InfoAut
Immagine di copertina per il post

La Ribellione contro l’algoritmo di Amazon, note sull’agitazione dei drivers

||||

Antefatti

A novembre, durante il Black Friday, è stata inaugurata la nuova Amazon Delivery Station a Montacchiello (Pisa), le ditte appaltatrici per le consegne sono quattro.
Nel picco di consegne autunnale hanno lavorato circa quattrocento corrieri, nel gergo tecnico drivers. Nel mese di dicembre a circa 150 corrieri non sono stati rinnovati i contratti. Attualmente in questo enorme magazzino lavorano circa 250 drivers.
Finisce il 2020 con meno corrieri e tantissime consegne. Inizia il 2021 e le consegne non diminuiscono, anzi. Amazon decide di distribuire in modo diverso il lavoro, dividendolo però sullo stesso numero di drivers.
Un esempio: tre drivers con 100 consegne a testa, in tutto 300 consegne. Dal 1 gennaio 2021 vengono date 150 consegne a un driver, 150 a un* altr* e il terzo non c’è più, non gli/le hanno rinnovato il contratto. Quindi le consegne vengono accorpate sui drivers rimanenti, dalle 150 alle 170 consegne a testa. Questo comporta dei carichi di lavoro pesantissimi e delle conseguenze diversificate: carichi di stress, lavoro sotto pressione – i responsabili incitano al “fare presto, fare di più”, incidenti, multe, dagli autovelox ai parcheggi. Per Amazon il driver deve parcheggiare in modo smart, peccato che questo nella realtà corrisponda a multe per divieto di sosta, per sosta in parcheggi blu senza aver pagato o messo il disco orario – l’azienda non lo fornisce, per sosta sui marciapiedi. Tutte azioni che comportano multe per chi lavora e stress urbano per chi vive in città.

Drivers…

WhatsApp Image 2021 03 02 at 12.18.47
Negli ultimi mesi è iniziata l’insubordinazione di chi lavora…ma a ben guardare le radici sono più profonde.
Chi sono questi drivers?
Sono persone consumate dai ritmi del cosiddetto “lavoro di piattaforma”. Ragazzi e ragazze giovani che però fanno i corrieri da diversi anni. Amazon è a Pisa da circa 4 anni ma tanti hanno lavorato anche per il corrierato classico, per esempio BRT, SDA, TNT.
La loro è una vita qualunque, prima della pandemia frequentavano le discoteche, le piazze, studenti o ex studenti universitari, mamme giovani, coppie con figli, tifosi del calcio, persone che hanno voluto conquistarsi un’autonomia economica dalla famiglia.
Come hanno fatto a consumarsi così presto?
E’ colpa di questo lavoro che costringe a rincorrere algoritmi, software, dispositivi tecnologici, cercare i pacchi sul furgone, pianificare la loro disposizione, pensare alle possibili strade o percorsi. Correre, correre sempre. E’ un lavoro che impegna la mente quando sei alla guida del furgone ma anche quando sei a casa, quando sei a letto e cerchi di prendere sonno, quando ti squilla il telefono per le costanti ed assidue comunicazioni da parte dei responsabili: turni da seguire, targhe dei furgoni da imparare, strade da conoscere.
Il blocco e la rabbia di questi scioperi affonda le radici in anni di umiliazioni, sofferenze, solitudine.

