Torino, misure cautelari per resistenza a uno sfratto. La lotta per la casa non si ferma

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Torino, misure cautelari per resistenza a uno sfratto. La lotta per la casa non si ferma

I reati contestati - resistenza aggravata a pubblico ufficiale - si riferiscono a un muro popolare avvenuto alla fine di lugliomuro popolare avvenuto alla fine di luglio per impedire lo sfratto di Antonina, una donna di 77 anni che rischiava di essere buttata fuori dall'abitazione in cui ha abitato per più di 40 anni. Dalla mattina decine di compagni, occupanti e solidali allestirono un presidio di fronte all'ingresso dell'abitazione, per impedire all'ufficiale giudiziario e al proprietario di casa (sopraggiunti con fare arrogante) di portare a compimento lo sfratto, riuscendo infine a ottenere un rinvio.

A sei mesi di distanza dai fatti Questura e Procura tentano ancora una volta di criminalizzare l'attività di chi, nella Torino capitale degli sfratti, lotta e si organizza assieme per difendere il diritto alla casa e a una vita dignitosa. Un attacco volto anche a intimidire l'esperienza dello Spazio Popolare Neruda, che da qualche tempo ha ridato un tetto sopra la testa a decine di famiglie, diventando spazio di riferimento per il quartiere e luogo di incontro, socialità e dibattito.

 

Di seguito il comunicato dei compagn* del Collettivo Prendocasa e delle Famiglie dello Spazio Popolare Neruda:

La lotta per la casa non si ferma! Le vostre misure non ci spaventano!

Questa mattina sono stati notificati obblighi di firma quotidiani e divieti di dimora a Torino a compagn* e occupanti dello sportello Prendocasa. I reati contestati si riferiscono a un episodio di resistenza a uno sfratto avvenuto quest'estate.

L'accanimento della questura verso i/le compagn* è evidente, i reati contestati (se si contestualizza il fatto) sono assolutamente ridicoli e pretestuosi, forse perchè i movimenti per la casa fanno paura? forse perchè un nucleo di persone, resistenti e solidali con chi viene sfrattato e costantemente in crescita, spaventa?

Un dato è certo: le resistenze agli sfratti sono sempre in aumento, magistratura e questura mirano a indebolire le lotte sociali, intimidendo con spropositate misure cautelari chi oggi si spende e si batte maggiormente a difesa del diritto all'abitare.
Ricordiamo che Torino vince il titolo inglorioso di capitale degli sfratti, 4500 sfratti l’anno a fronte di mega speculazioni edilizie e grandi eventi, le istituzioni dimostrano ancora una volta di essere incapaci di gestire l'emergenza abitativa. Torino ci racconta dell’abbandono in cui versano i quartieri popolari ed i loro abitanti e del continuo disagio in cui ci è imposto vivere e l’incertezza a cui le nostre vite sono ridotte.

Laddove le istituzioni non sono in grado di garantire la casa a tutt* è necessario prendere posizione, chi alza la testa per rivendicare la propria dignità è linfa vitale per alimentare un cambiamento, e questo attacco è la conferma che il nostro impegno va nella giusta direzione.

Le azioni di questa mattina suonano inoltre come un attacco costruito ad arte per colpire il progetto dello Spazio Popolare Neruda che acquista sempre più leggittimità in città.

Non ci facciamo spaventare: la nostra lotta non si arresta così facilmente, la casa è un diritto e chi lotta per difenderla non può essere criminalizzato!

Liber* tutt*!

I compagni e le compagne del Collettivo PrendoCasa Torino

Le Famiglie dello Spazio Popolare Neruda

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