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Lotte anticorruzione e acampadas in Spagna!

 

A fronte di un tacito assenso della maggiorparte dell’arco istituzionale,Rajoy & Co han paventato, sin dopo l’ importante sciopero transnazionale del #14N di non essere affatto intimoriti dal malumore serpeggiante negli strati impoveriti della società. Ma il recentissimo scandalo di corruzione in seno proprio al Partito Popolare, congiuntamente alla pressione delle piazze, nonché al radicalizzarsi di piattaforme permanenti e dalla composizione variegata di specifici settori in lotta, stanno mettendo in luce notevoli cedimenti del Governo e dello stesso Rajoy. Quest’ ultimo, bersagliato anche da figure di spicco dell’alta sfera culturale spagnola, non si è letteralmente presentato alle ultime due riunioni del Consiglio dei Ministri, né si è espresso sulla vicenda corruzione che lo riguarda personalmente con implicazioni dirette . La vice-presidente del Governo Soraya Sáenz de Santamaría, dal suo canto si è affrettata a giurare di fronte al mainstream sull’immacolatezza del premier galiziano, probabilmente facendo storcere il naso a molti suoi stessi elettori e alle fazioni moderate del Partito.

Al susseguirsi di notizie e di charlas (discussioni) e asambleas, le piattaforme di movimento si sono mosse e così diverse migliaia di persone sono tornate in strada il 31 gennaio davanti alle sedi del Partido Popular a Madrid come a Barcellona per protestare per l’appunto contro la corruzione, il giorno stesso della pubblicazione di vari documenti elaborati dal tesoriere Luìs Barcenas che mostravano pagamenti in nero e donazioni illegali alle imprese da parte del Partito Popolare. Un primo focolaio di piazza “indignata”, pronto ad esplodere, visto che alle proteste di fronte alle sedi del partito di destra (protette al solito da celere e transenne) avvenute ieri sera, è seguita la prima costituzione di acampada, a Plaza San Jaume, Barcellona. 

Una acampada sicuramente non impressionante nei numeri, ma che va letta come un esplicito segnale di richiamo del movimento catalano contro la crisi affinchè nelle altre regioni si dia una accelerazione alle proteste e all’organizzazione di momenti di piazza allargati e incisivi. Segnale avvenuto peraltro nemmeno un paio di settimane dopo un’altra indicazione di radicalizzazione delle lotte in Catalogna, sul fronte del diritto all’abitare.

Il lancio dell’ acampada a Barcellona ha provocato da subito un effetto-domino e svariate piazze stanno lanciando in queste ore concentramenti in questo fine settimana,da Puerta del Sol a Huelva.

In contemporanea le lotte nella sanità, (la “marea Blanca”), supportate anche dai movimenti studenteschi, continueranno come negli ultimi 3 mesi a farsi sentire contro le ulteriori privatizzazioni, che guarda caso si legano a doppio filo con i casi di corruzione che rischiano di far saltare il banco parlamentare e destabilizzare in maniera decisiva il quadro istituzionale, quantomeno del Governo in carica, e intorno ai quali le assemblee, i collettivi, le piattaforme di movimento possono, seppur nella ramificazione di orizzonti politici, compattarsi ed esercitare una forza destituente di cui milioni di persone avvertono esigenza subitanea.

 

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