InfoAut
Immagine di copertina per il post

Askatasuna: “È solo l’inizio. Per voi.”

Questa mattina è avvenuto lo sgombero di Askatasuna, storico centro sociale torinese attivo da quasi tre decadi. Negli ultimi tempi Askatasuna era al centro di un attacco politico-giudiziario per via del suo impegno nelle lotte sociali sul territorio piemontese. Attacco che si è approfondito con l’insediamento del governo Meloni e del Ministro degli Interni Piantedosi.

Di seguito riprendiamo la prima presa di parola a caldo di Askatasuna e la diretta di Radio Onda d’Urto su quanto avvenuto questa mattina.


Questa mattina alle prime luci dell’alba è andata in scena un’operazione in grande stile per arrivare allo sgombero del centro sociale Askatasuna. Prenderemo il tempo di raccontare e di dare spazio alle voci che lo animano da ormai quasi trent’anni e che continueranno a farlo nei prossimi, ma intanto vogliamo fare chiarezza su alcuni punti.

A quanto si apprende la perquisizione di questa mattina era inerente al procedimento di indagine a riguardo di diverse iniziative degli ultimi mesi in solidarietà alla Palestina che hanno visto milioni di persone scendere in piazza; la perquisizione è avvenuta sia in alcune case di compagni e compagne e al contempo all’interno del centro sociale.

Durante la mattina il sindaco Lo Russo ha rilasciato una dichiarazione dal piglio puramente tecnico sulla “violazione del patto di collaborazione con il Comune” in quanto sarebbero venute meno le condizioni per continuare il percorso per il bene comune.

La questione sembra si sia svolta su due piani paralleli, da un lato la perquisizione per il procedimento penale, dall’altro sembrerebbe sia stata fatta una pressione nei confronti del sindaco per rescindere il patto.

E’ chiaro che il governo voglia colpire il movimento per la Palestina e voglia attaccare le lotte sociali, il Sindaco con la rescissione del patto ha spianato la strada al governo e quindi allo sgombero.

L’intervento di un’abitante del quartiere Vanchiglia al presidio permanente sorto dopo lo sgombero.

Questo sgombero rappresenta un attacco a chi ha a cuore la città di Torino e la possibilità di un vivere migliore: chi difende Torino è pronto a riprendersi i propri spazi. Il Comune farà l’utile idiota del governo Meloni?

Oggi si tratta di scendere in strada per difendere un’idea di città, un’idea di mondo, diverse.

La risposta che seguirà dovrà essere compatta e rispedire al mittente i tentativi di intimidire chi ha capito che si può contare, che insieme si possono trasformare le scelte politiche. Hanno capito che bisogna tenere conto di chi non ci sta e questo gli fa paura.

Continueremo oggi e domani e dopodomani a costruire dove distruggono, a lottare dove restringono gli spazi di agibilità, a incontrarci a creare rapporti solidali veri. Niente sarà più come prima, il campo è stato tracciato, chi con noi continua a volere un presente e un futuro diversi sa che la partita non è finita, ma solo iniziata.

TORINO: UFFICIALIZZATO LO SGOMBERO DI ASKATASUNA, “RAGGIUNGETECI PER DIFENDERE LO SPAZIO SOCIALE”. ALLE 18 LA MANIFESTAZIONE

È in corso dall’alba di questo 18 dicembre 2025 una vasta operazione di polizia al centro sociale Askatasuna di Torino, in corso Regina Margherita 47.

La Digos della questura torinese e i reparti mobili stanno effettuando perquisizioni all’interno dello stabile, liberato  dal 1996. Perquisizioni sono in corso anche in abitazioni di una decina di  militanti dello spazio sociale e dei collettivi studenteschi nell’ambito delle mobilitazioni per il popolo palestinesi che hanno riempito le strade della città in questi mesi.

Ore 12.15: l’aggiornamento con Martina, dal presidio permanente sotto la sede sgomberata.  Ascolta o scarica

Ore 11.15: il collegamento con il giornalista del quotidiano Il Manifesto Mario Di Vito, che aveva seguito il maxi processo “sovrano” contro Askatasuna. Ascolta o scarica

Ore 11.00: il collegamento con Giorgio Cremaschi, dell’esecutivo di Potere al Popolo e del Comitato dei proponenti e dei garanti per un progetto sui beni comuni. Ascolta o scarica.

