InfoAut
Immagine di copertina per il post

Assalto a Jarablus

Il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan che governa in modo autoritario ha proclamato che l’obiettivo della guerra di aggressione è di scacciare diversi »gruppi terroristici« dalla zona di confine. »Minacce« da parte di questi gruppi – si intendono le milizie curde delle YPG e IS – vanno stroncate una volta per tutte. Obiettivo ufficiale dell’operazione: si vogliono eliminare »elementi terroristici«, portare »aiuti umanitari« e fermare »una nuova ondata di profughi«, ha dichiarato l’agenzia stampa statale Anadolu.

È palese che l’attacco militare è indirizzato in primo luogo contro le forze curde nel nord della Siria (Rojava). Queste ultime poco tempo fa insieme a milizie arabe locali aveva cacciato IS dalla città di Manbij a 35 km di distanza da Jarablus. Il governo turco che non si è mai mosso per liberare la città di confine occupata da IS dal 2013, vuole unicamente impedire la conquista di altro territorio da parte dei curdi siriani vicini al »Partito dei Lavoratori del Kurdistan« (PKK).

Che le forze armate di Erdogan non sono entrate in Siria per combattere terroristi jihadisti, si vede già dalla coalizione di ribelli »moderati« che fungono da truppe di terra di Ankara: Ci sono bande jihadiste come »Ahrar Al-Sham« e le »Brigate Sultan-Murad« turkmene. Perfino la milizia islamista »Harka Nur Al-Din Al-Senki«, che da poco ha conquistato una fama mondiale perché suoi componenti hanno decapitato un bambino di dodici anni davanti a una telecamera, prende ufficialmente parte all’operazione. La parte prevalente dei fati di Ankara è unita da uno stretto legame con il governo turco dell’AKP, così come il desiderio di costruire in Siria uno stato islamico basato sulla Sharia.

Facendo riferimento a testimoni oculari civili fuggiti da Jarablus a Manbij, l’agenzia stampa ANF riferisce inoltre che la città viene in larga misura »consegnata« senza combattimenti da IS agli altri gruppi jihadisti. Commentatori parlano di un »cambio della guardia« al confine.

Nel »Great Game« intorno alla Siria l’attacco indubbiamente lesivo della legalità internazionale segna una svolta: da un lato gli Stati Uniti e con essi tutto l’occidente con il sostegno all’attacco per la prima volta si schierano contro i loro fino ad ora presunti più stretti alleati: le YPG curde e le »Forze Democratiche della Siria« (FDS) da loro guidate. Dall’altro né la Turchia né gli jihadisti da lei posizionati a Jarablus si accontenteranno della conquista della città di confine.

Il governo siriano a Damasco nel frattempo si è rivolto agli Stati Uniti e parla di una »grave lesione della sovranità«. Anche portavoce delle forze curde hanno preso la parola. Aldar Khalil del »Partito di Unione Democratica« (PYD) maggioritario nel Rojava ha parlato di una »dichiarazione di guerra« della Turchia.

di Peter Schaber

Junge Welt

da retekurdistan.it

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Culture

Guccini e Radio Onda Rossa

Con un compagno aneddoti tra solidarietà e musica

Immagine di copertina per il post
Contributi

La guerra interna dello Stato capitalistico

Riceviamo e pubblichiamo questo testo dal Collettivo Millepiani di Arezzo che affronta alcuni nodi all’ordine del giorno a partire da alcuni eventi recenti che hanno aperto nuove emersioni di conflitto.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Ceuta: il contesto e i responsabili della crisi umanitaria

Ripubblichiamo questo articolo che approfondisce alcuni aspetti della tragedia umanitaria di Ceuta, individua responsabilità politiche e inserisce ciò che è avvenuto in un quadro più ampio di dinamiche di guerra globale e di garanzia per il regime egemonico.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Massarosa: il Comitato prende parola in risposta al Presidente della Regione Toscana

Di seguito pubblichiamo la lettera del Comitato di Pian di Mommio, Massarosa, in provincia di Lucca.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi sono i New IRA nel 2026 e di cosa sono ancora capaci?

