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Calais,migliaia di migranti iniziano ad essere deportati in una Europa avara di solidarietà

I media nostrani si stanno applicando a fare da sponda ai colleghi generalisti d’oltralpe, con l’ ANSA che ha definito “un inferno” la Jungle, luogo diventato patria quasi forzata per approssimativamente 10mila persone migranti.

Le resistenze all’ interno del campo sono state al momento neutralizzate dall’ ingente presenza di forze dell’ ordine armate, aggiuntesi a quelle già presenti nel circondario di Calais con l’ utilizzo di grossi bus a più piani.
Nel vortice della disputa francese e non solo, nell’ incalzare di una propaganda mediatica nazionalista senza esclusioni di colpi e con pochi riguardi di umanità per le migliaia di persone giunte dopo infiniti esodi rifuggendo povertà e situazioni a rischio per la propria esistenza, l’aria attorno alla Jungle si è fatta man mano pesante fino a diventare irrespirabile nelle ultime settimane.
Irrespirabile come i lacrimogeni lanciati ieri notte contro i migranti che si sono frapposti all’ inizio delle operazioni o come quelli destinati a chi si è ribellato al muro della vergogna voluto a Calais dal Governo Inglese.

Calais come simbolo della cristallizzazione dell’ innalzarsi di nuove barriere e della incapacità di forme di solidarietà efficaci a poterne contrastare il loro sorgere in un contesto globale che tra crisi in “occidente” da una parte, e focolai di guerre per le risorse strategiche dall’ altra, mette all’ ultimo posto la dignità degli uomini poveri e l’umanità nei loro confronti.

Ora ci si chiede di prestare attenzione acché i bambini sgomberati non finiscano nelle mani di trafficanti; pare che siano 1291 i minori non accompagnati che resteranno a Calais in attesa di una collocazione certa, il che la dice lunga sulla preparazione di questa operazione, portata a livello militare ma senza alcuna strategia pregressa effettivamente mirata di collocamento di persone, se non di un eventuale reinserimento in una società che in buona parte li sta ripudiando e in cui peraltro non vorrebbero stare. Citando una frase apparsa in queste ore sul web: “Radunati all’alba. Impacchettati e spediti altrove. Questa è l’idea di “accoglienza” della Fortezza Europa”

 

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pubblicato il in Intersezionalitàdi redazioneTag correlati:

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