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DIFENDIAMO IL DIRITTO DI SCIOPERO NELL’ECONOMIA DI GUERRA

DIRITTO DI SCIOPERO E LOTTE OPERAIE NELL’ECONOMIA DI GUERRA

APPELLO PER UN’ASSEMBLEA DI TUTTE LE FORZE SINDACALI, SOCIALI E POLITICHE COMBATTIVE:

Riprendiamo da Si Cobas sindacato intercategoriale – lavoratori autorganizzati :

La delibera della Commissione di Garanzia dell’11 marzo, che colloca il settore della logistica sotto la Legge 146/1990 sui servizi pubblici essenziali, costituisce un vero e proprio attentato al diritto di sciopero. L’obiettivo è di azzerare il conflitto e l’agibilità sindacale in un settore operaio tra i più combattivi degli ultimi anni, che ha conquistato salario e diritti con lo sciopero e si è rivelato punto di riferimento centrale per l’opposizione alla guerra e alla complicità del governo italiano nel genocidio del popolo palestinese.

Secondo la delibera della Commissione di Garanzia, laddove in una azienda, sia essa multinazionale o “cooperativa”, si movimentino anche solo in parte beni essenziali, i sindacati dovranno attenersi al termine di preavviso (10 giorni) e attivare le procedure di raffreddamento prima di poter indire lo sciopero. Questa delibera rappresenta il sogno di tutti i padroni della logistica, a cui viene dato il tempo di riorganizzare i volumi e spostare le merci, limitando l’efficacia dello sciopero: il suo unico scopo è quello di tutelare i profitti derivanti dal supersfruttamento, dai salari da fame, dal caporalato e dalle maxievasioni fiscali e contributive frutto del sistema marcio degli appalti e subappalti, che proprio grazie agli scioperi e alle lotte operaie sono state smascherate e in molti casi superate, restituendo salario, diritti e dignità a migliaia e migliaia di lavoratori.
La delibera della Commissione di Garanzia contro il diritto di sciopero si inserisce a pieno titolo nell’attacco repressivo e anti-operaio del governo Meloni, insieme ai 7 decreti sicurezza già approvati e al Ddl “antisemitismo” (in realtà pro-Israele), volti a prevenire e sanzionare le lotte sociali e contro l’economia di guerra.

Come hanno dimostrato gli scioperi contro il genocidio in Palestina, contro l’aumento della spesa militare e l’invio di armi – ora molto più difficili e costosi – proprio i lavoratori della logistica hanno rivelato il peso e la potenzialità del protagonismo operaio nell’ottica della ripresa vera di una conflittualità più ampia, mostrando come intralciare efficacemente il sistema di morte e sfruttamento.
Spuntando le armi dei lavoratori della logistica ed estendendo la legge sui servizi pubblici essenziali – in linea con le tendenze repressive a livello internazionale – i padroni e il Governo Meloni, veri mandanti di questa delibera, colpiscono tutta la classe lavoratrice, provando a prevenire la lotta al carovita e all’economia di guerra.

La mobilitazione contro la delibera 26/88 può e deve diventare l’avvio di una battaglia più generale per cancellare l’intera legge 146/90, approvata e peggiorata nel tempo da tutti i governi per ostacolare gli scioperi veri e un sindacalismo conflittuale e di classe.
Al di là delle divisioni, al di là delle competizioni tra sigle, al di là della settorialità delle lotte, spesso fisiologica, serve una mobilitazione unitaria di tutte le realtà sindacali, di classe e combattive, le organizzazioni sociali, i movimenti che si battono ogni giorno per la difesa delle lotte, e supportata dai legali che da anni ne difendono l’agibilità.

Per questo chiamiamo un’assemblea nazionale il 27 Giugno con l’obiettivo di lanciare uno sciopero generale, unitario, che rigetti questo attacco anti-operaio e rivendichi forti aumenti di salario.
Rilanciamo un’opposizione generale alla Legge 146/1990 sui servizi pubblici essenziali, che da decenni cancella silenziosamente la libertà di scioperare e lottare di numerosi settori, dai ferrovieri ai sanitari, dagli insegnanti agli operatori dei servizi pubblici esternalizzati!
DIFENDIAMO IL DIRITTO DI SCIOPERO! MOBILITIAMOCI, ORA!

SABATO 27 GIUGNO ASSEMBLEA NAZIONALE ORE 14 MILANO

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