Arrestati due giovani antifascisti per i fatti di Piacenza

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Nella giornata di giovedì due compagni sono stati arrestati a seguito del corteo antifascista di Piacenza contro l’apertura di una sede di Casa pound. Uno è Moustafa, un operaio della provincia di Pavia che lavora nei magazzini della logistica. L’altro è Giorgio detto Brescia, giovane cuoco valsusino, compagno generoso da anni attivo nelle resistenze agli sfratti.

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Che si stesse cercando il capro espiatorio per una giusta giornata di resistenza era già nell’aria con la squallida visita di Renzi al cippo commemorante l’eccidio nazista di Sant'Anna di Stazzema e la visita di Minniti al capezzale del carabiniere-martire di Piacenza. Si prepara l’ipocrita passeggiata elettorale del 24 febbraio a Roma.

Non sta a Minniti e Renzi decidere dei perimetri dell’antifascismo. Non dopo la vergognosa assenza del PD al corteo di Macerata di sabato. Non dopo anni in cui esponenti del PD sono andati a discutere con i rappresentanti dei partitini neo-fascisti  fin dentro Casa pound quando non li hanno invitati direttamente in sede. Questo non è più terreno su cui possono permettersi di prendere parola infangando chi da anni sta facendo materialmente da argine nelle strade, nelle scuole e nei posti di lavoro alla feccia neo-nazista.

Moustafa e Giorgio. Gente che la conosce bene, la violenza dei carabinieri. Moustafa, un operaio abituato, nelle decine di picchetti degli scioperi della logistica a cui ha partecipato, a sentire sulla schiena il manganello dei celerini al servizio dai padroni delle coop. Giorgio, un compagno che ha visto l’arma sbarcare decine di volte a buttare per strada le famiglie senza casa mentre partecipava ai picchetti anti-sfratto.

Mettiamocelo in testa. Non saranno attempati senatori “democratici” a combattere le aggressioni neo-naziste. Non saranno carabinieri col santino di Mussolini in caserma a difenderci dal terrorismo fascista.

Un giovane magazziniere egiziano, un giovane cuoco italiano. E la giusta rabbia. Questo è il nuovo antifascismo.

Chiediamo a tutte le realtà antifasciste di non lasciare soli gli arrestati. 

Non sta a Renzi, non sta a Minniti e non sta al PD mettere il punto sulla giornata di sabato: da Macerata a Milano passando per Piacenza lo dobbiamo mettere noi.

Per lettere/telegrammi

Giorgio Battagliola 
Moustafa Elshennawi

casa circondariale "San Lazzaro", via delle Novate 65, 29122 Piacenza.

 

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