Inizia lo sciopero

WhatsApp Image 2021 03 02 at 13.15.19
Circa dieci giorni fa una delle ditte appaltatrici, Trasline, comunica ai suoi drivers, tre giorni prima dell’emissione degli stipendi, che sono stati messi in cassa integrazione retroattiva. Questo significa che la busta paga di febbraio, in cui si riscuote gennaio, sarà più bassa (la cassa integrazione viene pagata all’80%). Inoltre in busta paga mancano altri soldi: un integrativo regionale di circa 57€, la franchigia (il risarcimento se il furgone viene danneggiato; non dovrebbe superare i 250€ ma questa azienda chiede 500€).
Queste sono le motivazioni per cui lo sciopero è durato quasi una settimana.
Sabato 27 si sono aggiunt* allo sciopero anche i/le drivers di un’altra ditta appaltatrice, Loed.
Lo sciopero è iniziato da pochi giorni ma la tensione e la rabbia nel magazzino ci sono da molti mesi. Si esprimevano in sfoghi, lamentele nelle chat o nei parcheggi dopo il turno.
Era sempre rabbia individuale, e quando un* singol* risponde a tono al suo responsabile riceve sicuramente una lettera disciplinare. Quando, insieme e organizzandosi, si inizia uno sciopero cambia la sinfonia. Ci si rende conto che il proprio problema, quello di fare fatica, di non riuscire a finire la rotta (la zona di consegna assegnata) non è solo il tuo ma è il problema di tutt*. Viene socializzata una condizione: invertire la rotta, ed è proprio una mentalità a cambiare. Nello sciopero e nel blocco spontaneo dei cancelli i driver disgregati tra di loro fino a quel momento, assumono la consapevolezza di avere una forza collettiva: “finchè non saremo ascoltati da qui non esce nemmeno un pacco! Siamo dalla parte della ragione!”

WhatsApp Image 2021 03 02 at 13.15.44

Trattative
Le trattative tra i sindacati confederali e l’associazione che tutela gli interessi dei servizi Amazon, Assoespressi, sono in corso da mesi. Questo perché Amazon tenta, e in molti casi già riesce, ad andare in deroga ad alcuni punti del Contratto Collettivo Nazionale Lavoro (CCNL) Logistica e Trasporti, cui afferiscono i drivers. I punti principali della contrattazione in atto da mesi sono:

  • Non accettazione dell’articolo 42 CCNL che prevede l’obbligo, per Committenti e appaltatori subentranti, di integrare tutt* i/le lavorat* alle stesse condizioni contrattuali, con il mantenimento dell’anzianità pregressa, con uguale salario e diritti normativi.
  • Aumento della flessibilità cioè di lavorat* a tempo determinato e flessibile, assunti tramite agenzia interinale. Questa soglia già non è rispettata sul totale della forza lavoro.
  • Aziende smart 2.0: l’inserimento di queste aziende rappresenta un’altra deroga al CCNL. Sono ditte fornitrici dove tutto è a noleggio e che fanno bandiera della soppressione e umiliazione dei diritti di chi lavora. Il loro nome è staff leasing – lavoro in affitto.

Questa contrattazione non è prerogativa di Pisa ma si sta svolgendo in tantissime altre città d’Italia: è in gioco la modifica del CCNL, con netti peggioramenti. Oltre ai punti sopra elencati c’è in ballo la riduzione del trattamento economico per malattia, l’ampliamento della stagionalità e del lavoro a chiamata, modifica del regolamento relativo al diritto di sciopero.

contrattazione sindacati

In questi giorni di sciopero la trattativa con Assoespressi, la Confindustria delle ditte in appalto dell’e-commerce, ha riguardato anche la diminuzione dei ritmi di lavoro. Nell’incontro svoltosi l’1 marzo Amazon e Assoespressi hanno ignorato ogni richiesta de* lavorat*.
I sindacati confederali, abituati a contrattare unicamente per gestire a ribasso le condizioni de* lavorat*, rimbalzano sul muro di Amazon che non intende cedere un millimetro dello sfruttamento che impone a chi lavora.
La multinazionale intende peggiorare ulteriormente le condizioni di lavoro, e quindi aumentare la sofferenza di decine di migliaia di persone, e non è disposta ad accettare nessuna rivendicazione de* lavorat*: la più grande paura di Amazon è costruire un precedente. Crearlo è l’obiettivo di chi lavora in condizioni disumane, lottando anche contro i sindacati gestori dell’ordine aziendale.

