InfoAut
Immagine di copertina per il post

Germania, agricoltori in rivolta: occupate le autostrade, blocchi e cortei nelle città

È caos in Germania, dove è esplosa la protesta dei coltivatori contro il governo Scholz. Questa mattina (ieri ndr), gli agricoltori hanno infatti bloccato decine di autostrade in Meclemburgo-Pomerania Occidentale, paralizzando il traffico lungo le arterie più trafficate del Paese.

di Stefano Baudino, da L’Indipendente

Nello specifico, i dimostranti protestano contro i tagli dell’esecutivo che hanno colpito lo sconto sul gasolio agricolo e abrogato le esenzioni dei veicoli a uso agricolo dall’imposta sulle auto – su cui l’esecutivo ha già fatto una parziale marcia indietro – nonché contro il Green Deal di Ursula von der Leyen. A supportare attivamente i coltivatori ci sono le aziende di trasporto, in rivolta per l’aumento dei pedaggi per i camion. Si prevede che le proteste si espanderanno su tutto il territorio, includendo blocchi stradali, cortei di trattori e manifestazioni nelle principali città tedesche. In alcuni Länder sarà possibile che si verifichi addirittura l’interruzione della catena dei rifornimenti.

A dare impulso alle iniziative è stata l’Associazione degli agricoltori, che ha chiesto una settimana di proteste, che dovrebbero dunque durare fino a metà gennaio. Gli assembramenti si sono verificati sulle autostrade A4, A13, A14 e A17. Strade e svincoli autostradali sono stati bloccati nel nord-ovest della Bassa Sassonia, nel distretto di Cloppenburg, e in Sassonia, nell’area di Dresda. La situazione è in divenire: un migliaio di trattori parteciperanno a un corteo di protesta a Erfurt, in Turingia, mentre i coltivatori dello Schleswig-Holstein hanno intenzione di approdare ad Amburgo. Lo stesso accadrà a Brema, dove arriveranno agricoltori da tutta la Bassa Sassonia. A Berlino, lunghissime file di trattori, che sono al momento circa 600 – si sono radunate sulla Strada 17 giugno, davanti alla Porta di Brandeburgo, dove sta andando in scena una partecipatissima manifestazione di protesta contro l’esecutivo. “Chiediamo alla cittadinanza di comprendere. Non vogliamo perdere il grande sostegno e la solidarietà che stiamo ricevendo da ampi settori della società”, ha dichiarato a Stern il presidente dell’Associazione tedesca degli agricoltori, Joachim Rukwied. Di rimando, il ministro dell’Economia e della Protezione del clima, Robert Habeck (Verdi), sui social ha fatto riferimento alla presenza di estremisti all’interno della protesta, che sarebbe segnata a suo dire da “fantasie di sovvertimento”.

Il governo tedesco è ora sotto tiro e, a testimoniarlo, sono in particolare due fatti avvenuti lo scorso 4 gennaio. In primis il cancelliere Olaf Scholz è stato duramente contestato e accolto con le grida “traditore del popolo”, “criminale” e “bugiardo” in occasione della visita alla popolazione colpita dal maltempo a Oberröblingen. Poi, in serata, bersaglio delle proteste è stato proprio il ministro Robert Habeck, che stava tornando a Schlüttsiel da una visita privata ad Hallig Hooge a bordo di un traghetto. Un gruppo di circa cento coltivatori aveva cercato di fare irruzione sul mezzo, costretto a invertire la rotta. Da tale episodio, condannato unanimemente dalle varie anime delle istituzioni del Paese, aveva preso le distanze anche l’Associazione degli agricoltori tedesca. La Germania, considerata un simbolo di solidità all’interno dell’Eurozona, sta vivendo una fase di grande instabilità economica, che ovviamente nutre le ambizioni di crescita delle forze estremiste e anti-sistema. Negli scorsi giorni, l’ex deputata post-comunista Sahra Wagenknecht ha annunciato la fondazione di un partito di sinistra radicale, e contestualmente, sull’altro fronte (ma con prospettive di collaborazione), l’ex numero uno dell’intelligence tedesca Hans-Georg Maaßen – membro di spicco dell’associazione “Unione dei Valori”, considerata vicina ad Alternativa per la Germania (AfD) – ha dichiarato di essere intenzionato a costituire un nuovo soggetto politico di rottura.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

agricoltoriAGROINDUSTRIAblocchi stradaligermaniarivolta

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Proteste in Siria contro Israele

In questi giorni, a partire dalla notte tra il 31 marzo e il 1 aprile, si sono verificate in Siria proteste contro Israele immediatamente scattate a seguito della notizia del passaggio alla Knesset della legge che istituisce la pena di morte per i prigionieri palestinesi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Tra le macerie di Gaza, le ragazze reagiscono, un pugno alla volta

Nella Gaza dilaniata dalla guerra, ragazze e giovani donne ricostruiscono un club di pugilato, usando lo sport per elaborare il dolore, sfidare le norme e trovare la forza in mezzo allo sfollamento.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele introduce la pena di morte per i palestinesi

