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La Campania grida: “Jatevenne”, in diecimila al corteo contro il biocidio

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Il fiume in piena e’ tornato a solcare le strade di Napoli, in circa diecimila infatti hanno risposto all’appello della rete Stop Biocidio per il corteo di Sabato 24 marzo a Napoli a difesa dei territori e contro la devastazione ambientale.

Reti, associazioni, centri sociali, ma soprattutto le migliaia di donne e uomini che da venti anni animano comitati, lotte, presidii, sono scesi in piazza al grido di “Jatevenne” (Andate via!) indirizzato alla classe politica corrotta che da anni gestisce in modo criminale i territori e soprattutto all’indirizzo del Governatore De Luca e della sua giunta.

Una piazza composita e variegata che andava dai comitati napoletani come il Comitato No Discarica Chiaiano, il Comitato No Biodigestore Napoli Est, No Inceneritore Giugliano, alle vesuviane Mamme Vulcaniche, comitati dal salernitano e dal beneventano e in tanti dalla provincia di Caserta come il Comitato Cittadino Bellona Maipiuilside e il Comitato per l”Agro Caleno. Tantissime storie e percorsi che in piazza raccontavano oltre venti anni di mobilitazioni popolari, cortei, conflitti che hanno attraversato la Campania in lungo e in largo.
Il lunghissimo corteo dopo aver attraversato le strade del centro cittadino si e’ concluso a Santa Lucia sotto il palazzo della Regione dove i manifestanti hanno lanciato centinaia di sacchetti della spazzatura proprio per voler restituire simbolicamente a De Luca e alla Regione tutta la “monnezza” su cui la classe politica ha speculato e devastato.
Quella di sabato resta un primo momento di ripresa per le mobilitazioni campane a difesa dei territori, ma soprattutto una prima vera risposta sociale di opposizione alla giunta De Luca e al suo strapotere soprattutto in ambito di gestione del ciclo dei rifiuti e in merito alla gestione della costruzione di nuovi impianti. Una fiumana di uomini e donne ha sfiduciato dal basso e grazie alle lotte popolari la giunta De Luca portando la rabbia e l’indignazione delle comunita’ che abitano i territori fin sotto i palazzi del potere, anche grazie alle inchieste giornalistiche degli ultimi tempi che hanno portato allo scoperto i meccanismi criminali di speculazione e di messa a profitto dei territori. Un primo importante momento di ripresa per la mobilitazione in Campania ma che comunque lascia ancora aperte le decine di lotte e di resistenze su tutto il territorio regionale, la piazza e’ stata quindi anche occasione per il lancio di ulteriori date di mobilitazione con l’intento di riversare questo nuovo ciclo sui territori a cominciare dal 14 aprile a Bellona (Caserta) per la bonifica dell’ex Ilside, sito di stoccaggio di rifiuti pericolosi dato alle fiamme nel luglio 2017.
Saranno indette, sempre dalla rete Stop Biocidio, ulteriori appuntamenti di confronto e di organizzazione nelle prossime settimane per continuare il lavoro che ha portato alla mobilitazione di sabato e per continuare a costruire la risposta popolare a difesa della salute e dei territori.

 

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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