 

… e Amazon
“Amazon ti resetta il cervello, ti induce a lavorare infrangendo ogni limite fisico, delle capacità umane. Ti fa sostenere velocità e ritmi disumani, che non avresti mai nella vita. Ti inducono a lavorare così: infrangendo i limiti, della strada e del corpo, e le stesse procedure che dà. Amazon ci dice: devi aspettare il cliente e che il pacco sia nelle sue mani. Ma non puoi aspettare il cliente perché altrimenti non finirai mai il giro delle consegne, la rotta.”
Nello sciopero sta accadendo un cambio di mentalità de* drivers. Una liberazione dalla schiavitù dell’algoritmo e dell’intelligenza artificiale. Uno degli slogan dello sciopero è “Noi non siamo un algoritmo, noi non siamo dei robot”.

corteo contro amazon

Tant* lavorat* hanno scioperato nonostante i contratti a scadenza, e nonostante quello stipendio sia l’unica fonte di reddito per sé o per la propria famiglia.
La forza di questi scioperi è il sorgere di una mentalità nuova, che sfida il ricatto economico e psicologico della multinazionale del sorriso forzato. La volontà e il bisogno di dare un esempio, di creare una comunicazione con le altre migliaia di drivers. C’è la consapevolezza delle possibili ripercussioni ma la forza di voler iniziare a liberarsi è più forte, e lo è anche perché rivolta a tutte le altre persone che lavorano soffrendo negli altri magazzini.
L’aspirazione de* scoperant* non è solo quella di comunicare l’apertura di una trattativa con Amazon per abbassare il numero delle consegne. E’ quella di iniziare a guardarsi negli occhi, contarsi, dire “io sciopero” e potersi fidare l’una dell’altro. Iniziamo noi, le altre persone lo faranno poi.

immagine film sorry we missed you

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

amazonscioperosindacato

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Fermiamoli ora: mobilitazione nazionale contro il nuovo disegno di legge sicurezza che criminalizza le lotte sociali

Inasprimento delle pene, da 2 a 7 anni,  per le occupazioni abitative ma anche per chi resiste allo sfratto e chi partecipa ai picchetti; pene draconiane da 7 a 20 anni per detenzione e diffusione di materiale che incita a impedire la realizzazione di opere ritenute strategiche; aumento delle pene per i reati di imbrattamento per colpire le pratiche di soggetti ambientalisti. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

“Il profilo del non votante è sempre più connotato sul piano sociale” L’analisi dei flussi elettorali con Marco Valbruzzi

“Il profilo del non-votante non è connotato sul piano politico-ideologico, invece è connotato sempre di più sul piano sociale“.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

“CASE IN RIVOLTA” – Bollettino delle lotte abitative

Terzo numero del bollettino delle lotte abitative “Case in Rivolta”, che lancia la settimana di mobilitazione collettiva diffusa a livello nazionale durante la settimana del 20 -26 maggio 2024.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La contraddizione ecologica e l’opposizione alla guerra: riflessioni sulla mobilitazione contro il G7 Ambiente e Energia.

Le giornate di mobilitazione appena trascorse e quelle che abbiamo di fronte ci dicono alcune cose rispetto alle tendenze dell’oggi, dei soggetti che si muovono, delle lotte che si intrecciano. Prima di pubblicare il contributo di notav.info che ritorna sulle ragioni della mobilitazione verso il G7 Ambiente Energia di Venaria e sulla cronaca delle giornate di lotta, diamo alcuni spunti di riflessione..

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Un appello a difesa del Servizio Sanitario Nazionale.

E’ uscito un appello firmato a nome di quattordici personalità nell’ambito della sanità e della scienza per tutelare il servizio sanitario nazionale, qui è possibile leggerne il contenuto.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Sgomberi al Quarticciolo. In borgata nessuna persona resta sola.

Ieri mattina 3 famiglie della borgata sono state sgomberate da ATER e dalla Prefettura di Roma. Una ragazza incinta, una donna sola con due figli, persone in attesa di una casa popolare da decenni. Persone che abitano in quelle case dal 2002. Persone che pagano la colpa di non potersi permettere una casa. Non veniteci […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Il Fentanyl e la dolorosa condizione umana

Il dilagante consumo di fentanyl negli Stati Uniti rappresenta certamente «un dramma americano», come si legge negli ultimi due anni sui quotidiani

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Quando tagliava l’erba risparmiava i fiori. Le parole della madre di Stefano

Sono rimasta molto colpita dall’enorme affetto che in questi giorni tutti mi hanno dimostrato e voglio ringrazio tutti. Il legame con Stefano era totale, in simbiosi, a lui avevo trasmesso tutto, purtroppo anche le mie allergie, i problemi di tiroide.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Stefanino Milanesi, una vita per la lotta

