Firenze. Studentesse contro la lega: in piazza per dire NO al ddl Pillon

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Nella giornata di mobilitazione nazionale di Non una di meno contro il disegno di legge del senatore leghista Simone Pillon a Firenze 400 donne e uomini sono scese e scesi in piazza per ribadire che nessuno può parlare sui corpi delle donne.

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Gia il 26 ottobre, nella manifestazione studentesca contro il razzismo, le studentesse lo avevano espresso chiaramente, puntando il dito contro tutte le strumentalizzazioni.

Il corteo, organizzato dal Collettivo femminista Spine nel Fianco e aperto da tante studentesse delle scuole superiori fiorentine, si è snodato per il centro della città, affermando a gran voce un concetto chiaro: schifiamo chi pretende di decidere sui nostri corpi, chi pretende di condizionare le nostre vite dalle stanze del potere, chi si rifiuta di ascoltare le nostre voci.
Primo tra questi il sen. Pillon che, oltre ad essere il promotore di un disegno di legge che mette in discussione la libertà delle donne e i diritti dei bambini, rilascia spesso dichiarazioni aberranti, come quelle con le quali esprime la sua volontà di vietare l'aborto.

Ma nel mirino delle studentesse di Firenze non c'è solo lui: vengono attaccati anche il leader della Lega, Matteo Salvini, e il suo sostegno al neo presidente del Brasile Jair Bolsonaro, il quale più è più volte ha dimostrato di essere omofobo, razzista e di odiare le donne. A più riprese è stato scandito il coro "Ele Nao", lui no, motto del movimento delle donne brasiliane contro Bolsonaro.
La lista dei nemici delle donne, però, non finisce certo qua e non conosce ovviamente colori di partito: chiamato in causa anche il sindaco di Firenze, Dario Nardella. Nessuna ha dimenticato né perdonerà la giustificazione da parte sua  dello stupro di due studentesse americane da parte dei carabinieri, lo scorso anno.

Su uno dei ponti della città il corteo si è fermato in ricordo di Violeta , bruciata viva dal marito solo pochi giorni fa in provincia di Salerno. Per lei è stata letta una lettera ed è stato aperto uno striscione sul quale si leggeva: "Per Violeta e per tutte noi, è finito il tempo della pazienza". La mobilitazione si è conclusa sotto la redazione del quotidiano La Nazione, dove tante studentesse hanno letto articoli sessisti, poi stracciati e gettati in un water. Questa la risposta a media e stampa, che danno voce alla propaganda di politici di ogni sorta sui corpi delle donne, insinuano il dubbio sulla loro parola e negano la loro voce.
Dalla piazza finale è stato rilanciato il corteo nazionale del 24 a Roma: "Scenderemo di nuovo in piazza per dire a tutti i Pillon, i Salvini, i Bolsonaro e i Nardella del mondo che è finito il tempo della pazienza, e a nessuno verrà più permesso di parlare sui nostri corpi!".

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