Due nuovi impianti per il trattamento di rifiuti pericolosi nell'Agro Caleno: il 28 ottobre mobilitazione popolare

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L’Agro Caleno, in provincia di Caserta, è una zona già tristemente nota per la devastazione ambientale e la messa a profitto dei territori.

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In zona infatti c’è la ExPozzi che è la discarica abusiva di rifiuti tossici più grande d’Europa (grande come ben 12 campi di calcio), la centrale turbogas Calenia frutto di un inciucio bipartisan tra il Pd e Forza Italia di Nicola Cosentino, il deposito di rifiuti Ilside andato in fiamme da più di un anno e ancora bonificato e decine di altre situazioni di rischio per la salute come roghi, discariche abusive, sversamenti di liquami nei corsi d’acqua.

Nonostante un territorio cosí compromesso, la Regione Campania, guidata dallo sceriffo De Luca, ha individuato Pignataro Maggiore come sede di due nuovi impianti legati al ciclo dei rifiuti, uno dei Fratelli Gentile e l’altro del gruppo Euthalia.
Dei due impianti previsti, uno dovrebbe essere uno stoccaggio di rifiuti, l’altro addirittura un impianto per il lavaggio dei fanghi altamente tossici della cosiddetta “Terra dei Fuochi”, due progetti che dalle comunitá sono stati percepiti come l’ennesimo atto di violenza e di prevaricazione ai danni di un territorio giá fortemente compromesso dall’inquinamento e già martoriato da patologie legate all’insalubrità dell’aria, delle terre e delle falde acquifere.

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Per questo motivo già da fine agosto a Pignataro si stanno susseguendo decine di assemblee popolari grazie alla nascita del Movimento #bastaimpianti Agro Caleno, movimento che già dal nome non vuole indicare una semplice contrarietà alla realizzazione di questi due nuovi ecomostri, ma porre l’accento sullo stato attuale di devastazione. Infatti nelle settimane scorse è stata lanciata una mobilitazione popolare per domenica 28 ottobre alle ore 14,30, nel cui appello tra le altre cose si legge “basta impianti, questo territorio ha già dato, ora è tempo di bonifiche”, proprio a voler sottolineare la stretta relazione tra l’opposizione a nuovi ecomostri e la non più rimandabile necessitá di bonifica dei territori a partire dalla discarica ExPozzi di Calvi Risorta e dal sito Ilside di Bellona.

L’appello infatti è per la costruzione di una mobilitazione generale di tutto l’Agro Caleno che parta dall’opposizione a questi due nuovi attacchi ma tenga dentro anche gli altri percorsi del territorio nati per la messa in sicurezza e la bonifica dei siti inquinati.
E da fine agosto ad oggi l’onda si è alimentata di tante esperienze, si sono rinsaldati i rapporti tra i comitati popolari presenti sul territorio fino all’assemblea popolare di qualche settimana fa a Pignataro che ha lanciato la data del 28 e ha dato il via al percorso di avvicinamento e di costruzione del corteo.

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Tanti gli appuntamenti previsti, da tavoli di approfondimento con medici ed esperti, laboratori di autocostruzione per bambini di elementari e medie per la partecipazione al corteo, assemblee popolari e la campagna “Uno striscione su ogni balcone” che ha trasformato il piccolo centro dell’Agro Caleno in un verop e proprio avamposto di resistenza di lotta alla realizzazione dei nuovi impianti. In paese infatti balconi, finestre, esercizi commerciali, luoghi pubblici, espongono striscioni che chiamano alla mobilitazione generale.
Bisogna dire che Pignataro ha una lunghissima tradizione di lotte e di movimenti popolari, la comunità pignatarese infatti scese la prima volta in massa in piazza nel 1993 contro la paventata localizzazione del polo petrolchimico Q8 in città, all’epoca i pignataresi bloccarono l’Autostrada A1 per circa 9 ore, spezzando l’Italia in due e riuscendo ad allontanare il pericolo del polo Q8, da allora molte altre volte la piccola comunità casertana si è trovata a fare i conti con attacchi alla salute e al territorio.
Questo bagaglio di esperienze e tradizione di lotta, sta riesplodendo in questi giorni in paese e la sensazione che si ha è davvero quella di una mobilitazione popolare generale.

L’appello alla partecipazione al corteo del 28 è stato inoltre sottoscritto e condiviso dalla stragrande maggioranza delle esperienze di lotta campane, sottoscrizioni che hanno di fatto aumentato l’attenzione e la partecipazione al corteo.
La storia recente di Pignataro e le vicende delle ultime settimane stanno danno a tutte e tutti la percezione che è possibile e necessario mettere in piedi il fronte che possa opporsi con successo a questo attacco della Giunta De Luca.
La settimana di avvicinamento al corteo sarà caratterizzata da numerose iniziative, ma il Movimento Popolare oltre ad organizzare la giornata di mobilitazione sta già organizzando la partecipazione a una delle due conferenze dei servizi, prevista per il 13 novembre a Napoli, data in cui i pignataresi sono intenzionati a lasciare le campagne e raggiungere Napoli per far sentire la propria voce sotto i palazzi del potere, insomma un calendario di lotte e di iniziative che non si esaurisce nel 28, ma che vede in esso la prima data di mobilitazione delle comunità calene contro questo nuovo orribile attacco, si prevede un lungo inverno di lotte e di resistenza!

 

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