Impiccagione, nessun appello e applicazione selettiva: la norma voluta da Ben Gvir e sostenuta da Netanyahu legalizza la disuguaglianza e istituzionalizza la punizione su base etnica.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

No Kings Italy: manifestazione nazionale a Roma “Together contro i re e le loro guerre” – cronaca della giornata

Sabato 28 marzo, a Roma, la manifestazione nazionale “Together – No Kings, contro i re e le loro guerre”. Appuntamento alle ore 14 in Piazza della Repubblica dopo il concerto di ieri, 27 marzo, alla Città dell’Altra economica, sempre nella Capitale, cui hanno partecipato migliaia di persone e decine di artiste e artisti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

28 marzo a Niscemi: liberiamo i territori dalla guerra

Il 28 marzo alle ore 15 torniamo a scendere in piazza a Niscemi (CL), la città del MUOS, per dire con forza no alla guerra e all’uso delle basi militari statunitensi in Italia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La guerra come risposta alla crisi di egemonia statunitense conduce alla recessione globale

L’apprezzamento momentaneo del dollaro spinto dalla domanda aggiuntiva di petrodollari occulta una fragilità strutturale dell’economia americana.

Da Radio Blackout

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Competizione USA-Cina e impatti sul mercato dell’energia

Chi guadagna dal blocco dello Stretto di Hormuz? ENI, ad esempio. Si parla di dividendi straordinari per la società di Descalzi da quando il petrolio è stabile sui 90 dollari, con oscillazioni che vanno sino a oltre i 100.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Escalation in Medio Oriente: si allarga il conflitto tra Iran, Libano e paesi del Golfo

All’inizio della terza settimana dall’aggressione israelo-statunitense all’Iran, si osserva un’ulteriore escalation del conflitto: si alza la posta in gioco e si amplia il raggio degli obiettivi colpiti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Operazioni di polizia in Tunisia contro la Global Sumud Flotilla

A partire dal 6 marzo le autorità tunisine hanno arrestato  diversi membri, attuali ed ex, della Global Sumud Flottilla e li hanno portati all’Unità Investigativa della Garde National a El Aouina, Tunis Capital.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi ha paura della pace?

L’Università di Pisa fa sparire il presidio di Pace dei “Tre Pini”

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Iran: accettare la complessità per esserne all’altezza

Da quando è scoppiata la rivolta in Iran assistiamo all’ennesimo scontro tra tifoserie contrapposte all’interno del movimento antagonista e più in generale della sinistra di classe.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Le proteste in Iran colpiscono al cuore la legittimità del regime. Riusciranno nel loro intento?

La Repubblica Islamica ha sempre dato prova di creatività nel sopravvivere. Ma questa volta deve affrontare richieste che non possono essere placate con concessioni materiali.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Via libera all’accordo di libero scambio UE-Mercosur. Proteste degli agricoltori, anche in Italia

09 gennaio 2026. Milano. Dal serbatoio fuoriescono litri di latte. Siamo davanti al Pirellone, sede del consiglio regionale della Lombardia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Allevatori ed agricoltori di nuovo in protesta in Belgio e Francia.

Di seguito ripotiamo due articoli che analizzano le proteste degli agricoltori che in questi giorni sono tornate ad attraversare la Francia ed il Belgio.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Rexhino “Gino” Abazaj di nuovo arrestato a Parigi: il rischio di una nuova estradizione verso l’Ungheria

Nonostante il rifiuto della giustizia francese all’estradizione verso l’Ungheria di Orbán, il militante antifascista italo-albanese è stato arrestato su mandato tedesco.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Germania: “Non siamo carne da cannone”, sciopero studentesco contro il servizio militare. Il Bundestag approva la leva

Nuova giornata di sciopero contro il servizio militare da parte di studenti e studentesse tedeschi, mentre si votava nelle aule del Bundestag la riforma della leva del governo di Friedrich Merz.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bambini sfruttati e affumicati nei campi della California

Molto lontano dai campi di Entre Ríos o Santa Fe, i bambini contadini della California lavorano dagli 11 ai 12 anni, sfruttati, mal pagati, in terreni affumicati con pesticidi e con il terrore di essere deportati insieme alle loro famiglie di migranti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La Germania è in crisi e vaga nella nebbia

Le ultime notizie dal paese teutonico indicano che la sua crisi economica non si arresta ed entra ormai nel suo quarto anno.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Brasile. La Marcia Mondiale per il Clima riunisce 70.000 persone a Belém e chiede giustizia climatica: «Noi siamo la risposta»

Un incontro storico dà voce ai popoli che non sono stati ascoltati negli spazi ufficiali della COP30.

Immagine di copertina per il post
Contributi

…Sorpresa!

Sono le tre di mattina, il 15 ottobre, quando a Castel D’Azzano, sud di Verona, decine di carabinieri irrompono in una cascina abitata da due fratelli e una sorella.