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Ancora repressione sulle lotte per la Palestina a Torino

Questa mattina, con un’operazione di polizia all’alba sono stati notificati 5 arresti domiciliari e 12 obblighi di firma ad altrettanti compagni e compagne come esito di un’operazione della DIGOS di Torino, durata mesi, contro le lotte per la Palestina in città.


Dai cortei oceanici che assediarono Leonardo all’ingresso dentro le ogr fino al blitz a città metropolitana e la Stampa, la procura di Torino continua a costruire il proprio castello di carte.

Fra i tanti reati imputati ci sono i blocchi stradali e ferroviari, indice della volontà sia di colpire una pratica messa in atto da migliaia e migliaia di persone in tutta italia, sia del fatto che il movimento di settembre e ottobre ha fatto veramente paura.

A Torino da mesi si stanno susseguendo operazioni di polizia quasi settimanali contro le lotte, in un attacco che non accenna a fermarsi, ma anche le lotte non si fermano, saremo già da questo weekend a Livorno per il convegno “per realizzare un sogno comune” organizzato dalla rete infoaut. Sarà un momento di condivisione e di analisi di come organizzarci insieme all’altezza della fase e del periodo che stiamo attraversando.

Tutte e tutti liberi, solidarietà agli arrestati e alle arrestate!

Da Network Antagonista Torinerse

TORINO: NUOVA OPERAZIONE REPRESSIVA CONTRO LA SOLIDARIETA’ CON LA PALESTINA

da Radio Onda d’Urto

Palestina, Italia e Torino. con l’ennesima operazione di polizia all’alba di giovedì 19 febbraio. Sono 18 le misure cautelari – 5 arresti domiciliari, 12 obblighi di firma quotidiani e 1 divieto di dimora – contro 11 compagni e 7 compagne disposte, a cui aggiungere 21 perquisizioni domiciliari all’alba e svariate denunce a piede libero per, a vario titolo danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale.

Questo l’esito della nuova ondata di misure volta a colpire le lotte per la Palestina in città. “Dai cortei oceanici che assediarono Leonardo all’ingresso dentro le Ogr fino al blitz a Città metropolitana e la Stampa, la procura di Torino continua a costruire il proprio castello di carte” commentano infatti, in prima battuta, compagne-i torinesi.

Su Radio Onda d’Urto l’intervista a Umberto, compagno di Askatasuna.

Comunicato di solidarietà di Torino per Gaza

Non c’è altro da fare che continuare a lottare.
Solidarietà all3 compagn3 colpit3 dalle misure repressive.

Questa mattina, un’ulteriore operazione repressiva ha colpito all’alba giovani compagne e compagni del Coordinamento Torino Per Gaza per fatti relativi alle mobilitazioni per la Palestina svolte durante il Blocchiamo Tutto.
5 arresti domiciliari e 12 obblighi di firma ai danni di altrettanti compagn3 colpevoli insieme ad altre milioni di persone, di aver partecipato a quel movimento oceanico che per settimane ha inchiodato il governo Meloni alle proprie responsabilità nelle complicità al genocidio del popolo palestinese, nella sudditanza a Usa e Israele e nell’aggravarsi dello scenario di guerra globale in cui ci troviamo.
Il governo italiano, tanto impegnato nella guerra interna contro il dissenso, è entrato anche nel Board of Peace di Trump per colonizzare definitivamente la Palestina, pronto a banchettare sul sangue dei palestinesi.
Nell’ultima settimana gli attacchi delle forze di occupazione israeliana hanno fatto più di 32 martiri a Gaza, ferendo almeno altre 74 persone, e arrestandone almeno 126 inclusx bambinx in Cisgiordania.
Il parlamento israeliano ha approvato una misura per annettere definitivamente la Cisgiordania, e mantenere parziale la riapertura del valico di Rafah.
Investigazioni internazionali stanno riportando che nel corso di questi anni di genocidio i corpi di quasi 3000 persone sono stati resi introvabili a causa dell’uso da parte di Israele di armi proibite dal diritto internazionale, ordigni talmente letali da fare evaporare le persone direttamente colpite.
E i criminali siamo noi. Netanyahu può sorvolare senza timori l’Italia nonostante un mandato di arresto internazionale, mentre giovani studenti vengono rinchius3 ai domiciliari per aver preteso la fine dello sterminio di un popolo.

Sappiamo di essere dalla parte giusta della storia e l’accanimento dello Stato contro chi si assume la responsabilità di lottare per la giustizia ce lo conferma. Se per loro siamo un problema, allora rappresentiamo un pezzo della soluzione alle barbarie che la storia sta consumando contro i popoli di tutta la Terra.
Ovunque nel mondo si lotta in maniera sempre più determinata, la mobilitazione popolare continua a vincere e supportare la resistenza del popolo palestinese.
Dobbiamo guardare oltre i confini e renderci conto che siamo ancora, nonostante tutto, una forza dirompente che non potranno annientare facilmente.
Non c’è altro da fare che continuare a lottare.

Teniamo alta l’attenzione e non lasciamo indietro nessunx:

dona alla cassa di Resistenza per affrontare le spese legali
Corteo Regionale 14 marzo contro la paura!

Solidarietà all3 compagn3 colpit3 dalle misure repressive!
Palestina libera!

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