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Francia: ragazzo picchiato e stuprato con un manganello durante un fermo di polizia

Una polizia che ha colto la palla al balzo per affermarsi come giocatore di punta nel reprimere qualsiasi tentativo di rompere proprio questo “stato emergenziale” che gli garantisce di operare come e dove vuole, in una condizione di totale tranquillità, sostenuta in pieno dal Governo Hollande; dove un fermo di polizia si può tranquillamente trasformare in una vera e propria sevizia nei confronti del malcapitato. 

In questo caso il giovane ventiduenne, Theo, fermato dagli agenti, è finito nell’ospedale di Aulnay con il volto tumefatto, lesioni al cranio e gravi ferite. Sin da subito agli occhi dei medici si è palesata la violenza subita durante il fermo, che non veniva riportata solo dalle sue parole ma da ciò che successivamente hanno constatato.

Il ragazzo, come denunciato anche dalla famiglia e dai verbali dei medici, ha riportato soprattutto “importanti lesioni che corrispondono chiaramente all’introduzione di un manganello di un agente nel retto del giovane” quindi “una ferita longitudinale profonda 10 cm nel canale anale e del retto inferiore e una sezione del muscolo sfintere.” Da qui la denuncia sporta dalla famiglia per le violenze subìte dal ragazzo.

A conferma delle parole, le immagini delle telecamere di videosorveglianza della polizia municipale, ma anche diverse testimonianze di semplici cittadini. I quattro agenti del settore specializzato Brigata di Aulnay-sous-Bois “hanno condotto palesemente un arresto violento” dicono i testimoni: “due poliziotti lo tenevano fermo e altri due lo colpivano ripetutamente, ad un certo punto un colpo di bastone telescopico, portato orizzontalmente ha trafitto i pantaloni del giovane”.

Presi in custodia dall’Ispettorato generale della polizia nazionale, i quattro agenti si trovano ora indagati per violenza volontaria, uno di loro per stupro. 

Sin da subito è arrivata la solidarietà nei confronti di Theo da parte degli abitanti della banlieue di Aulnay, che ha continuato nei giorni con cortei all’interno della banlieue: alcune auto sono state incendiate, il tutto muovendosi al grido di “Tout le monde déteste la Police”.

La risposta del Prefetto è stata chiedere di rafforzare i controlli, mentre il ministro dell’interno Bruno Le Roux ha disposto la sospensione temporanea dal servizio dei 4 e chiesto che si faccia piena luce sui fatti.

Certo è che quanto accaduto non è un episodio sporadico di violenza da parte della polizia. Sono ancora recenti le ferite che hanno subito le diverse centinaia di manifestanti che, nella scorsa primavera, hanno protestato contro le politiche sul lavoro stabilite dal Governo Hollande. Spesso e volentieri i manifestanti sono stati colpiti da lacrimogeni sparati ad altezza uomo, così come da pallottole di gomma e granate di disaccerchiamento.

Questo genere di violenza è sicuramente condiviso dagli Stati vicini come da quelli lontani. Inutile dire che questi rapporti di forza sono destinati a modificarsi e che la rabbia prodotta dalla violenza subita è sempre maggiore e destinata a prendersi il dovuto spazio di risposta.


Policiers accusés de viol à Aulnay : un témoin… di leparisien

 

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