InfoAut
Immagine di copertina per il post

Giorgio sorvegliato speciale in Val Susa, un aggiornamento sulla vicenda ai microfoni di Radio NoTav.

Sorvegliato speciale da luglio scorso Giorgio Rossetto, storico militante di area autonoma e compagno del movimento no tav, vedrà la fine di questo duro provvedimento allo scadere dei tre anni della misura.

Il dispositivo prevede l’obbligo di dimora, il divieto di partecipare a pubbliche riunioni, i rientri dalle ore 21 alle 7 del mattino. Inizialmente era stata anche rifiutata la residenza a Bussoleno ma il giudice ha poi accolto il luogo di residenza per Giorgio che ora si trova a vivere sopra alla Credenza.

Pur essendo una delle massime misure che si possano infliggere, la Sorveglianza Speciale dovrebbe permettere degli spostamenti motivati. Per Giorgio 24 richieste su 25 sono state bocciate dal giudice. L’unica approvata, come dice sorridendo durante l’intervista, è stata una prima richiesta per andare alla sede dei Cobas, sindacato a cui è iscritto dal 2012, perché probabilmente il giudice pensava si trattasse di un’esigenza legata a pratiche per la pensione o qualche altra incombenza patronale. Una volta compreso che l’intenzione era quella di mantenere e garantirsi il diritto alla partecipazione alla vita sindacale e politica, il giudice ha rifiutato tutte le richieste successive, anche quando si è trattato di esigenze personali come la partecipazione a funerali.

Il rifiuto ha riguardato anche l’accesso al lavoro e, infatti, è importante sottolineare come una misura del genere possa causare gravi problemi alla persona colpita, in particolare in contesti isolati, precari e marginalizzati.

Giorgio si è reso anche protagonista di una serie di violazioni della misura, la prima risale al luglio scorso quando, recatosi a Venaus per dare una mano nello smontaggio del campeggio no tav, è stato fermato e tradotto al carcere delle Vallette per qualche giorno. Ad oggi altre due violazioni, riguardanti il 24 aprile per partecipare al corteo degli Anpi di Valle tenutosi a Villardora e il primo maggio per partecipare alla tradizionale manifestazione a Torino insieme al suo sindacato, non sono ancora state punite. Conclude, con una certa ironia, “non vedo la solita rapidità di esecuzione” ma bisogna attendere anche perché, sottolinea, ci saranno probabilmente nuove violazioni in futuro dato che la misura è ancora lunga e le battaglie sono molte.

Non da ultimo, bisogna infatti ricordare l’impegno di Giorgio nella difesa dei platani del lungo dora di Bussoleno a rischio abbattimento indiscriminato e, ovviamente, le iniziative dei Cobas e dell’Anpi ai quali è iscritto.

L’intervista, realizzata ai microfoni di Radio No Tav e andata in onda sulle libere frequenze di Radio Blackout, viene qui riprodotta per augurarvi un buon ascolto!

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Divise & Poteredi redazioneTag correlati:

giorgiomovimento no tavno tavrepressionesorveglianza speciale

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Perquisizione all’alba nell’abitazione di Giorgio

Questa mattina all’alba la digos di Torino si è recata a Bussoleno per perquisire casa di Giorgio, in Credenza.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Appello alla mobilitazione per la stagione 7 dei Soulèvement de la Terre.

Per consultare l’appello completo è possibile leggerlo in italiano direttamente sul sito dei Soulèvement de la Terre. Di seguito le prossime date da segnare in calendario..

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Messico: il sessennio “si chiude con repressione, sangue e sequestro dei popoli da parte dello stato”

“Il sessennio di Andrés Manuel López Obrador si chiude con repressione, sangue e sequestro da parte dello stato dei popoli che difendono il proprio territorio ed esercitano i propri diritti all’autodeterminazione, alla protesta, alla libertà d’espressione e ad un ambiente sano”

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Ciao Silvano

Avremmo voluto avere un po’ più di tempo per salutarci come si deve, con un brindisi in più per salutare questo mondo che da quando eri ragazzo hai fatto di tutto per cambiare.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Messico: due contadini morti e centinaia di feriti per la repressione sui difensori dell’acqua nel Veracruz.

Città del Messico / Almeno due contadini sono stati assassinati e centinaia di persone colpite dai poliziotti del Veracruz durante un’operazione per sgombrare il picchetto indefinito che il Movimento in Difesa dell’Acqua..

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Argentina: Il pubblico ministero accusa gli arrestati di “possibile sedizione contro l’ordine istituzionale” e sollecita la “prigione preventiva”

Oggi in una conferenza stampa la ministra della Sicurezza ha detto che “il colpo di stato moderno è il tentativo di rendere vano il funzionamento delle istituzioni democratiche”.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Comunicato del Movimento No Tav sulle parole del Capitano dei Carabinieri di Susa.

Sabato scorso si è tenuta a Susa una manifestazione No Tav. Manifestazione espressamente organizzata contro SITAF e TELT, sostenitrici entrambe di una grande opera ormai ampiamente corrosa (già prima di nascere) da un cancro chiamato mafia.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

A cosa servono le scorte? Un caso esemplare a Torino

Come sempre all’avanguardia, a Torino si è sperimentata negli anni un’ulteriore funzione importante della scorta, quella di volano per il sovradimensionamento, sul piano dell’ordine pubblico, dei fenomeni legati alla conflittualità sociale.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Fermiamoli ora: mobilitazione nazionale contro il nuovo disegno di legge sicurezza che criminalizza le lotte sociali

Inasprimento delle pene, da 2 a 7 anni,  per le occupazioni abitative ma anche per chi resiste allo sfratto e chi partecipa ai picchetti; pene draconiane da 7 a 20 anni per detenzione e diffusione di materiale che incita a impedire la realizzazione di opere ritenute strategiche; aumento delle pene per i reati di imbrattamento per colpire le pratiche di soggetti ambientalisti.