InfoAut
Immagine di copertina per il post

“Un invito a camminare insieme per realizzare un sogno comune”

Si è da poco conclusa la due giorni di discussione “Per realizzare un sogno comune” del 21 e 22 febbraio a Livorno. Ore dense di scambio, di condivisione, di domande comuni in cui decine di realtà di lotta, centinaia di persone da tutta Italia e le isole, hanno provato a fare i primi passi per camminare insieme.

Da dove partiamo?

L’esigenza di questo incontro è nata dal voler affrontare la realtà di guerra in cui viviamo e le possibilità di resistenza e autonomia che vivono nelle nostre lotte e nella società. Abbiamo delineato gli scenari della fabbrica della guerra, che disgrega e impoverisce la società, aliena le persone e i territori, produce oppressione e nichilismo.”Blocchiamo tutto” ha rappresentato una frattura netta tra chi ha scelto di scioperare e lottare e chi invece governa, con disumanità genocida. Ci anima un senso di responsabilità collettiva, nel costruire insieme le risposte al bisogno di cambiamento emerso in quelle settimane, nel voler conoscere con chiarezza la modernità del sistema capitalista, nel voler essere una forza capace di trasformarlo con la lotta.

Verso quali obiettivi?

Non siamo noi l’alternativa: possiamo però darci gli strumenti, il metodo, la pratica per costruire autonomia, con chiarezza e serietà, sfidando la rassegnazione generale. I due giorni a Livorno hanno definito l’obiettivo di questo percorso: rallentare e smantellare la fabbrica della guerra, interrompere i flussi bellici, a partire da ogni territorio e contesto in cui viene espresso conflitto per la conquista di autonomia per le comunità popolari che contendono un potere nei confronti di un sistema di guerra. Abbiamo oggi una traccia di lavoro: degli ambiti in cui svolgere lavoro di conricerca, in cui stringere nuove alleanze, in cui non solo difendere gli spazi sotto attacco ma costruirne di nuovi a partire dalla ricostruzione di un tessuto sociale, di fiducia e di cooperazione.

Con quali proposte?

Assemblee e presidi permanenti, casse di resistenza, mutualismo conflittuale, scioperi e blocchi di massa; sviluppare piattaforme che partano da bisogni, non su base identitaria ma su esigenze reali; percorsi fuori dalle metropoli per rimettere al centro ciò che viene definito “marginale”; guardare alla rilevanza della crisi agricola e la necessità di organizzarsi con soggetti che nella terra vedono storia, lavoro, memoria e identità.

Non partiamo da zero: esistono infrastrutture di inchiesta e conricerca già attive che possono essere integrate e riprodotte altrove (pensiamo alle Mappature dal Basso delle infrastrutture energetiche e belliche ma anche al lavoro interregionale portato avanti da HUB – Bollettino della Militarizzazione e delle resistenze dei territori) ; ma vogliamo anche di più. Organizziamo un percorso che si doti di un istituto di formazione e autoformazione che rilevi dalle lotte i nodi da approfondire; partecipiamo reciprocamente alle iniziative che animano i contesti locali. Individuiamo nel terreno della comunicazione e dell’informazione un ambito di conflitto e di possibilità: mettiamo a disposizione gli strumenti già esistenti come il sito Infoaut per accogliere punto di vista e materiali prodotti a partire dalle lotte ma immaginiamo anche strumenti comunicativi agili che possano costituire una infrastruttura utile per il coordinamento immediato sui blocchi, nelle manifestazioni, nelle iniziative di un nuovo ciclo.

Immaginiamo, infatti, un futuro non lontano e tangibile in cui poter coordinare i nostri blocchi ai flussi della guerra, in cui supportare reciprocamente picchetti, scioperi, assemblee, occupazioni di scuole e università, individuando insieme gli strumenti giusti e coinvolgendo sempre nuove persone, lavoratori, territori e settori della società che esprimono il bisogno di lottare. Non dimentichiamo di guardare alla Palestina come bussola in questa fase, supportando e partecipando come equipaggi di terra e di mare alla nuova partenza della Global Sumud Flottilla verso Gaza e verso Cuba.

Contribuire al progetto collettivo

L’idea che ha animato queste giornate è quella di non voler attendere, ma prendere l’iniziativa e sentirci uniti nel farlo. Abbiamo l’obiettivo di costruire e accumulare forza per far pagare ai padroni del mondo, animati da violenza e sopraffazione, il costo di ciò che viene imposto. Possiamo contendere la possibilità di costruire rigidità ovunque siamo collocati per il miglioramento della vita collettiva.

Abbiamo la prova reale che il bisogno di unirsi per contare e smettere di subire esiste. Da questi due giorni traiamo la spinta e il desiderio vivo di organizzarci sempre meglio e in modi nuovi, per ottenere risultati concreti e avere la forza e la capacità di difenderli. Per prendere realmente potere collettivo, e sottrarlo a chi comanda. Lo ripetiamo, il sogno comune da realizzare è una vita libera dal dominio capitalistico, suprematista e patriarcale, ricca di capacità collettive, piena di significato umano, nell’autonomia che cresce.

Camminiamo per realizzare questo sogno comune.

