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Palermo: rioccupato il Teatro Mediterraneo Occupato

In questi due giorni una pioggia di solidarietà ha raggiunto gli occupanti del Tmo. Davvero in pochi in città, tra associazioni culturali, realtà politiche e artisti, non hanno espresso solidarietà all’esperienza del Teatro Mediterraneo Occupato. Non ultimo il regista Claudio Collovà, che proprio con il collettivo artistico del Teatro, il primo luglio, ha messo in scena al festival delle Orestiadi di Gibellina la prima produzione ufficiale del TMO, lo spettacolo “Massa e potere #2”, registrando il tutto esaurito. Il famoso regista non è stato affatto tenero con l’amministrazione, criticando con aspri toni l’impossibilità di gettare via con uno sgombero un’esperienza artistica e culturale autogestita come poche, o nessuna, a Palermo.

Da quasi due anni infatti un progetto di autorecupero e autogestione del padiglione all’interno dell’ex fiera ha costruito un progetto artistico e culturale autofinanziato, indipendente e capace di aggirare clientelismi, speculazione e meccanismi di potere che regolano anche il mondo dello spettacolo, offrendo alla cittadinanza un’esperienza artistica e di spettacolo aperta, partecipata e fruibile da tutti/e ma anche di grande caratura. Tanti gli artisti che hanno solidarizzato, attraversato e collaborato con gli occupanti in questo anno e mezzo, da Collovà a Nemo’s . Ma la costruzione orizzontale e dal basso di una tale esperienza ha avuto anche il merito, con la presentazione all’amministrazione di diversi progetti di autorecupero di rimettere in ballo la questione “fiera”, cioè la possibilità di restituire ai palermitani un luogo lasciato all’abbandono da più di 10 anni.

A fronte di un anno e mezzo di ricchezza e di pienezza artistica espressa dal Tmo, proprio 2 giorni fa l’amministrazione Orlando non ha trovato di meglio, con tutte le problematiche che affliggono la nostra città e nella totale assenza di una proposta artistica e culturale all’altezza (tantomeno di qualsiasi stimolo e investimento istituzionale), che sgomberare il Tmo. Solo parole e giochetti di consenso elettorale quelli che sindaco e assessori hanno inscenato in momenti di incontri pubblici che hanno avuto l’obiettivo e la volontà di creare un “Regolamento sulla gestione partecipativa dei beni comuni” appropriato e necessario per le esperienze di occupazioni autogestite che fanno ormai parte del patrimonio artistico, culturale e collettivo della città e che non possono essere sottratte ai palermitani in nome di un’astratta e inconsistente “legalità”. Soprattutto se si sgombera il Tmo a pochi giorni dalla sfilata e dalla solidarietà espressa da sindaco e amministrazione al Palermo Pride cui tema era quest’anno “Spazi pubblici, spazi di rivolta”.

Mentre l’amministrazione però si “accartoccia” nelle sue contraddizioni, il collettivo del Tmo da stamattina, con un atto di riappropriazione, restituisce alla città i suoi spettacoli, laboratori e la sua produzione artistica indipendente e autogestita.

 

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