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Torino: i rifugiati dell’ex Moi respingono le provocazioni di Lega e Fdi

La visita era stata organizzata dalla Commissione Consiliare di Controllo di Gestione e vedeva in prima fila, con chiaro intento provocatorio, alcuni consiglieri di Fratelli d’Italia e della Lega Nord. Nonostante il poco preavviso, nella serata di ieri era stato quindi lanciato dai rifugiati un appello alla mobilitazione per impedire a questi figuri di varcare indisturbati le porte dell’ex Moi. Per il timore di contestazioni questa mattina il Comune di Torino ha poi annunciato all’ultimo minuto la revoca del sopralluogo ma Maurizio Marrone di Fdi (noto per aver fatto carriera tra le fila dell’associazione universitaria neo-fascista del Fuan…) e alcuni consiglieri leghisti e di Forza Italia hanno deciso comunque di recarsi sul posto “a titolo personale…”.

Un partecipato presidio composto da rifugiati, solidali e abitanti del quartiere si è quindi radunato di fronte alle ex palazzine olimpiche a partire dalle 10. Tutt’attorno un dispiego spropositato di polizia e agenti della Digos. 

Intorno alle 12.30 l’arrivo dei consiglieri è stato accolto da fischi e contestazioni e il presidio gli ha impedito di entrare all’ex Moi. I rifugiati hanno denunciato il chiaro intento provocatorio di Fdi e Leghisti, a caccia di uno scontro a tutti i costi con cui guadagnare un po’ di visibilità mediatica. Gli occupanti hanno avuto dei brevi confronti verbali coi consiglieri ma hanno soprattutto svelato il tentativo di criminalizzare l’occupazione delle palazzine cavalcando i problemi del quartiere Lingotto in cui sorgono. Il vero intento di Marrone e soci non era infatti certo quelli di accertarsi delle condizioni in cui vivono i rifugiati, bensì di cercare una sponda sui disagi della zona, un quartiere periferico abbandonato dalle istituzioni (le palazzine olimpiche lasciate per anni al degrado sono solo un esempio), per poi strombazzare le solite retoriche xenofobe e securitarie, magari cercando un pretesto per cacciare i rifugiati.

Non è un caso, infatti, che nel pomeriggio nella vicina piazza Galimberti proprio Fratelli d’Italia avesse convocato un presidio “contro il degrado”, che si è svolto in maniera silenziosa e blindatissima mentre tutt’attorno i rifugiati hanno dato vita a un volantinaggio informativo per spiegare che i problemi della zona non derivano dalla loro presenza all’ex Moi ma i responsabili siedono altrove.

Nei prossimi giorni alla casa del quartiere del Lingotto si terrà un momento di confronto aperto e rivolto a tutti gli abitanti in cui discutere delle problematiche della zona.

 

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pubblicato il in Intersezionalitàdi redazioneTag correlati:

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