Uno dei più noti compagni e protagonisti delle lotte comprese tra gli anni Settanta e quelle odierne del popolo NoTav se n’è andato, improvvisamente.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Ste, che la terra ti sia lieve

Se ne è andato Stefano, compagno, No Tav. Come redazione di InfoAut ci uniamo al ricordo del movimento No Tav ed esprimiamo tutta la nostra vicinanza ed affetto ad Ermelinda, ai compagni ed alle compagne che hanno condiviso le piazze, le strade ed i sentieri di montagna con Stefano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Appello dei lavoratori palestinesi per la Giornata della Terra. Lottiamo per la nostra terra e per la nostra libertà

Il 30 marzo in Palestina è il Giorno della Terra, che ricorda i caduti negli scontri del 30 marzo 1976 quando l’esercito israeliano inviò le proprie forze in tre paesi (Sachnin, Arraba e Deir Hanna) allo scopo di reprimere le manifestazioni che ebbero luogo a seguito della decisione delle autorità israeliane di espropriare vasti terreni agricoli. 

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Monza: “Dita spezzate e calci a terra”, violento sgombero poliziesco del presidio SI Cobas 

“Nuova escalation di violenza di Stato contro il sindacato SI Cobas: brutale aggressione contro i lavoratori e il coordinatore di Milano Papis Ndiaye“

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

India: come non sfamare un pianeta affamato

In India è scoppiato un nuovo ciclo di proteste degli agricoltori contro il governo Modi con scontri e lanci di lacrimogeni alle porte di Nuova Delhi.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Sciopero degli addetti al settore cargo di Malpensa

Sciopero all’aeroporto di Milano Malpensa degli addetti al settore cargo.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Sanità: nuovo sciopero di medici e infermieri contro la manovra economica del governo

Nuovo sciopero dei medici oggi lunedì 18 dicembre 2023. Si tratta della seconda giornata di protesta dopo quella del 5 dicembre contro la manovra economica del Governo che taglia fondi alla sanita’ pubblica a favore di quella privata.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Trasporti: Salvini precetta lo sciopero del sindacalismo di base che replica “Confermiamo l’astensione e siamo pronti ad azioni di piazza”

Come era prevedibile l’incontro con il ministro dei Trasporti Salvini del 12 dicembre 2023 “si è concluso con un nulla di fatto” e di fronte all’ordinanza del leghista di ridurre la mobilitazione da 24 a 4 ore si  “conferma lo sciopero”.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Le improbabili genealogie di uno sciopero. Lotte di classe dentro e contro il sindacato

Dopo 46 giorni di sciopero, che nell’ultima fase ha coinvolto 45 mila lavoratori su 146 mila, alla Ford, General Motors e Stellantis – le cosiddette Big Three americane dell’automotive – sono stati rinnovati i contratti per i prossimi i 4 anni e 7 mesi

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Sciopero e proteste continuano a Leroy Merlin.

Sono molte le iniziative di solidarietà nei confronti dei lavoratori in sciopero a Leroy Merlin di Piacenza, grande centro logistico del colosso che rischia la chiusura. A Bologna, Milano, Torino i lavoratori dei negozi della catena francese hanno messo in atto azioni di protesta nei negozi sparsi nelle varie città, riempiendo carrelli e gettando la merce a terra con l’obiettivo di boicottare il normale svolgimento dell’attività e provocando un danno economico e di immagine all’azienda.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Lo sciopero politico contro la logistica di guerra

Assembliamo due interessanti interviste uscite su Connessioni Precarie rispetto alle mobilitazioni dei lavoratori portuali in risposta all’appello da parte dei sindacati palestinesi. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

L’anomalia giudiziaria modenese

Alla luce delle centinaia di imputazioni che nel giro di pochi anni hanno coinvolto militanti, lavoratori e lavoratrici nel modenese, pubblichiamo la segnalazione ricevuta di una iniziativa pubblica che si terrà sabato 25 novembre a Modena per richiamare l’attenzione sul livello repressivo a cui si è giunti in città.