I lavori del TAP illegittimi, indagati i costruttori

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Nuova inchiesta aperta dalla procura di Lecce per violazione dei vincoli paesaggistici, abusi edilizi, inquinamento di falda, violazione della V.I.A. (Valutazione di impatto ambientale) riferita al TAP (Trans Adriatic Pipeline) del tratto terminale del gasdotto nel territorio di Melendugno.

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Tra le 19 persone indagate, una società e i rappresentati legali di ditte appaltatrici ed i vertici di Tap: rispettivamente di country manager, project manager, Icop, Saipem, Geoambiente, Nuova montaggi, R.A. costruzioni e direttore dei lavori; a loro viene contestato di aver "realizzato le opere del tratto italiano del gasdotto marino e terrestre" anche "su aree sottoposte a vincolo paesaggistico e idrogeologico, dichiarate zone agricole di notevole interesse pubblico".

Non è certo la prima volta che emerge quanto il sistema delle grandi opere, devastatore dei territori è marcio fino alle radici. I No Tav manifestano da anni l’icompatibilità e pericolosità ambientale del treno ad alta velocità, l’infiltrazione di mafie locali e nazionali all’amministrazione degli appalti e dei cantieri…alla politica però non basta, non interessa, anzi è mandante e legittima tale sistema, ne è parte intrinseca. I governi cadono sulle grandi opere, fanno accordi nevralgici di programma perché su queste si regge il moderno affarismo. Non esistono garanti e garanzie possibili, non esistono governi amici ed è per questo che i movimenti popolari rivendicano il NO intransigente e determinato di chi quelle terre le abita e le vuole difendere, sono lotte ambientali, ma soprattutto di autodeterminazione per una vita degna e sana. Avanti NO TAP!

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