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Messico, mattanza della polizia contro insegnanti in lotta per Ayotzinapa

A due giorni dal compimento del quinto mese dalla tragedia di Iguala, in cui 43 studenti della Scuola Normale Rurale Raúl Isidro Burgos di Ayotzinapa furono rapiti dalla polizia locale e risultano tuttora scomparsi, il Governo messicano dimostra ancora una volta che l’unico terrorismo nel paese è quello perpetrato dallo stato nei confronti dei suoi cittadini.

Nella tarda serata di ieri, infatti, una mobilitazione del sindacato della scuola Coordinadora Estatal de Trabajadores de la Educación de Guerrero (CETEG), durante la quale era prevista l’occupazione dell’aeroporto di Acapulco, è stata violentemente repressa nel sangue dalla polizia federale.

Le richieste degli insegnanti riguardano i pagamenti arretrati per coloro che hanno preso parte alla lotta per la presentazione in vita dei 43 normalistas scomparsi: sono infatti almeno 94.000 i dipendenti pubblici dello Stato del Guerrero che non hanno ricevuto i loro stipendi. Il tavolo delle trattative previsto con il Ministero dell’interno è stato sospeso intorno alle 11 del mattino, e subito dopo Policía Federal e Gendarmería hanno attaccato il presidio sotto al Magistero con cariche e lacrimogeni, nonostante le prime file di manifestanti fossero composte per lo più da donne e bambini.

La testimonianza di un insegnante presente durante le cariche all’emittente indipendente Regeneración Radio riporta la presenza di cecchini e di violenze sessuali perpetrate dai militari nei confronti degli insegnanti; sembra inoltre che i federali in antisommossa abbiano tentato di entrare con la forza nel magazzino in cui diversi manifestanti avevano trovato riparo.

In tarda serata si contano almeno 50 feriti, tra cui alcuni molto gravi, testimoniati dai numerosi video e dalle fotografie dei media indipendenti (che hanno così immediatamente smentito le fonti della polizia che parlavano di soli 4 feriti) e risultano 106 arresti. Migliaia i poliziotti in strada ad Acapulco e numerose persone riferiscono di posti di blocco in tutta la città; a Chilpancingo, i normalistas di Ayotzinapa e i militanti della CETEG hanno improvvisato barricate in solidarietà con gli insegnanti sgomberati e sono stati successivamente attaccati dalla polizia.

Numerosi presidi e cortei di solidarietà sono stati indetti in tutto il paese per la giornata di mercoledì, tra cui una manifestazione a Città del Messico. A fine giornata è poi giunta una notizia confermata nelle ultime ore: almeno un insegnante, Claudio Castillo Peña, è morto durante gli scontri con la polizia.

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