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Palestina, cruccio elezioni nei Territori

 

Hamas, il movimento islamico che controlla la Striscia di Gaza, “non prenderà parte alle elezioni”: il portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum, ha dichiarato che l’organizzazione “non legittimerà le consultazioni e non ne riconoscerà i risultati”. Sabato scorso l’Anp ha deciso di indire le elezioni – presidenziali e parlamentari – da tenersi entro settembre in Cisgiordania, Striscia di Gaza e Gerusalemme est. Hamas ritiene che le elezioni possano tenersi solo dopo il completamento di una riconciliazione con Fatah e che la chiamata alle elezioni dell’Olp è illegale dal momento che “le elezioni sono una questione nazionale e che secondo gli accordi firmati al Cairo nel 2005 si dovrebbe votare anche al di fuori dei territori palestinesi”.

 

Nel frattempo il premier di Fatah a Ramallah, Salam Fayyad, ha presentato le dimissioni del suo governo al presidente Abu Mazen, che resta orientato ad affidargli l’incarico di formare un nuovo esecutivo. Inoltre, sabato erano arrivate anche le dimissioni dello storico negoziatore capo Saeb Erekat, per la sua responsabilità nella divulgazione di file segreti, i cosidetti “Palestine papers”, sottratti dal suo ufficio e pubblicati da Al Jazeera, dai quali sono emerse le scandalose concessioni che sarebbero state offerte sottobanco a Israele da Erekat e altri esponenti palestinesi durante i negoziati di pace con il governo del precedente premier israeliano Ehud Olmert. Oggetto della discordia le rinunce clamorose di una parte di Gerusalemme est e il ritorno di centinaia di migliaia di profughi palestinesi nelle terre da cui furono cacciati a causa della guerra d’Israele.

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