Invitiamo tutti e tutte a unirsi e a farlo insieme, con fiducia, concretezza e coraggio.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Milano: per una narrazione autonoma dei quartieri popolari

Il 23 febbraio è stato arrestato Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della polizia accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel quartiere di Rogoredo, a Milano.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Livorno: “costruire l’opposizione concreta alla irreversibilità della guerra che pervade le nostre vite”

Centinaia di compagni e compagne, provenienti da diverse città di tutto il paese, hanno partecipato all’incontro di due gironi: “Per realizzare un sogno comune”organizzato da realtà territoriali che fanno riferimento a Infoaut.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

UN GIORNO NON CI BASTA. DUE NEMMENO. Weekend di sciopero transfemminista

Ci tolgono spazi di dissenso e di lotta? Noi ci prendiamo più tempo e più spazio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: lo Spazio Popolare Neruda prende parola a seguito della minaccia di sgombero

Ieri mattina si è tenuta una conferenza stampa davanti all’ufficio igiene dell’Asl di Torino organizzata dalle persone che abitano lo Spazio Popolare Neruda in risposta alle minacce di sgombero trapelate a mezzo stampa soltanto pochi giorni fa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Salviamo Comala! A Torino continua la guerra agli spazi sociali.

Torino. Apprendiamo la recente notizia della perdita da parte dell’associazione culturale “Comala” degli spazi che gestisce da ormai 15 anni. La Circoscrizione 3, insieme al Comune di Torino, ha indetto un bando per l’assegnazione degli spazi dell’ex caserma La Marmora, scartando “Comala” e optando per una cordata di associazioni guidata dall’APS Social Innovation Teams.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

CASSA DI RESISTENZA – BLOCCHIAMO TUTTO TORINO

IL COORDINAMENTO TORINO PER GAZA LANCIA LA CASSA DI RESISTENZA  Chi lotta non è mai sol3! IL MOVIMENTO “BLOCCHIAMO TUTTO” Quest’autunno un enorme movimento popolare ha bloccato l’Italia al fianco della resistenza del popolo palestinese, contro il progetto genocida e coloniale del regime israeliano. Questo movimento ha denunciato con forza la responsabilità del governo Meloni […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Livorno: “Per realizzare un sogno comune”, Infoaut organizza due giorni di incontri e dibattiti il 21 e 22 febbraio

“Per realizzare un sogno comune”: a partire dal “Blocchiamo tutto” un incontro pubblico lanciato dalla piattaforma di movimento InfoAut il 21-22 febbraio a Livorno verso nuove possibilità di movimento contro la fabbrica della guerra.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Roma sotto sfratto: l’attacco agli spazi sociali e le risposte dal basso

Dopo lo sgombero di Askatasuna e la risposta di massa degli scorsi mesi, continua la campagna del governo contro gli spazi sociali in tutta Italia. Da Roma riceviamo e pubblichiamo il comunicato dello Spazio Sociale Ex 51 di Valle Aurelia, che invita abitanti e realtà sociali a partecipare a un’assemblea pubblica presso il loro spazio in via Aurelio Bacciarini 12 il 1° marzo alle 14:30.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Napoli: corteo per la difesa degli spazi sociali, contro la guerra e il governo

Pubblichiamo il comunicato dei Movimenti di Lotta Campani che hanno convocato il corteo a Napoli con il titolo “Amore che resiste”, un appuntamento che si inserisce nel quadro di mobilitazione a livello nazionale per la costruzione dell’opposizione sociale al governo Meloni.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

L’intreccio delle lotte tarantine: un movimento di resistenza territoriale alla logica del sacrificio

A seguito dell’ennesima morte sul lavoro, in questo caso parliamo di Loris Costantino, operaio della ditta di pulizie Gea Power che stava lavorando nello stabilimento dell’ex ILVA di Taranto, abbiamo deciso di pubblicare un’intervista fatta agli attivisti e attiviste del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti e della Convocatoria Ecologista Taranto, con cui abbiamo percorso i temi chiave delle lotte sul territorio tarantino.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Iran: terzo giorno di aggressione Usa-Israele. Da Cipro all’oceano indiano, un intero pezzo di mondo è in fiamme

Da Cipro all’Oceano Indiano; un intero quadrante del mondo gettato nel caos e in fiamme dopo l’aggressione militare Usa – Israele contro l’Iran, partita sabato 28 febbraio.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Inizia la guerra totale in Medioriente? (in aggiornamento)

Questa mattina l’Iran è stato svegliato da un nuovo attacco congiunto di Israele e Stati Uniti. Numerose le città colpite e soprattutto, a finire sotto il fuoco dei missili sono state le strutture governative e dell’esercito. Non è ancora chiaro il volume distruttivo messo in atto e quanti membri dell’apparato iraniano ne abbiano pagato le conseguenze.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Novara: Mappare, denunciare e organizzare la resistenza alle fabbriche di guerra

Sabato 28 febbraio alle ore 14 si svolgerà a Novara un convegno-assemblea dal titolo Mappare, denunciare e organizzare la resistenza alle fabbriche di guerra organizzato dalla Rete Antimilitarista piemontese e dai comitati locali. 

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Mappatura dal basso: geografia dell’infrastruttura della filiera bellica e aerospaziale del Piemonte

Abbiamo accolto all’interno del sito Mappature dal Basso, dove già si trovano le mappe dei comitati e quella del monitoraggio dei progetti speculativi, una nuova mappatura!