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Corsica: la questura prova, senza successo, a intimidire il movimento #SimuDiStuPaese

Stamani cinque persone sono state trattein stato di fermo a Bastia e in periferia in seguito agli eventi verso la fine della manifestazione del 10 maggio. Cinque ragazzi, tutti minorenni, tra cui anche militanti di Ghjuventù Indipendentista sono stati prelevati dalle proprie case verso le sei del mattino e portati in commissariato con l’accusa di aver partecipato agli scontri sul finire della manifestazione. Sono degne di nota la solerzia e la tempestività degli agenti nell’eseguire i fermi di oggi: non sono passati nemmeno dieci giorni dalla mobilitazione di #SimuDiStuPaese ma la questura ha già montato un improbabile impianto accusatorio. Se non fosse che quest’impianto fa acqua un po’ da tutte le parti, lo dimostra anche il fatto che uno dei minorenni indagati è stato rilasciato a mezzogiorno senza alcuna denuncia o provvedimento e verso le ore 17 anche gli altri ragazzi. Dunque è spontaneo domandarsi se non ci sia dell’altro dietro a questa fretta di trovare dei colpevoli da sbattere in prima pagina. La verità è che la manifestazione #SimuDiStuPaese ha avuto un incredibile successo, coinvolgendo diverse migliaia di persone tra giovani, anziani, studenti e studentesse, disoccupati, molteplici organizzazioni e comitati. Un corteo compatto ha sfilato lungo le vie di Bastia per portare avanti le proprie rivendicazioni, quali la coufficialità della lingua corsa e l’obbligo di residenza per cinque anni per poter accedere al mercato immobiliare. È evidente quindi che l’intento delle operazioni di stamattina è quello di colpire il movimento in toto, stroncare sul nascere ogni forma di protesta.
Sicuramente però non saranno queste intimidazioni a scalfire la determinazione degli attivisti che portano avanti la campagna #SimuDiStuPaese, i quali hanno risposto prontamente alle intimidazioni di stamattina.

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