InfoAut
Immagine di copertina per il post

Officina 99 non è un problema di ordine pubblico, ma una risorsa sociale collettiva

Riceviamo e pubblichiamo volentieri…

In relazione alle notizie apparse sulla stampa riguardo una richiesta di sgombero del centro sociale Officina 99, riteniamo necessario chiarire alcuni punti.

L’intervento delle forze dell’ordine è avvenuto a seguito di una richiesta di soccorso per una persona che non si è sentita bene durante un evento musicale. Chiamare i soccorsi e collaborare con le autorità sanitarie è un atto di responsabilità, non un elemento che possa giustificare la chiusura di uno spazio.
In trent’anni di attività, Officina 99 ha ospitato centinaia di iniziative culturali, musicali e sociali, offrendo alla città uno spazio accessibile, autogestito e gratuito, in un territorio privo di alternative.

Episodi di malore o abuso di alcol avvengono quotidianamente in locali privati, discoteche, feste di piazza e grandi eventi, senza che questo comporti la messa in discussione dell’esistenza di quegli spazi. Applicare criteri diversi a realtà sociali autogestite significa fare una scelta politica, non garantire sicurezza. Si tratta di scelte ormai consolidate da parte di questo governo che, se da una parte si mostra garantista con i poteri forti quando corrompono, imbrogliano, sperperano denaro pubblico ai danni della collettività, dall’altra crea false emergenze securitarie per colpire i soggetti deboli, chi si muove per una cultura e una socialità dal basso, fuori dalle logiche del profitto, per chi costruisce lunghi di aggregazione e partecipazione politica costruendo coscienza critica rispetto allo stato di cose presente.

Ricordiamo che il primo atto di questo governo è stato il decreto anti rave cui ha fatto seguito il decreto sicurezza, un insieme di norme repressive di tipo propagandistico con il principale obiettivo di reprimere sempre più duramente qualunque forma di dissenso esca dagli schemi preordinati, il tutto con un impressionante aumento delle pene a fronte di tribunali che non reggono la mole di lavoro ordinaria e carceri oltre la soglia del collasso.

Riteniamo quindi inaccettabile che si utilizzi il pretesto dell’ordine pubblico per colpire uno spazio che da decenni svolge una funzione politico sociale riconosciuta e partecipata.

Una richiesta di sgombero in linea con quanto è accaduto negli ultimi mesi a Milano e Torino con lo sgombero di due centri sociali storici come il Leoncavallo e Askatasuna. In linea con gli sgomberi annunciati su Roma in particolare contro lo Spin Time ma con una lista molto lunga.

Non possiamo non notare come questi attacchi del governo avvengano proprio in quei comuni che non controllano e in cui le giunte comunali cercano un dialogo costruttivo con le realtà occupate.

Chiediamo al Comune di Napoli di assumersi la responsabilità politica di una scelta che riguarda il modello di città che si intende costruire: una città che chiude spazi di aggregazione o una città che li riconosce, li tutela e dialoga.
Officina 99 è disponibile al confronto pubblico, ma respinge con forza ogni ipotesi di sgombero coatto mascherato da misura di sicurezza.
La sicurezza nasce dalla socialità, non dalla repressione.

A fronte di queste riflessioni proponiamo un’assemblea pubblica anche in vista dell’assemblea nazionale di Torino e del corteo nazionale che li si svolgerà a fine mese.

CSOA Officina 99

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Divise & Poteredi redazioneTag correlati:

askatasunacarabinierinapoliofficina 99sgombero

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Il fortino più costoso di Torino

In questi giorni il sindacato di Polizia Siap ha diffuso a mezzo stampa i numeri di quanto costa mantenere militarizzato il centro sociale Askatasuna e le vie limitrofe: 5 milioni e mezzo spesi in 6 mesi. Quasi un milione al mese.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Seano (Prato): sgombero poliziesco del picchetto operaio alla acca. Domenica 5 luglio nuova mobilitazione di piazza.

Lotte operaie. Sgombero poliziesco all’alba di oggi, venerdì 3 luglio 2026, del picchetto alla Acca di Seano, Prato, azienda di consegna pronto moda in tutta Europa che ha annunciato la chiusura, lasciando a casa 100 lavoratori. Dal 20 giugno è in corso un presidio-picchetto no stop, con Sudd Cobas, per impedire che l’attività continui come nulla fosse, mentre 100 lavoratori –migranti – sono sull’orlo del licenziamento. Una lotta dura, passata anche dal pestaggio di massa di qualche giorno fa, con un nugolo di padroncini arrivati ad hoc a Seano per caricare il picchetto, facendo alcuni feriti persino tra i poliziotti.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Sciopero In’s polo logistico di Tortona: la polizia tenta di sgomberare il presidio ma lo sciopero continua

Ancora un tentativo di sgombero del presidio dei lavoratori In’s nel polo logistico di Tortona (AL) al sesto giorno di sciopero: ma il presidio operaio va avanti.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Per il reintegro immediato dei licenziati Logiport e De Luca

Ripubblichiamo l’appello a mobilitarsi contro i licenziamenti del SI Cobas Napoli-Salerno e numerose altre realtà.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Evento cancellato, causa? Abuso di potere

Riceviamo e pubblichiamo volentieri dal Kollettivo Radice un comunicato in merito a un’iniziativa di socialità e musica ostacolata dalle forze dell’ordine locali.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

In migliaia abbiamo invaso il cantiere!

Un primo maggio di lotta straordinario a Bagnoli in oltre 4000 da Fuorigrotta a Bagnoli fino dentro al cantiere.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Primo maggio: Torino si schiera contro la guerra

Per liberare il quartiere Vanchiglia oggi un altro passo è stato fatto.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Vanchiglia una comunità che non si piega!

Da quasi 5 mesi il quartiere di Vanchiglia a Torino è militarizzato. Dallo sgombero del centro sociale Askatatasuna il 18 dicembre 2025, migliaia membri delle forze dell’ordine si sono dai il cambio a presidiare un palazzo vuoto e murato, chiudendo spesso e volentieri le vie limitrofe.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino, Vanchiglia, Festival Altri Mondi / Altri Modi: video del dibattito “Orizzonti di guerra: imperialismo e resistenza”

Si è conclusa la prima settimana di Festival Altri Mondi / Altri Modi che riprenderà dal 28 Aprile al 3 Maggio con la programmazione. Pubblichiamo il video del dibattito che si è tenuto domenica 26 Aprile con Youssef Boussoumah e Brahim Baya. Un momento di riflessione attorno alla lettura della guerra imperialista, quali sono le […]