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Voto in Baviera: crollano i partiti della Grosse Koalition

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Il voto regionale di ieri in Baviera ha confermato anche nel land più ricco di Germania una tendenza ormai diffusa in tutto il mondo occidentale: quella della diffusa ostilità elettorale verso i partiti ritenuti responsabili e artefici dell’attuale assetto politico ed economico.

L’Unione dei Cristiano-Sociali, da sempre al governo nel land e alleato della CDU su scala nazionale, ha ottenuto uno dei peggiori risultati della sua storia a livello locale, fermandosi intorno al 35%.

Il voto più che una sconfitta per la Merkel lo è per il suo ministro dell’Interno Seehofer, propugnatore di una linea più oltranzista sul tema dei movimenti migratori al punto tale di minacciare negli scorsi mesi la tenuta del fragile governo di Grosse Koalition.

La debacle dell’ozpione di Seehofer, che sembra aver più che altro spostato voti verso l’Afd, porterà probabilmente ad un rafforzamento della linea Merkel verso le elezioni europee. Ovvero, tenuta dei confini e controllo delle migrazione, ma nell’ottica degli accordi vigenti come quelli di Dublino e senza toni alti e respingimenti al confine come preannunciato da Seehofer.

Sul lungo periodo e dati questi numeri è facile immaginare però che la possibilità di nuove forme di accordo di governo tra CSU e SPD scricchiolerànno: la SPD non ha raggiunto neanche il 10% dei consensi.

Molto positivo il risultato dei candidati dei Verdi, trainati da una campagna giocata invece a favore dei migranti oltre che sui classici temi ambientali, che hanno sfiorato il 20% risultando i vincitori della consultazione. Buon risultato, ma senza sfondamento, degli xenofobi dell’Afd. Fuori invece la Linke, mentre per il governo l’esito più probabile sarà una coalizione tra CSU, i Demcoratici-Liberali e il movimento dei Liberi Elettori.

Hanno sicuramente giocato un ruolo nelle elezioni le centinaia di migliaia di persone scese in piazza contro il razzismo sabato a Berlino, così come le proteste popolari contro i progetti di devastazione territoriale della foresta di Hambach, che hanno messo in luce e fatto discutere in maniera forte nelle ultime settimane sui temi ambientali cari ai Verdi.

Ma soprattutto il tema migratorio sembra essere risultato decisivo, divenendo spartiacque della competizione politica in linea con quanto avvenuto in tante altre parti d’Europa. A pochi giorni dal Consiglio sulla Brexit che si occuperà anche di difesa dei confini e sicurezza comune, su questa frontiera si ridefiniscono le opzioni politiche anche in Germania, e in questo caso sembra non con l’esito a cui siamo stati abituati nelle recenti consultazioni italiane, austriache e svedesi.

I fatti di Chemnitz delle scorse settimane sembrano avere avuto un impatto sociale ben oltre la dimensione locale, cosi come le mobilitazioni che ne sono seguite in tante città tedesche. Le prossime elezioni locali, in programma tra due settimane, diranno di più sulle tendenze in corso nel principale Stato dell’Unione.

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