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Se Harry scoperchia il vaso di Pandora

Siamo con le mani e i piedi nel fango, a Locri come a Catanzaro Lido, nelle aree interne e sulle coste, costretti a contare i danni devastanti provocati da un evento naturale atteso da giorni, non improvviso.

Il ciclone Harry, come fenomeno naturale, non è conseguenza del maltempo, ma dei cambiamenti climatici che stanno interessando anche il Mediterraneo, la devastazione e il dramma sociale ed economico a cui stiamo assistendo in queste ore, invece, sono solo ed esclusivamente conseguenza dell’inazione della classe politica di ieri e di oggi.

Gli eventi estremi, con il passare degli anni, diventeranno la normalità, sono già una normalità.

La responsabilità politica dei danni è di chi governa e di chi ha governato il Paese e la Regione, che non hanno avuto e continuano ostinatamente a non avere la volontà politica di fare l’unica cosa che serve: *mettere in campo un piano di investimenti pubblici per la cura e la messa in sicurezza del territorio, della nostra Calabria.

Poi sono pronti a indossare la felpa della Protezione Civile e a fare appelli alla responsabilità e all’attenzione. Ma qui gli unici con senso di responsabilità siamo noi calabresi, che la mattina ci alziamo per andare a lavorare, mentre a Roma come alla Cittadella si ostinano a seguire priorità distanti dai nostri bisogni.
La Calabria reale chiede ospedali, acqua corrente, trasporti efficienti, servizi nei piccoli comuni, una transizione energetica giusta e i partiti che governano rispondono rilanciando il progetto fallito del Ponte sullo Stretto e miliardi su miliardi per il riarmo.

Siamo impegnati, sui nostri territori, a contare i danni, a spalare fango e a capire come risollevarci economicamente dal dramma provocato da una classe dirigente inadeguata e colpevole.

Non dimentichiamo le immagini di queste ore. Meloni e Occhiuto, nei fatti negazionisti della crisi climatica, devono dare risposte qui e ora, risorse per le famiglie colpite e investimenti per la messa in sicurezza del territorio. Da queste priorità non si scappa.

Noi non possiamo affidarci alla speranza o alla buona volontà di chi ha già dimostrato, e continua a dimostrare, di disinteressarsi alle esigenze dei calabresi. Questi eventi infatti, si legano drammaticamente ai processi di spopolamento ed emigrazione già in atto nei nostri territori aumentandone l’impatto sulla nostra società. Siamo chiamati oggi, più che mai, a rafforzare presenza, denuncia e mobilitazione sociale nei nostri piccoli paesi e nelle nostre città.

Calabria, 22.01.2026

La Base – Cosenza
Addunati -Lamezia Terme
Le Lampare – Cariati
No Ponte – Calabria
CSC Nuvola Rossa – Villa San Giovanni
USB – Catanzaro
COLPO – Paola
Equosud – Reggio Calabria
Colli Attivi – Catanzaro
Movimento terra e libertà – Calabria
Associazione culturale “I sognatori
Rinascita per Cinquefrondi
Coordinamento Locride per la Palestina

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