Cariche e lacrimogeni allo sgombero dell'insediamento di Borgo Mezzanone (FG)

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Foggia - Le forze dell'ordine intervengono per abbattere case e bagni. Scontri con gli abitanti dell'insediamento che resistono alle operazioni di demolizione. 

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All'alba sono cominciate delle imponenti operazioni di polizia negli insediamenti di Borgo Mezzanone, vicino Foggia. A Borgo Mezzanone vivono migliaia di migranti, molti delle quali lavorano in pessime condizioni per i caporali della zona. L'insediamento è nato su quella che era una vecchia pista dell'aeronautica militare. Le operazioni di polizia prevedevano l'abbattimento di diverse case e bagni. Alle persone private del proprio tetto, riporta il Comitato Lavoratori delle Campagne, è stato detto che saranno ricollocate presso Casa Sankara e presso l'Arena di San Severo, stabile sul quale è previsto uno sgombero per far posto a una caserma della Guardia di Finanza. 

Diverse persone hanno resistito alle operazioni delle forze dell'ordine, salendo sui tetti delle abitazioni, circondando le ruspe e lanciando pietre. La celere ha lanciato decine di lacrimogeni e ha caricato gli abitanti dell'insediamento. Alla fine delle operazioni sono state demolite 40 abitazioni mentre la resistenza delle persone ha impedito la distruzione dei bagni. 

Lo sgombero di questa mattina è l'ennesimo portato avanti negli ultimi mesi. Come stato ampiamente previsto, questi interventi non solo non hanno portato alcun risultato effettivo, ma hanno anche reso le condizioni di vita degli abitanti ancora più difficili e umilianti. Di fatto le istituzioni si trasformano in promotori di precarietà ed emarginazione sociale. Le operazioni di sgombero di Febbraio erano state ribattezzate "Law and Humanity" dalla Procura di Foggia. Un tentativo odioso di trasformare un'operazione di distruzione in un esercizio di umanità. La scusa utilizzata è quella di un abbattimento di stabili pericolanti nell'interesse degli abitanti, ai quali però non viene offerta nessuna soluzione alternativa. 

Associazioni e sindacati rilasciano dichiarazioni alla stampa contro gli sgomberi ma nelle situazioni di conflitto e di rabbia come quella di questa mattina provano solo a calmare gli animi di chi viene privato della propria casa. 

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