Ore 10.20: confermato lo sgombero, la polizia sta murando gli ingressi di Askatasuna. Appuntamento con una manifestazione solidale alle 18 di questo pomeriggio con appuntamento in Corso Regina Margherita 47.

Ore 9.20: Proseguono le perquisizioni di Polizia mentre si ingrossa il presidio di compagne e compagni all’esterno di Askatasuna.

Un altro aggiornamento con Martina. Ascolta o scarica.

Ore 8.10: Si teme possa andare nella direzione di uno sgombero o uno sequestro dello spazio sociale torinese. L’appello è quello di raggiungere Corso Margherita 47. Un aggiornamento con Martina. Ascolta o scarica.

Ore 7.05: L’operazione sarebbe collegata alle inchieste di polizia sulle manifestazioni per la Palestina nei mesi scorsi. Si teme però possa trattarsi anche di uno sgombero ed è stato lanciato un appello a raggiungere lo spazio, come ci spiega Martina dal presidio allestito all’esterno di Corso Regina Margherita. Ascolta o scarica

La polizia apre gli idranti contro il Presidio Permanente.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Divise & Poteredi redazioneTag correlati:

askatasunagoverno melonipalestinaPiantedosisgomberotorino

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Competizione USA-Cina e impatti sul mercato dell’energia

Chi guadagna dal blocco dello Stretto di Hormuz? ENI, ad esempio. Si parla di dividendi straordinari per la società di Descalzi da quando il petrolio è stabile sui 90 dollari, con oscillazioni che vanno sino a oltre i 100.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Quindi no!?!

La campagna referendaria sta giungendo al termine e lo scenario che si profila per il governo è più che incerto.
L’ennesima grossa magagna si interpone al cammino governativo che, fino alle mobilitazioni di settembre ottobre 2025, appariva privo di inciampi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Operazioni di polizia in Tunisia contro la Global Sumud Flotilla

A partire dal 6 marzo le autorità tunisine hanno arrestato  diversi membri, attuali ed ex, della Global Sumud Flottilla e li hanno portati all’Unità Investigativa della Garde National a El Aouina, Tunis Capital.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi ha paura della pace?

L’Università di Pisa fa sparire il presidio di Pace dei “Tre Pini”

Immagine di copertina per il post
Confluenza

L’inganno nucleare torna in auge: ma quale sovranità energetica?

In queste settimane di escalation bellica a livello globale fa capolino la malaugurata idea di intervenire sulle conseguenze della crisi energetica facendo ricorso a un’energia costosissima, assolutamente non sicura e altamente inquinante in quanto produttrice di scorie che non si sa come smaltire, come il nucleare.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Guerra all’Iran: da un certo punto in là non c’è più ritorno

Ad oggi è possibile sostenere che gli USA non si aspettassero una durata della guerra di questo tipo. Nessun segno di de-escalation: gli attacchi aerei contro l’Iran si intensificano nella seconda settimana di guerra. I bombardamenti su Teheran sono indiscriminati, ospedali, scuole, civili, depositi di petrolio nel centro della città.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La réclame, ancor prima della talpa

Prosegue la narrazione sensazionalistica sull’avanzamento della Torino-Lione.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele ostacola la ripresa dell’istruzione a Gaza a causa del continuo Scolasticidio

Oltre il 90% delle scuole di Gaza è stato danneggiato e la stragrande maggioranza è ancora utilizzata come rifugio per gli sfollati.

Fonte: English version da Invictapalestina

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Asse del Caos

da Machina

La guerra contro l’Iran segna un ulteriore salto nell’escalation mediorientale guidata da Israele e Stati Uniti. Le ritorsioni iraniane sulle infrastrutture energetiche del Golfo mostrano quanto fragile sia l’equilibrio globale costruito su petrolio e rotte commerciali. Sullo sfondo emerge un progetto più ampio dell’«Asse del Caos»: indebolire e frammentare gli Stati della regione, con conseguenze difficilmente controllabili.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Dopo sgomberi, cariche e arresti, continua a la resistenza del rione Pilastro di Bologna

Da ormai due mesi il comitato Mu.Basta, nel rione Pilastro di Bologna, si oppone alla realizzazione di un museo nel parco Moneta Mitilini Stefanini, il principale del quartiere.