Il sequestro di una bomba contenente quasi 400 grammi di Semtex ha riacceso i riflettori sulla rete, sul reclutamento e sulla persistente minaccia rappresentata dal gruppo repubblicano dissidente.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

I coccodrilli di Ben Gvir sono l’ultima arma utilizzata da Israele nella sua guerra animale contro i palestinesi

Dagli scritti coloniali di Herzl ai cani da attacco, dai cinghiali alle prigioni con fossato di coccodrilli, gli animali sono stati a lungo impiegati nel progetto sionista per terrorizzare i palestinesi.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

La repressione raccontata a mio figlio

In un momento storico in cui un gruppo di fanatici bianchi e religiosi sta compiendo da quasi tre anni, in diretta streaming e protetto da uno degli eserciti più forti e tecnologicamente avanzati del mondo, il genocidio di un popolo oppresso.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

La lotta di Bosco Ospizio

Lo chiamano Bosco Ospizio perché  fino a 21 anni fa lì sorgeva un ospizio con un grande giardino alberato. Una volta demolito l’edificio principale, è iniziato un processo di rinaturalizzazione spontanea avviato grazie all’inaccessibilità all’area, perimetrata da una recinzione che impediva al pubblico di entrarvi.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Corteo No Ponte a Messina sabato 8 agosto

Ricondividiamo l’appello del Movimento No Ponte invitando alla partecipazione alla manifestazione di sabato 8 agosto a Messina contro il ponte e contro le grandi opere inutili

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Territorio infrastruttura di guerra: esce il secondo numero del bollettino “HUB”

Questo secondo numero di HUB raccoglie articoli e approfondimenti sui flussi bellici, sui nuovi investimenti nelle infrastrutture “civili” dual use, sulle fabbriche di armi e sulla loro filiera nei territori, con un approfondimento dedicato a Leonardo S.p.A.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La scintilla a Tell: come la Resistenza di un villaggio ha sconvolto la strategia israeliana in Cisgiordania

La Cisgiordania non rimarrà in silenzio per sempre; si solleverà nel momento e nel luogo scelti dal suo popolo, rendendo inutili le previsioni politiche convenzionali.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

India: il movimento degli “scarafaggi” continua le mobilitazioni e si estende. Gli agricoltori si uniscono alla protesta

I giovani in India sono stanchi, ci sono disoccupazione e sotto-occupazione molto alte. Se il governo non tratterà seriamente sulle richieste concrete del movimento degli Scarafaggi, quest’ultimo dilaga.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

In Albania continuano le proteste

Con Julie JL, attivista della diaspora albanese, discutiamo di come stiano proseguendo le proteste nel paese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La lunga frattura: presentazione del libro al campeggio di lotta a Venaus

La storia corre veloce. “Non sono che sintomi di processi più profondi e radicali che ribollono come magma sotto la crosta terrestre tentando di farsi strada, di trovare sbocchi, sfiati ed infine ridefinire il paesaggio”.

Facciamo il punto su questo lungo processo di trasformazione e ristrutturazione del capitalismo in una fase di crisi della messa a valore del capitale che ha portato a un’accelerazione globale in chiave bellica. La transizione egemonica alla quale stiamo assistendo mostra i suoi sintomi più evidenti ma non è né compiuta né scontata. Qual è il nostro compito oggi se non approfondire questa crisi?

La crisi dei valori dell’imperialismo può essere una leva per immaginare nuovi cicli di lotta? Quali sono i punti di forza del nostro agire per alimentare processi conflittuali capace di ambire a dimensioni di contropotere effettivo nella società?

Qualcosa bolle in pentola, l’Occidente è sprovvisto di idee-forza capaci di mobilitare le masse. Chi si immagina il popolo italiano pronto a prendere le armi per difendere la patria? Forse solo gli illusi e gli approfittatori che speculano su una propaganda vuota. Allora noi cosa abbiamo da proporre? La Palestina ci ha mostrato la possibilità di adesione di massa a un orizzonte di emancipazione collettivo. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Intervista a Dina, libera dalle carceri libiche

Dina e Domenico sono i due attivisti italiani che hanno preso parte al Land Convoy verso Gaza, la missione via terra nel quadro della campagna di solidarietà internazionale alla Palestina della Global Sumud Flottilla, e poi sono stati fermati e sequestrati in Libia, nella zona controllata da Haftar. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’annessione strisciante della Cisgiordania passa dalle mappe alla legge 

Un’iniziativa di registrazione fondiaria nell’Area C sta spostando il controllo dal Regime militare al sistema civile israeliano, rafforzando l’annessione attraverso leggi, pianificazione ed espansione degli insediamenti.