Sfratto con la celere a Modena

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A Modena ai piedi del palazzo Prole di via Giardini è andato in scena un forte attacco alla lotta per il diritto all’abitare. Da questa mattina sotto casa di Sanaa e Giuseppe un gruppo di abitanti del quartiere, solidali e attivisti dello sportello sociale “La Rage” hanno organizzato un picchetto antisfratto con lo scopo di bloccare l’accesso dell’ufficiale giudiziario.

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Scortata da un team di avvocati e di Digos, la proprietà insiste istericamente affinchè si proceda con lo sfratto con l’uso della forza. In tarda mattinata l’intervento del reparto celere è rapido e deciso a colpire il presidio solidale, strattonando e calciando chi sedendosi per terra e incordonandosi ha tentato di impedire lo sgombero.

Nella città capitale degli sfratti non è casuale la scelta di colpire questa famiglia. Infatti negli ultimi mesi le pratiche di blocco sono in costante crescita nel territorio modenese e vede la partecipazione e il protagonismo di chi è in un processo di morosità incolpevole e che nei percorsi di lotta collettiva ha visto una possibilità di riscatto.

Una volta sgomberato violentemente il picchetto, i solidali decidono di spostarsi assieme alla famiglia dagli assistenti sociali affinchè le istituzioni riconoscano la gravità di quanto accaduto e la responsabilità di non aver dato un alloggio di emergenza a Saana e Giuseppe.

In questo momento la famiglia sfrattata è all’interno di una struttura di emergenza abitativa in via Delle Costellazioni. Il comitato per il diritto all’abitare ha indetto una conferenza stampa fuori dagli uffici degli assistenti sociali nella quale ha denunciato le condizioni precarie di tali strutture, non adatte alle condizioni di salute del figlio nato prematuramente e della inconsistenza delle promesse di assegnazione di un alloggio di emergenza.

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