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Determinazione. L’8 dicembre valsusino attraversato dagli studenti

Per raccontare come abbiamo vissuto questa grande giornata di lotta vorremo partire da alcuni elementi che, meglio di altri, riescono a riassumere i fatti. In primis il fatto che migliaia di persone, a Giaglione e a Chiomonte, si sono ritrovati e hanno iniziato a marciare sui sentieri e sulle mulattiere, sapendo di violare il divieto del Prefetto che ne vietava l’accesso, per raggiungere il cantiere della Maddalena, con la determinazione di tagliarne le reti. Ancora una volta il movimento No Tav si è mostrato coerente con le sue promesse. Dal nostro punto di vista è anche da evidenziare come siano stati moltissimi gli studenti e le studentesse (anche torinesi) che abbiano deciso di portare la propria solidarietà attiva, vivendo con consapevolezza, interesse e voglia di protagonismo un movimento che, sin dai tempi dell’Onda, ci ha sempre saputo insegnare molto.

Il secondo dato è che ogni tentativo di avvicinarsi alle reti è stato duramente respinto dalle forze dell’ordine. La polizia, schierata al di fuori del cantiere, ha fatto un uso massiccio di lacrimogeni. Il lancio indiscriminato di lacrimogeni nei boschi ha causato diversi principi d’incendio (di cui la questura ha prontamente accusato i manifestanti). Ma purtroppo i candelotti, molto spesso sparati ad altezza uomo, e anche il lancio di pietre da parte degli agenti, ha causato anche diversi feriti. Tra questi un ragazzo di sedici anni, un nostro coetaneo, di Venaus. La polizia ha inseguito i manifestanti arrivando fino al fiume Clarea, devastando la baita, presidio dei No Tav, e ritardando l’arrivo delle ambulanze.

Il terzo elemento è che, ancora una volta, mentre i giornali parlano di un centinaio di violenti, tutti abbiamo potuto vedere con i nostri occhi come in quei boschi a cercare in ogni maniera di arrivare alle reti e di tagliare quello che è un simbolo dello spreco, del sopruso, dell’arroganza, della violenza di quello che si ostinano a chiamare democrazia, c’era un popolo intero.

 

A Yuri, Ruggero e a tutti i feriti và la nostra massima Solidarietà

 

Kollettivo Studenti Autorganizzati

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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