
Milano: indagini sul ruolo della Polizia e Carabinieri nella morte di Ramy Elgaml e Abderrahim Mansouri
A Milano sono almeno 2 le inchieste che riguardano la morte di due giovani, entrambi di origine migrante. Ad accomunarli il ruolo attivo delle forze di polizia e carabinieri.
Da un lato Ramy Elgaml, morto nel quartiere Corvetto al termine di un inseguimento di ben 8 km compiuto dai carabinieri nel novembre 2024; qui alleggerita l’imputazione per il carabiniere che ha speronato lo scooterone su cui viaggiava anche Ramy, mentre su “Il Domani” le intercettazioni di altri carabinieri, indagati per depistaggio, che dicono di aver “brutalizzato un testimone”.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il commento di Barbara Indovina, avvocata della famiglia di Ramy Elgaml.
Dall’altro lato c’è un’altra inchiesta, che vede 4 gli agenti di Polizia indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso nell’indagine sulla morte del 28enne Abderrahim “Zak” Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel ‘boschetto’ di Rogoredo. Vicenda per cui è già indagato per omicidio un altro poliziotto. La ricostruzione ha portato ora a ipotizzare per altri 4 agenti anche un presunto ritardo nella richiesta di soccorsi, mentre i legali della famiglia del giovane oggi ribadiscono: “Abderrahim non aveva una pistola, non solo non l’ha puntata contro, non ce l’aveva”.
Rajaa, compagna di Milano in Movimento, che sta seguendo l’inchiesta.
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