cui un’imbarcazione della Global Sumud Flotilla subì due attacchi da parte dei droni ed è lo stesso che accolse la Flotilla con migliaia e migliaia di persone.

Il presidio era autorizzato, ma circa un’ora prima dell’inizio, l’autorità tunisina ha informato lx manifestanti già sul luogo che avevano ritirato l’autorizzazione senza altre giustificazioni. Il gruppo ha deciso comunque di raggiungere il porto ma, appena sceso dal bus, è stato avvicinato dalle prime forze di polizia, che hanno intimato di fermarsi: “noi abbiamo proseguito e dopo sono intervenuti con l’antisomossa”.

C’erano anche Thiago Avila, dall’Italia Maria Elena Delia e Tony Lapiccirella, Greta Thunberg e rappresentanti della Freedom Floitilla e delle Thousand Madleens. Il giorno dopo, giovedì 5 marzo, le autorità locali hanno imposto l’annullamento di un incontro pubblico della Flotilla con rappresentanti della società civile e giornalisti al Ciné-Théâtre Le Rio di Tunisi.

Tra i  motivo della presenza in Tunisia c’era anche un incontro organizzativo, della Global Sumud Flotilla, della Freedom Flotilla Coalition e della Thousand Madleens. La prossima missione è prevista verso fine aprile, in un contesto sempre più urgente: negli ultimi giorni infatti, il regime israeliano ha chiuso ogni via d’accesso alla Striscia di Gaza, invocando lo stato di emergenza nazionale e non meglio precisati “motivi di sicurezza” dopo l’aggressione militare israelo-statunitense all’Iran, interrompendo così il già scarso flusso di cibo, acqua e carbutante verso i 2 milioni di abitanti della Striscia già stremati da due anni di genocidio.

Ascolta il racconto e le voci raccolte da alcunx compas in Tunisia.

È chiaro che la Tunisia non è un paese sicuro, contrariamente a quanto dichiara l’Unione Europea.

Libertà per

Jawahar Channa

Sana Msalhi

Wael Nawar

Ghassen Boughdiri

Ghassen Henchiri

Nabil Channoufi

Amin Bennour

Libertà per tutt* prigionier*

Da Radio Blackout

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