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Ostia: mafia, fascisti e polizia

Noi lo ricordiamo per lo sgombero del Vittorio Occupato, il suo biglietto da visita appena arrivato a Ostia, sfoderato poco dopo lo sgombero dell’Horus Occupato di Piazza Sempione. Lo ricordiamo in azione nel recente sfratto di una famiglia in via Vasco de Gama. Sicuramente, dopo gli ultimi sviluppi, lo dobbiamo memorizzare come uno degli attori non protagonisti, della fiction fascio-criminale che si sta girando per le strade di Ostia.

Dalle indagini sembra che il primo dirigente, dietro compensi in denaro, abbia aiutato in diverse occasioni il titolare della sala da giochi “Star Vegas”, Mauro Carfagna. Un titolare così inserito nel contesto criminale lidense, tanto da avere contatti con Ottavio Spada e Roberto Pergola (Ex Banda della Magliana), attivi frequentatori delle sue sale scommesse, da cui ottiene protezione e probabilmente flussi di denaro.

Ma Antonio Franco è un romantico, oltre che un giocatore compulsivo. Con i compensi per le sue prestazioni extra poliziesche in favore di Carfagna, pagava il canone mensile per un appartamento dove incontrava la giornalista Silvia Gonfaloni del Quotidiano del Litorale.

Dicono dell’amante del poliziotto: “Il 30 Giugno ha chiuso il Giornale di Ostia. Dopo 25 anni e qualche mese in cui ha rappresentato la miglior voce libera e non condizionata di questo territorio, almeno nei suoi primi 20 anni di vita quando a dirigerlo c’era il sottoscritto – scrive Gianni Sepe sul suo blog, nel luglio 2013 – Lo inventai praticamente dal nulla il giornale, caricandomi dell’onere della direzione responsabile che ho portato avanti fino a febbraio del 2007 quando il nuovo editore Mauro Balini, mi sostituì con Silvia Gonfaloni, una giornalista pubblicista in forza all’entourage dello stesso Balini, dopo avermi messo in minoranza nella gestione delle quote societarie. Uno sfacelo imprenditoriale al punto che la testata fallì, nè più nè meno come è successo all’Ati Porto di Roma sempre di Mauro Balini”.

Mauro Balini è l’imprenditore del Porto di Ostia e la sua famiglia gestisce diversi stabilimenti del litorale. Qualche giorno prima dell’arresto di Antonio Franco, gli sono stati sequestrati 450milioni di beni. Parliamo della bellezza di 531 unità immobiliari, delle quote di 19 società, di una barca e dei sigilli agli stabilimenti Hakuna Matata e Plinius. Balini compare in diverse indagini per associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, emissione di fatture false e riciclaggio. Balini, avrebbe anche corrisposto un mensile di 5mila euro alla famiglia di Roberto Giordani, un favore al clan Fasciani, visto che l’uomo era in carcere con l’accusa di aver eseguito un agguato ai danni del boss Vito Triassi, concorrente dei Fasciani-Spada nell’egemonia sul litorale romano. Ciliegina sulla torta: il suo Hakuna Matata è gestito per suo conto dall’ex narcotrafficante Cleto di Maria.

Il Quotidiano del Litorale è il giornale online dove Casapound Ostia ha fatto campagna elettorale e dove il 50% degli articoli sono comunicati integrali dei fascisti del terzo millennio. Parliamo della stessa Casapound che ha avuto tra i suoi candidati Ferdinando Colloca, un fascista che ha provato illegalmente a prendere in concessione lo stabilimento Orsa Maggiore insieme ad Armando Spada. Quella stessa Casapound che l’otto dicembre 2015 festeggia l’immacolata a Piazza Gasparri insieme alla famiglia Spada, sancendo pubblicamente il sodalizio. Il tutto sotto gli occhi dell’ex capo del commissariato di Ostia che intanto copre il culo di Ottavio Spada.

Insomma: mafia, fascisti e polizia.

In un territorio in cui la mafia fa impresa (Spada-Fasciani) e l’impresa diventa mafia (Balini), il primo dirigente di Polizia Antonio Franco intrattiene rapporti amicali con esponenti della criminalità lidense. Intanto i fascisti del terzo millennio, sostenuti dalla giornalista amante dello stesso poliziotto, stringono alleanza con la famiglia Spada. Siamo pronti a scommettere che questi legami sono più profondi di quello che oggi sappiamo.

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