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BOLOGNA: PIAZZA STUDIO AUTOGESTITA TROVA CASA! NUOVA OCCUPAZIONE IN ZONA UNIVERSITARIA

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Una nuova occupazione a Bologna in Zona Universitaria da parte del Collettivo Universitario Autonomo.

Piazza Studio Autogestita si è infatti trasformata in Piazza Studio Occupata, iniziativa che da mesi studenti e studentesse dell’Almamater portano avanti come risposta alla difficoltà di trovare luoghi da dedicare, in sicurezza, a studio e socialità, e per chiedere maggiore attenzione da parte del rettorato alle difficoltà economiche, in particolare riguardo al pagamento della retta universitaria, divenuta insostenibile per molti in questi mesi a causa della pandemia .

Lo spazio ha aperto i battenti ieri in via San Giacomo 11 con una prima assemblea pubblica al grido di “Quello che non ci date, noi ce lo riprendiamo!”.

Di questa nuova iniziativa e delle rivendicazioni portate in  piazza in questi giorni da parte degli studenti e delle studentesse bolognesi abbiamo parlato con Enrico del Collettivo Universitario Autonomo Ascolta o scarica

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Di seguito il comunicato del Collettivo Universitario Autonomo

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Piazza Studio Autogestita trova una nuova casa!
È da ormai un anno che, organizzandoci tra studenti e studentesse, ci muoviamo per gli spazi della zona universitaria con tavoli e panche, allestendo aule studio all’aperto nella massima autotutela collettiva.
Nonostante le salatissime ed invariate tasse pagate, l’UniBo non offre soluzioni all’insufficienza di posti in aule studio e biblioteche – e questo non è l’unico servizio carente o del tutto assente: da tanto tempo, con la nostra piazza studio itinerante, riapriamo piazze, blocchiamo strade, chiediamo a gran voce che i nostri bisogni vengano presi in considerazione, ma il silenzio intorno a noi rimane assordante.
Per questo motivo oggi Piazza Studio Autogestita si trasforma in Piazza Studio Occupata, uno spazio liberato, riaperto, ristrutturato ma lasciato vuoto da un’amministrazione universitaria che continua a scegliere di non ascoltarci. Alle porte delle elezioni per un nuovo rettorato, più che mai ci pesano le promesse non mantenute, gli studentati mai costruiti, gli spazi per le studente che si vogliono auto organizzare mai aperti (non ci dimentichiamo l’Ex Veneta!): non abbiamo più voglia di essere ignorate, non abbiamo più voglia di essere la patata bollente rimpallata da un organo burocratico all’altro, non abbiamo più voglia di vederci vendute come oro queste poche briciole avvelenate.

Da Radio Onda d’Urto

 

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