Palermo. Nuova giornata di blocchi dei lavoratori Almaviva

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Palermo. Nuova giornata di blocchi dei lavoratori Almaviva

La situazione degli oltre tremila lavoratori del call center, di cui 1670 solo a Palermo, è precipitata in queste ore. Infatti il tavolo tanto atteso che si è tenuto a Roma tra i vertici di Almaviva e la Regione Sicilia, ha avuto un esito disastroso confermando gli esuberi. Anticipando, di fatto, la scadenza dei 75 giorni entro cui l’azienda e le istituzioni sarebbero dovuti intervenire. Le motivazioni per cui non accetteranno ammortizzatori sociali risiede nel fatto che secondo i vertici si tratterebbe di misure distorsive del mercato e dunque nient’altro che una reiterazione di un esito ormai inequivocabile: la perdita del posto di lavoro.

Quello che si respira oggi in piazza è un clima teso che vede anche le forze dell’ordine cimentarsi in minacce e provocazioni contro i lavoratori, restituendo l'impressione di una situazione all'orlo della gestibilità. In questi minuti il corteo che ha raggiunto la sede della RAI sta aumentando, registrando oltre 300 presenze in piazza.

Quello che è chiaro è che l’azienda ha chiuso qualunque spazio di contrattazione, ratificando la propria decisione al tavolo di ieri mattina che ha visto la partecipazione dell’assessore regionale alle Attività Produttive Mariella Lo Bello, il presidente di Almaviva Tripi e l’ad Antonelli. La patata bollente adesso sta nelle mani del governo regionale e di quello nazionale cui è stata completamente scaricata la responsabilità della “questione sociale” o piuttosto “emergenza” che il piano esuberi attiva. Di contro occorre tenere bene a mente che è in queste rimanenti settimane, allo scadere delle quali i licenziamenti dovranno essere confermati o smentiti, che la mobilitazione può incidere sulle decisioni, facendo propendere l'ago della bilancia sulla seconda di queste opzioni. Intanto nell’incontro di oggi l’azienda non farà altro che ribadire alle organizzazioni sindacali quanto affermato ieri. Nel frattempo i lavoratori continuano a riunirsi, ad aggregarsi grazie all’uso dei social network, ad organizzarsi e creare disagi in città. E promettono di tenere alta l’attenzione almeno fino al 18 aprile. Giorno in cui si terrà il tavolo tecnico al Ministero. Momento cruciale della vertenza, a solo un mese e mezzo dallo scadere del countdown di 75 giorni avviato il 21 marzo scorso.

Continueranno gli aggiornamenti dalla piazza..

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