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Società di riscossione a caccia di soldi, +61% dal 2012

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I debiti relativi a rate di mutui, presiti e bollette non pagate che gravano sulle famiglie italiane sono il 38% del totale degli Npl, che corrisponde a 26 miliardi di Euro. Ed è proprio questa voce che ha contribuito maggiormente all’aumento del 18% che la quantità di crediti deteriorati ha avuto nel 2016.
Le famiglie rappresentano il 91% dei debitori braccati dalle agenzie di recupero crediti. La metà dei crediti da recuperare si concentra in quattro regioni: Lazio, Campania, Sicilia, Lombardia. In Sicilia nel 2016 solo il 10% degli importi è stato recuperato.

Questi dati si accompagnano con le rilevazioni di BankItalia da cui emerge che il 2,6% delle famiglie italiane hanno difficoltà a ripagare i debiti. Un quadro che parla del progressivo impoverimento delle famiglie italiane.

Dal punto di vista del recupero crediti in parlamento il PD ha presentato ben due differenti proposte per la riforma delle regole. In entrambi i casi si intende rendere più semplice il lavoro di riscossione consentendo alle agenzie l’accesso alle banche dati per rintracciare i debitori.

Un’altra partita rilevante è quella che si gioca sui mutui. Con il decreto legislativo 72/2016, le banche possono inserire tra le clausole dei contratti di mutuo il “patto marciano”. Ovvero la possiblità di pignorare l’immobile in caso di mancato pagamento di 18 rate mensili, senza passare per le vecchie procedure dei tribunali civili. In questo modo le banche possono mettere le mani sugli immobili in maniera molto più veloce di prima.

 

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