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Val Susa: Villarfocchiardo contro il Tav di Israele

Villar Focchiardo diventa così la sesta amministrazione locale ad approvare una tale delibera. Il significato della misura è forte dato che il comune si trova in Val Susa, dove va avanti da 20 anni la lotta popolare contro la costruzione di una TAV attraverso la vallata. Nell’ottobre del 2013, una delegazione No Tav si è recata nei Territori palestinesi occupati dove ha potuto costatare come la sottrazione continua di terre palestinesi è strumentale allo “spezzettare il territorio”.

L’estate scorsa l’organizzazione palestinese per i diritti umani Al-Haq ha pubblicato un parare legale sul caso in cui si afferma che ci sono “fondati motivi” per ritenere Pizzarotti responsabile di atti che “possono ammontare a gravi violazioni del diritto internazionale, come i crimini di guerra di saccheggio e di distruzione e appropriazione di beni”. Per gli stessi motivi, la Deutsche Bahn si era già ritirata dal progetto nel 2011.

Oltre alla condanna politica a morale, la delibera approvata impegna il sindaco e la giunta di Villar Focchiardo a valutare la possibilità di inserire una clausola “che escluda la partecipazione di aziende e soggetti economici che operino in violazione dei diritti umani e/o in contrasto con i diritto internazionale” nel regolamento del comune “per la partecipazione a bandi comunali per l’esecuzione di opere pubbliche”.

La delibera di Villar Focchiardo arriva in un momento in cui governi e impresi europei prendono misure per evitare complicità con le violazioni del diritto internazionale commesse da Israele. Negli ultimi mesi, tre imprese olandesi, su consiglio del governo, hanno interrotto legami con gli insediamenti israeliani. A dicembre 2013 il governo britannico ha pubblicato linee guida che avvertono sui “chiari rischi connessi alle attività economiche e finanziarie negli insediamenti” e non incoraggia né offre supporto per tali attività. La Romania ha vietato ai suoi cittadini lavoratori edili di essere coinvolti nella costruzione delle colonie israeliane poiché in violazione di norme di diritto internazionale. Le nuove linee guida dell’Unione Europea, in vigore dal 1 gennaio 2014, vietano l’attribuzione di sovvenzioni comunitarie ai progetti in insediamenti illegali e il rilascio di prestiti UE a qualsiasi entità israeliana che operi negli insediamenti.

La Coalizione Italiana Stop That Train applaude la coerenza mostrata da Villar Focchiardo e le altre amministrazioni locali italiane nell’assicurare che le imprese che traggono profitti dalla violazione del diritto internazionale non abbiano accesso ai fondi pubblici. Stop That Train invita i consigli comunali in tutta Italia ad approvare delibere analoghe e esige che il governo italiano, in perfetta linea con la politica europea di non riconoscere la sovranità israeliana sui Territori palestinesi occupati, scoraggi attivamente le imprese italiane dal proseguire o intraprendere attività con imprese ed enti israeliani che operano nei territori palestinesi occupati.

Coalizione italiana Stop That Train
bdsitalia.org/stop-that-train
fermarequeltreno@gmail.com

La Coalizione Italiana Stop That Train raggruppa circa 90 associazioni, tra organizzazioni nazionali e internazionali, anche in Israele, e realtà locali in tutt’Italia, e esige il ritiro della Pizzarotti S.p.A dal progetto israeliana A1. Stop That Train fa parte di BDS Italia, un movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele, costituito da associazioni e gruppi in tutta Italia che hanno aderito all’appello della società civile palestinese del 2005.

da Palestina Rossa

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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