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#6 DIC‘12. Empoli, riprendiamoci il nostro futuro!

Sabato 24 novembre scorso, in occasione di un’importante giornata di sciopero generale del comparto scuola, gli studenti di tutta Italia si sono riversati nelle strade e nelle piazze di numerose città, forti delle recenti esperienze di un novembre caldissimo di contestazione e lotte studentesche.

Anche ad Empoli il movimento studentesco si è ricomposto ed organizzato e, dopo la prima giornata di mobilitazione, di sabato scorso, giovedì 6 dicembre torneremo in piazza, con forza e convinzione, per far fronte alle politiche distruttive e speculative che da anni minacciano la scuola pubblica, l’istruzione e la cultura. Quest’anno il processo di smantellamento, compiuto attraverso tagli e privatizzazioni, è divenuto per noi insostenibile, ed è ben inserito nelle manovre d’austerità portate avanti dal governo Monti: queste politiche, imposte dall’Europa e dai mercati, sono fatte per pagare un debito che non ci appartiene e che è stato creato da giochi di potere di banche, multinazionali e politici.

Con le nostre lotte siamo riusciti a fermare il ddl Aprea, grazie alla quale i privati sarebbero entrati nei consigli d’istituto ed avrebbero influenzato didattica ed amministrazione, togliendo la possibilità di partecipazione e di espressione agli studenti nella loro scuola, ma certamente non possiamo fermarci adesso: con la tanto osteggiata parola “meritocrazia”, caposaldo della riforma Profumo e principio alla base degli interventi di questo governo in materia d’istruzione, si vuole nascondere l’intenzione di garantire il sapere e la formazione solo a chi ha già un certo reddito, procedendo con l’applicazione pratica delle politiche classiste di stratificazione sociale, con l’unico risultato di privilegiare i privilegiati e premiare i già premiati dalla vita, dimenticandosi colpevolmente degli altri.

Così come sta avvenendo in Grecia, Spagna, Cile e molti altri Paesi d’Europa e del mondo, anche in Italia abbiamo deciso di non restare fermi davanti a tutto ciò.

Invitiamo chi non vive la realtà di questo nuovo Movimento a rendersi conto della fondatezza delle nostre vertenze, della concretezza dei nostri disagi, della forza e della serietà delle nostre rivendicazioni: siamo studenti medi, universitari, privati nei fatti del diritto costituzionale all’istruzione, costretti in edifici fatiscenti e pericolanti, sviliti e presi in giro da un sistema che ha già sentenziato, per la nostra generazione, la condanna ad una vita di precariato, di sfruttamento e di sottomissione. In poche parole, siamo il futuro della nostra società, che, tuttavia, le logiche affaristiche e mercantilistiche, alla base delle politiche neoliberiste dell’austerity europea e dei processi di finanziarizzazione selvaggia, hanno deciso di non prendere in considerazione, mercificando qualsiasi genere di risorsa culturale e svendendo in nome dell’interesse supremo della finanza e del mercato globale.

Giovedì mattina, pertanto, torneremo a riversarci per le strade della nostra città, solidali con gli studenti manganellati, caricati, fermati ed arrestati nelle altre città, nel corso delle mobilitazioni di questi ultimi giorni, ancora una volta per rivendicare con forza i nostri diritti, lottare contro i disagi causati da un’edilizia scolastica sempre più insufficiente, edifici scolastici fatiscenti e pericolanti, ambienti insalubri, invivibili che minacciano quotidianamente la nostra salute e la nostra integrità fisica; lottiamo contro le politiche di privatizzazione, mercificazione e svilimento dell’istruzione pubblica, della cultura, così come ci opponiamo alla distruzione di quei pochi baluardi dello stato sociale ancora sopravvissuti al processo capitalistico neoliberista in corso, come la sanità. Reclamiamo un diritto allo studio che sia esteso a tutti, una scuola pubblica accessibile, di massa e di qualità.

In definitiva, ci impegniamo in prima persona per protestare contro un sistema politico-economico-finanziario che continua ad individuare nello smantellamento dello stato sociale, nei tagli all’istruzione, alla sanità, etc., la soluzione al suo stesso fallimento.

Riteniamo necessario manifestare il nostro dissenso, riprendendoci i nostri spazi: ci faremo sentire il #6 DIC e torneremo presto nelle piazze.

Siamo soltanto all’inizio…

 

Collettivo Autonomo Studenti Empolesi

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