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“Cosa c’è nella nebbia in Valpadana, ci son cose che a dirle non ci credi”

14 Gennaio 2020 | in NO TAV&BENI COMUNI.

Gennaio a Torino naturalmente significa freddo rigido e montagne innevate, ma a quanto pare svegliarsi la mattina e vedere una città ricoperta di brina non ha più nulla di romantico, al di sotto di questo delicato fenomeno atmosferico si annidano enormi quantità di polveri sottili. Le notizie di questi ultimi giorni pongono l’attenzione al boom di polmoniti e bronchiti, di posti letto esauriti nei pronto soccorso, di allarmi da parte dell’Ordine dei medici per la situazione disastrosa.

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Era dicembre quando l’Ordine dei Medici ha annunciato gravi rischi per la salute a causa del livello di inquinamento della città di Torino tramite una conferenza, oggi l’allarme viene rilanciato: i rischi, secondo i dati diffusi da Arpa relativi allo studio Med Hiss, indicano che respirare l’aria irrespirabile del capoluogo piemontese significa conseguenze cardiovascolari, ai polmoni, insufficienze respiratorie, bronchiti croniche, cancro alla vescica e persino per il diabete dato che l’attivazione infiammatoria crea una resistenza all’insulina. Come in una trama davvero ben architettata, sempre in questi giorni la notizia del tragico bilancio in rosso della sanità nella Regione Piemonte inizia a sfiorare picchi preoccupanti, se nel 2018 erano 161 milioni di disavanzo, per l’anno 2019 si è arrivati a 200 milioni. Luigi Icardi, assessore alla Salute della Regione Piemonte e coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, poco dopo l’insediamento della giunta di Alberto Cirio l’aveva messo in guardia sulle spese e sui conti. A conclusione della storia, a seguito del bilancio, Icardi annuncia di aprire ai privati la gestione della sanità dei pronto soccorso in Piemonte, così come già avviene in Lombardia, presentando la decisione come un’occasione per migliorare la qualità del servizio per i cittadini, per evitare sovraffollamenti, per dare un giro di boa ai vecchi direttori generali delle Asl che non stanno garantendo un pareggio dei conti e dichiarando apertamente che tanto il pubblico da solo non ce la può fare. Il Comune di Torino se ne sta con la coscienza a posto, glorificandosi di aver messo in circolazione una quarantina di nuovi autobus ecologici con motore a metano, risultato di accordi tra Gtt e azienda tedesca Mercedes Evobus. Chiara Appendino pensa a colorarli di giallo e blu per omaggiare la città di Torino, intanto qua non si respira.

Ciò che possiamo aspettarci saranno sicuramente ulteriori richieste ai singoli di ridurre le emissioni, di condurre uno stile di vita sano, di non accendere il riscaldamento, di utilizzare i mezzi pubblici, di non lamentarsi per il blocco del traffico. Ciò che già è successo sono le multe agli attivisti di Friday For Future perchè andavano in contromano in bicicletta durante la critical mass, proprio per denunciare la situazione drammatica dell’inquinamento in questa città chiedendo di prendere dei provvedimenti seri. Ciò che non è possibile accettare è che i costi della riproduzione di un capitalismo che si gioca anche e duramente nel suo aspetto ambientale vengano scaricati sui singoli, da un lato privatizzando servizi di base come i presidi sanitari rischiando di aprire una partita in cui l’accesso alla cura e alla salute diventi sempre più una questione di privilegio, dall’altro investendo su una green economy che di green ha solo il colore dei soldi che piovono nelle tasche di aziende private, lobby delle infrastrutture, mafie e poteri.

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